Speciale 95
Efficientamento energetico ed edifici sostenibili: tipologie costruttive e convenienza economica
11.11.2015
Articolo
di Fabrizio Manzoni

Analisi critica sugli aspetti economici dell'efficienza energetica

Il pensiero diffuso sull’efficienza energetica, economicamente parlando, è che sia un’operazione molto costosa, e che solo poche persone possano permettersi interventi di questo tipo. Ma non è esattamente così.

Si tratta di distinguere, innanzi tutto, fra costi di investimento e costi di gestione.

Al di là delle cifre, sono costi di investimento tutti quelli riconducibili alla fase costruttiva e progettuale, quindi:


Va evidenziato che la progettazione di un edificio energeticamente efficiente di buon livello vede il coinvolgimento di una pluralità di specialisti, che abbiano l’obiettivo comune dell’efficienza dell’intero sistema edificio-impianto.

Sono esclusi, quindi, gli operatori che basano le proprie proposte progettuali sull’unico parametro della convenienza economica immediata, data dall’utilizzo di prodotti di scarso livello.

È bene che vi sia un coordinatore di tutte le specialità, dall'edile all'impiantistica, proprio per verificare che tutti si impegnino per il comune obiettivo, e per evitare criticità nei punti di interazione che spesso costituiscono il punto debole di una buona costruzione, come ad esempio i punti di passaggio degli impianti nell’involucro dell’edificio, o la posa dei serramenti, o ancora i possibili ponti termici dovuti alla presenza di elementi strutturali che creino delle discontinuità.

Anche le impostazioni progettuali più generali sono importanti, ad esempio come prevedere la distribuzione dei locali e la loro destinazione d’uso in base all’orientamento geografico o alla presenza sul posto di eventuali correnti d’aria o ombreggiamenti.
Quando si tratta di ristrutturazioni, sono molto ben spesi i soldi per una diagnosi energetica, oramai prevista per legge, in quanto fotografa l’esatta situazione dell’edificio.

La diagnosi energetica, infatti, di solito propone già alcuni possibili interventi migliorativi, ma sarà il progettista incaricato a trarre le conclusioni di concerto con il proprietario.

Una precisa diagnosi energetica permetterà di progettare, ad esempio, un adeguato livello di isolamento termico senza costi aggiuntivi, o anche un’adeguata tipologia di rivestimento proponendo, ad esempio, un più leggero cappotto in EPS, se vi è già una buona massa superficiale nei tamponamenti dell’edificio; o consigliando, viceversa, una lana minerale, in presenza di tamponamenti leggeri.

Non è possibile dare dei costi parametrici standard per questa operazione.

Il costo, infatti, è direttamente proporzionale alla difficoltà della redazione dell’audit energetico, che comprende una raccolta di documentazione sull’esistente a partire dalle bollette energetiche, sino a rilievi e monitoraggi sul campo, che possono durare anche mesi e coinvolgere più di un tecnico, ognuno con strumentazioni adeguate come termo camere o termo flussimetri.

L’audit energetico renderà però, già in questa fase, le ipotesi di investimento possibili con il ritorno economico. Esso viene quasi sempre calcolato sul puro risparmio energetico, senza considerare eventuali sconti fiscali.

Nel conteggio del tempo di ritorno dell’investimento, ad oggi, è possibile calcolare un’inflazione del 2%, al quale aggiungere una ipotesi di aumento dei costi del combustibile di pari entità. Si tratta pur sempre di stime ipotetiche, ma che rendono l’idea dell’importanza dell’investimento.

Si può stimare, ad esempio, che un cappotto esterno del costo di circa 15.000€, per un piccolo edificio, potrà essere ammortizzato nel giro di una decina di anni solo basandosi su una stima di risparmio di energia primaria, quindi senza considerare gli sconti fiscali.

Si tenga presente che sono possibili alcuni finanziamenti tramite il Conto Termico se si sostituisce una vecchia caldaia con una pompa di calore. In questo caso è possibile recuperare sino al 40% del costo sostenuto.

Un’adeguata fase preliminare, dunque, può già di per sé costituire un investimento.

Sono invece riconducibili alla fase realizzativa:
  • Costi di costruzione;
  • Costi di cantieramento.