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01.04.2026

Transizione 5.0: AiCARR segnala criticità nel Decreto-Legge 27 marzo 2026 n. 38

Le modifiche al DL 27 marzo 2026 riducono il credito d’imposta e introducono incertezza normativa: AiCARR evidenzia impatti concreti su progettazione, investimenti e filiera HVAC&R

Le modifiche introdotte dal Decreto-Legge 27 marzo 2026, n. 38 sulla misura Transizione 5.0 stanno generando un forte dibattito all’interno del settore HVAC&R. A esprimere una posizione netta è AiCARR, che evidenzia come il provvedimento intervenga in modo retroattivo su investimenti già effettuati, alterando le condizioni economiche su cui imprese e professionisti avevano costruito le proprie strategie.

Il punto più critico riguarda la rideterminazione del credito d’imposta, ora fissato al 35% rispetto a quanto inizialmente previsto. Una revisione che non si limita a ridurre l’incentivo, ma incide direttamente sulla sostenibilità economica di progetti già validati dal GSE. In altre parole, interventi già pianificati e approvati si trovano oggi a dover essere riconsiderati in un contesto completamente diverso, con effetti immediati su business plan e ritorni attesi.

 

Taglio degli incentivi e esclusione delle rinnovabili: cosa cambia per i progetti HVAC

Oltre alla riduzione del credito, il decreto introduce un elemento che pesa in modo particolare per il settore impiantistico: l’esclusione dal ricalcolo del beneficio degli investimenti legati alle fonti rinnovabili e all’efficientamento energetico.

Si tratta di un passaggio tutt’altro che secondario. Nella progettazione contemporanea, infatti, l’integrazione tra sistemi HVAC e rinnovabili rappresenta sempre più spesso la base su cui costruire soluzioni ad alte prestazioni. Limitare il perimetro degli incentivi significa quindi ridurre l’attrattività proprio di quegli interventi che contribuiscono in modo più diretto agli obiettivi di decarbonizzazione.

A questo si aggiunge un plafond complessivo ridimensionato e una disponibilità limitata per il 2026, che rende ancora più selettivo l’accesso agli incentivi e aumenta l’incertezza nella pianificazione degli investimenti.

 

Progettazione energetica in bilico: quando il quadro normativo compromette le valutazioni tecniche

Le conseguenze non si fermano al piano economico, ma coinvolgono anche il lavoro quotidiano dei professionisti. AiCARR sottolinea come le modifiche incidano direttamente sull’affidabilità dei modelli previsionali utilizzati nella progettazione e nella consulenza energetica.

Diagnosi, studi di fattibilità e validazioni tecniche sono stati sviluppati sulla base di un quadro normativo che, nel giro di pochi mesi, è cambiato più volte fino ad arrivare all’intervento attuale. Questo comporta una revisione forzata dei progetti e, in alcuni casi, mette in discussione la coerenza dei piani già presentati ai clienti.

Il rischio è duplice: da un lato si crea un problema concreto nella gestione dei progetti, dall’altro si genera un danno reputazionale per i professionisti, che si trovano a operare in un contesto normativo instabile e difficilmente prevedibile.

 

Dalla pianificazione al blocco: gli effetti lungo tutta la filiera dell’efficienza energetica

L’impatto si estende rapidamente lungo tutta la filiera dell’efficienza energetica. Le ESCo, i produttori di tecnologie e gli installatori si trovano a dover rivedere programmi e investimenti in un contesto meno favorevole.

Secondo AiCARR, il rischio più concreto è un rallentamento delle attività nel breve e medio periodo, con effetti sulla continuità dei progetti già avviati e sulla capacità del mercato di sviluppare nuove soluzioni. Il comparto delle rinnovabili, in particolare, appare tra i più penalizzati, proprio per il venir meno di una parte rilevante degli incentivi.

In questo scenario, anche le scelte tecnologiche potrebbero subire una battuta d’arresto, privilegiando soluzioni meno avanzate ma più sostenibili dal punto di vista economico.

 

Transizione energetica e instabilità normativa: un equilibrio sempre più fragile

Al di là degli aspetti tecnici, il tema sollevato da AiCARR è profondamente strategico. Il settore HVAC&R rappresenta uno degli elementi abilitanti della transizione energetica, grazie alla capacità di integrare tecnologie, sistemi di controllo e fonti rinnovabili in un’unica logica progettuale.

Tuttavia, senza un quadro normativo stabile, diventa difficile pianificare investimenti e sostenere l’innovazione. Le continue modifiche alla misura Transizione 5.0 rischiano di compromettere non solo la competitività delle imprese, ma anche il rapporto di fiducia tra sistema produttivo e istituzioni.

 

Le richieste di AiCARR: stabilità, tutela e riconoscimento del valore impiantistico

In vista della conversione del decreto, AiCARR richiama la necessità di introdurre correttivi che possano ristabilire coerenza e continuità. In particolare, emergono tre esigenze fondamentali:

  • garantire tutele per gli investimenti già realizzati
  • assicurare stabilità e chiarezza alle misure incentivanti
  • riconoscere il valore tecnico e sistemico degli interventi impiantistici

Si tratta di condizioni essenziali per evitare che l’attuale fase di incertezza si traduca in un rallentamento strutturale del mercato.

 

Nuove regole, nuove criticità: cosa cambia per progettisti e installatori

Per progettisti, installatori e aziende della filiera HVAC&R, le modifiche alla Transizione 5.0 non rappresentano solo un aggiornamento normativo, ma un cambiamento concreto nel modo di approcciare il mercato.

Diventa sempre più importante valutare con attenzione la sostenibilità economica degli interventi, rivedere le strategie progettuali e accompagnare il cliente in un contesto in continua evoluzione.

Il passaggio parlamentare del decreto sarà quindi determinante per capire se sarà possibile ristabilire un equilibrio tra esigenze di bilancio e sviluppo industriale. Per il settore, la posta in gioco è alta: non riguarda solo gli incentivi, ma la capacità di sostenere nel tempo un percorso di innovazione e transizione energetica realmente efficace.