Focus Leggi/Normative

08.05.2026

Rinnovabili e vincoli paesaggistici: serve una valutazione concreta dei progetti

Una sentenza del Consiglio di Stato chiarisce che il diniego paesaggistico agli impianti rinnovabili deve essere motivato caso per caso.

Nel percorso di sviluppo delle energie rinnovabili, il tema dell’inserimento paesaggistico continua a rappresentare uno degli aspetti più delicati dal punto di vista autorizzativo. Fotovoltaico ed eolico, infatti, si confrontano sempre più spesso con valutazioni legate alla tutela del territorio, generando contenziosi tra operatori e pubbliche amministrazioni.

Una recente sentenza del Consiglio di Stato chiarisce però un principio importante: il diniego paesaggistico non può basarsi su automatismi o presunzioni generiche, ma deve essere supportato da una valutazione concreta del progetto e del suo impatto reale sul contesto territoriale.

 

Il principio: servono valutazioni puntuali e motivate

La decisione riguarda un impianto fotovoltaico oggetto di valutazione nell’ambito della conferenza di servizi. Il provvedimento negativo era stato motivato facendo riferimento in modo generico alla presenza di vincoli paesaggistici e alla localizzazione in area costiera.

Secondo il Consiglio di Stato, però, questo approccio non è sufficiente. L’amministrazione deve infatti dimostrare in modo concreto il contrasto tra il progetto e gli elementi di tutela del paesaggio, attraverso un’istruttoria dettagliata che analizzi:

  • caratteristiche effettive del sito
  • soluzioni progettuali adottate
  • impatto visivo reale dell’impianto
  • presenza di eventuali elementi già esistenti nel contesto

La sentenza rafforza quindi un orientamento sempre più chiaro: la tutela paesaggistica resta centrale, ma non può trasformarsi in un ostacolo automatico allo sviluppo delle fonti rinnovabili.

 

Aree idonee, conferenza di servizi e iter autorizzativi

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda il rapporto tra pianificazione territoriale e disciplina delle aree idonee introdotta dal d.lgs. 199/2021.

Secondo i giudici, il fatto che una Regione non abbia ancora classificato formalmente un’area come “idonea” non significa automaticamente che quella stessa area debba essere considerata non compatibile con gli impianti FER. Allo stesso tempo, la sentenza chiarisce anche il ruolo della conferenza di servizi e del silenzio-assenso della Soprintendenza, evidenziando come l’inerzia amministrativa produca effetti precisi all’interno del procedimento autorizzativo.

Il messaggio è chiaro: le procedure autorizzative devono basarsi su valutazioni effettive e coordinate, evitando interpretazioni automatiche che rischiano di rallentare la transizione energetica.

 

Rinnovabili e territorio: verso un nuovo equilibrio

La crescita delle energie rinnovabili rende sempre più necessario trovare un equilibrio tra sviluppo energetico e tutela del paesaggio. Per progettisti, operatori e amministrazioni, questo significa affrontare iter autorizzativi sempre più complessi, in cui qualità progettuale, integrazione territoriale e chiarezza normativa diventano elementi centrali.

In prospettiva, il tema non riguarda soltanto i singoli impianti, ma il modello energetico europeo nel suo complesso. Accelerare la diffusione delle rinnovabili richiederà infatti procedure più efficienti e criteri valutativi capaci di bilanciare in modo concreto tutela ambientale e obiettivi di decarbonizzazione.

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FAQ

I vincoli paesaggistici impattano soprattutto grandi impianti fotovoltaici ed eolici, in particolare nelle aree agricole, costiere e ad alto valore ambientale o storico. In questi contesti, la progettazione energetica deve confrontarsi con esigenze di tutela del territorio, integrazione architettonica e accettabilità locale. Per il settore HVAC/R e dell’energia distribuita, ciò favorisce lo sviluppo di soluzioni integrate negli edifici, come fotovoltaico su copertura, agrivoltaico e sistemi energetici decentralizzati.

La principale criticità riguarda l’equilibrio tra rapidità della transizione energetica e complessità degli iter autorizzativi. Le valutazioni paesaggistiche spesso richiedono studi dettagliati su impatto visivo, infrastrutture di rete e inserimento territoriale, con tempi che possono rallentare i progetti. Dal punto di vista tecnico, diventa necessario ottimizzare layout, orientamento e integrazione degli impianti per ridurre l’impatto ambientale senza compromettere le prestazioni energetiche.

La progettazione si orienta verso soluzioni più integrate e contestualizzate, capaci di minimizzare l’impatto visivo e massimizzare l’efficienza energetica. Tecnologie come agrivoltaico, fotovoltaico integrato negli edifici (BIPV) e mini-eolico consentono una maggiore compatibilità con il paesaggio e con le esigenze locali. Inoltre, cresce l’importanza di strumenti digitali di simulazione e analisi territoriale per valutare preventivamente l’impatto dei progetti e accelerare i processi autorizzativi.