Focus Dal mondo

26.04.2022

Continua la caccia al gas dell’Italia: Africa is the new Russia?

Il Ministro degli Esteri di Maio e quello della Transizione Ecologica, insieme all’AD di ENI Claudio Descalzi, puntano ad aumentare le forniture di gas provenienti dall’Africa per sostituire quelle russe

Diversificare la provenienza delle forniture di gas in vista del prossimo inverno è una delle priorità assolute del governo italiano, come dimostrato dalla serie di missioni internazionali avviate dal Ministro degli Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, con il Ministro della Transizione Ecologica, Roberto Cingolani, accompagnati dall’Amministratore Delegato di ENI, Claudio Descalzi, già ribattezzate “tour del gas” o la “campagne del gas”.

Basta gas russo: Algeria, Egitto, Angola e Congo saranno i nuovi fornitori dell’Italia

Dopo l’accordo firmato con l’Algeria, arriva anche quello siglato con l’egiziana EGAS per aumentare la produzione e la fornitura di energia proveniente dall’Egitto, al fine di ottenere maggiori esportazioni verso l’Europa e soprattutto verso l’Italia. L’obiettivo è massimizzare la produzione di gas e le esportazioni di GNL, valorizzando le riserve e aumentando le attività per avere più disponibilità di gas nel breve termine.

Nell’ambito di questo accordo, che fornirà carichi di GNL per volumi complessivi fino a 3 miliardi di metri cubi nel 2022, saranno anche ottimizzate le campagne esplorative in aree nuove ed esistenti nella zona del Delta del Nilo, del Mediterraneo Orientale e del Deserto Occidentale.

Eni opera in Egitto da ormai quasi settant’anni, e ad oggi rappresenta il principale produttore del paese, dove sta cercando di decarbonizzare il settore energetico tramite diverse iniziative, come lo sviluppo di impianti CCS, impianti di energia rinnovabile e agrofeedstock per la bioraffinazione.

Anche la missione nella Repubblica di Angola ha avuto successo, grazie a cui è stata siglata una Dichiarazione di intenti per sviluppare nuove attività nel campo del gas naturale e aumentare l’esportazione di questa risorsa energetica verso l’Italia, ma anche per decarbonizzare il paese. È prevista la costituzione di Azule Energy, una nuova società energetica internazionale che verrà gestita in modo indipendente, con oltre 200.000 barili equivalenti (boed) di produzione netta di petrolio e gas e 2 miliardi di barili equivalenti di risorse nette.

Nei giorni scorsi è stata firmata una lettera di intenti con la Repubblica del Congo per aumentare la produzione e la fornitura di gas congolese, che prevede un nuovo progetto per il GNL , che verrà  avviato nel 2023, che avrà una capacità di regime che supererà i 3 milioni di tonnellate annue (oltre 4,5 miliardi di metri cubi / anno).

Un accordo che si affianca alle iniziative di Eni, attivo in questo territorio da oltre 50 anni, per la decarbonizzazione del paese tramite lo sviluppo delle energie rinnovabili, di sistemi CSS e di una gestione sostenibile delle risorse naturali.

Tutte queste importanti operazioni dimostrano l’impegno dell’Italia a differenziare le fonti di approvvigionamento energetico tramite l’intensificazione della collaborazione con i paesi che già esportavano, seppur in maniera minima, il loro gas verso l’Italia. Compensare la futura mancanza di gas russo rimane una questione sempre più emergente non solo per il governo italiano, ma anche per gli altri Stati europei che non hanno un’autonomia energetica tale da riuscire ad affrontare senza drammatiche conseguenze socio-economiche lo scenario energetico che si prospetta per i prossimi anni.

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