Focus Rinnovabili

11.03.2024

Pompe di calore: -5% di vendite nel 2023

L’appello delle associazioni per l’attuazione del Piano d’Azione UE per le pompe di calore

Nel corso del 2023 il mercato europeo delle pompe di calore ha assistito a una svolta inattesa, interrompendo una serie decennale in crescita continua. Il volume delle vendite, analizzato in 14 Paesi del continente, ha registrato una flessione del 5%, scendendo da 2,77 a 2,64 milioni di unità.

Questo cambiamento di rotta ha avuto ripercussioni significative sul settore, spingendo diversi produttori a implementare misura drastiche quali tagli occupazionali, che hanno coinvolto quasi 3000 lavoratori.

 

Pompe di calore: la contrazione delle vendite in Italia

La contrazione delle vendite ha interessato in modo particolari nazioni come Francia, Italia, Svezia, Finlandia, Polonia, Danimarca, Austria e Svizzera. Sebbene in alcuni Paesi – Portogallo, Belgio, Norvegia, Paesi Bassi, Spagna e Germania – si sia registrata una crescita, questa non è stata sufficiente a bilanciare il calo complessivo.

Inoltre, la tendenza negativa sembra non arrestarsi, con le previsioni che indicano un ulteriore rallentamento per il 2024, nonostante dati preliminari dal Regno Unito mostrino un incremento delle vendite nazionali del 4% nell’ultimo anno.

Un elemento chiave dietro questa inversione di tendenza è il ritardo nel lancio del Piano d’Azione dell’UE per le pompe di calore, previsto inizialmente per l’inizio del 2024. La Commissione europea, infatti, ha posticipato l’annuncio a una data non ancora definita, in un contesto già reso incerto da elevati tassi di interesse a da modifiche nelle politiche nazionali.

Dopo l’impennata di sostegno seguita alla crisi energetica del 2022, innescata dall’invasione russa dell’Ucraina, il 2023 ha visto una riduzione o eliminazione di tale supporto in molti Paesi, con l’Italia tra i più colpiti.

Questo rallentamento minaccia non solo gli obiettivi climatici ed energetici dell’UE, come l’incremento delle energie rinnovabili nel riscaldamento al 49% e l’installazione di 60 milioni di pompe di calore entro il 2030, ma solleva anche preoccupazioni sull’efficacia delle attuali politiche energetiche. Thomas Nowak, segretario generale dell’Associazione europea delle pompe di calore, ha sottolineato l’importanza di un sostegno coerente e di piani d’azione chiari per navigare queste “condizioni meteorologiche tempestose”.

 

Pompe di calore: le fluttuazioni nei prezzi dell’energia hanno scoraggiato le vendite

Le fluttuazioni nei prezzi dell’energia hanno ulteriormente complicato il quadro, con il calo del costo del gas fossile e l’onere fiscale sull’elettricità che rendono le pompe di calore meno convenienti rispetto al passato.

Promuovere politiche stabili e ridurre il divario di prezzo tra gas ed elettricità tramite incentivi fiscali e un prezzo del carbonio adeguato è cruciale per rendere le pompe di calore un investimento sostenibile a lungo termine.

In questo contesto incerto, la pubblicazione tempestiva del Piano d’azione dell’UE sulle pompe di calore, fortemente sollecitata da oltre 60 amministratori delegati e numerose associazioni, diventa un passo fondamentale.

Con un totale stimato di circa 23 milioni di pompe di calore installate in Europa alla fine del 2023, il potenziale per una maggiore decarbonizzazione e indipendenza energetica rimane significativo, a patto di superare gli ostacoli attuali con politiche efficaci e un impegno concreto a sostegno del settore.

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