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14.04.2026

Geotermia e semplificazioni: quando la normativa prova a sbloccare una tecnologia ancora sottoutilizzata

Il MASE semplifica l’installazione degli impianti geotermici: meno burocrazia per favorire una tecnologia ancora poco diffusa.

La geotermia a bassa entalpia torna al centro del dibattito energetico italiano, ma questa volta non per nuove tecnologie, bensì per un intervento normativo che punta a rimuovere uno degli ostacoli storici alla sua diffusione: la complessità autorizzativa.

Con il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l’obiettivo è chiaro: rendere più semplice e veloce l’installazione degli impianti geotermici a servizio di edifici e imprese, favorendo una tecnologia che, pur essendo efficiente e consolidata, è ancora poco diffusa nel panorama nazionale

 

Semplificare per diffondere: il cambio di passo del decreto

Il provvedimento interviene su uno degli elementi più critici per lo sviluppo della geotermia: la frammentazione normativa e la difficoltà di inquadramento degli impianti nei diversi contesti regionali.

L’introduzione di regole più uniformi e di iter autorizzativi semplificati rappresenta un passaggio fondamentale per dare certezza agli operatori e accelerare i tempi di realizzazione. Il decreto, infatti, aggiorna il quadro esistente per allinearlo ai nuovi regimi amministrativi delle fonti rinnovabili, riducendo gli oneri burocratici e favorendo una maggiore diffusione degli impianti.

Si tratta di un intervento che non introduce nuove tecnologie, ma crea le condizioni perché quelle già disponibili possano essere effettivamente utilizzate.

 

Attività libera e PAS: cosa cambia concretamente

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la ridefinizione delle soglie che distinguono gli interventi realizzabili in attività libera da quelli soggetti a Procedura Abilitativa Semplificata (PAS).

In particolare:

  • gli impianti di piccola taglia (fino a 50 kW) possono essere realizzati senza autorizzazioni, in regime di attività libera
  • gli impianti fino a 500 kW rientrano nella PAS, con iter semplificati
  • vengono chiariti limiti di profondità e caratteristiche delle sonde geotermiche

Questa distinzione amplia significativamente il perimetro degli impianti realizzabili con procedure snelle, rendendo la geotermia più accessibile sia per applicazioni residenziali sia per contesti produttivi

 

Impianti a circuito chiuso: una tecnologia pronta ma poco sfruttata

Il decreto si concentra sugli impianti a circuito chiuso, ovvero quelli che utilizzano il sottosuolo come scambiatore termico senza prelievo di fluidi. Si tratta di una soluzione particolarmente adatta per riscaldamento e raffrescamento degli edifici, con vantaggi in termini di efficienza, continuità e riduzione delle emissioni.

Nonostante queste caratteristiche, la diffusione della geotermia in Italia è rimasta finora limitata, anche a causa delle complessità autorizzative e delle differenze normative tra territori. Il nuovo intervento mira proprio a superare queste barriere, creando un quadro più chiaro e uniforme per progettisti, imprese e operatori

 

Impatti per il settore HVAC e per la progettazione degli edifici

Per il mondo HVAC, le semplificazioni introdotte dal decreto rappresentano un segnale importante. La geotermia può infatti giocare un ruolo strategico nella decarbonizzazione dei consumi termici, soprattutto in combinazione con pompe di calore e sistemi di gestione intelligente dell’energia.

In questo scenario, gli impianti geotermici diventano una soluzione sempre più interessante per:

  • edifici ad alta efficienza energetica
  • sistemi ibridi integrati con rinnovabili
  • applicazioni industriali con fabbisogni termici costanti

La possibilità di accedere a iter autorizzativi più semplici potrebbe quindi accelerare l’adozione di questa tecnologia anche nei progetti di nuova costruzione e riqualificazione.

 

Oltre la semplificazione: la sfida resta culturale e progettuale

Il nuovo decreto rappresenta un passo importante, ma non sufficiente da solo a garantire la diffusione della geotermia. La vera sfida resta legata alla capacità del settore di integrare questa tecnologia all’interno di una progettazione energetica più ampia, in cui efficienza, rinnovabili e gestione intelligente dei consumi lavorano insieme.

La semplificazione normativa riduce le barriere, ma sarà il mercato, insieme alle competenze tecniche e alla consapevolezza degli operatori, a determinare se la geotermia riuscirà davvero a uscire dalla sua attuale condizione di tecnologia “di nicchia” per diventare una componente stabile del sistema energetico degli edifici.

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FAQ

Le semplificazioni normative puntano a favorire l’adozione della geotermia a bassa entalpia in ambito residenziale, terziario e industriale leggero, dove è possibile integrare sonde geotermiche con pompe di calore per climatizzazione e produzione di ACS. In questi contesti, la riduzione degli iter autorizzativi rende più accessibile una tecnologia particolarmente adatta a impianti HVAC ad alta efficienza e a edifici con fabbisogni energetici costanti, migliorando la fattibilità progettuale soprattutto nei retrofit.

Nonostante le semplificazioni, permangono criticità legate ai costi iniziali elevati, alle indagini geologiche preliminari e alla disponibilità di spazi per la perforazione. Dal punto di vista progettuale, è fondamentale una corretta caratterizzazione del terreno e il dimensionamento delle sonde per evitare cali prestazionali nel tempo. Inoltre, la complessità dell’integrazione con impianti esistenti e la necessità di competenze specialistiche possono rappresentare un limite per una diffusione su larga scala.

Il nuovo quadro normativo può accelerare l’integrazione tra geotermia, pompe di calore e sistemi di gestione energetica, favorendo soluzioni impiantistiche stabili, efficienti e a basse emissioni. Per progettisti e installatori si aprono opportunità nella realizzazione di sistemi ibridi e nella progettazione di impianti a elevata autonomia energetica. La geotermia, grazie alla sua continuità di rendimento, diventa un asset strategico per ottimizzare consumi, ridurre i picchi e migliorare la resilienza energetica degli edifici.