Speciale 138
Il rischio legionella: accorgimenti impiantistici e buone pratiche per abbatterlo
10.10.2018
Referenza

Il rischio legionella negli impianti idrici

Il pericolo Legionellosi, purtroppo, stando anche alla cronaca recente è sempre attuale, nonostante l’evoluzione tecnica raggiunta in materia impiantistica potrebbe far sperare il contrario.
Il modo migliore per combattere la proliferazione di questo pericoloso batterio è quello di progettare e realizzare impianti idrico sanitari che rispecchino le norme sulla sicurezza contro questo batterio, che tengano conto delle più recenti indicazioni in termini di modalità di costruzione provenienti da esperti del settore. 
 
Le più recenti Linee Guida per il Controllo della Legionellosi (2015) sviluppano ed approfondiscono diversi aspetti di cui tenere conto per prevenire il rischio di sviluppo del batterio, e tutelare la salute degli ospiti degli edifici considerati. 
 
Analizzando in particolare il Capitolo 5 contenente "Indicazioni per la progettazione, la realizzazione e la gestione degli impianti" per impianti idrosanitari, Caleffi ci fornisce un utile schema progettuale, grazie al quale è particolarmente facile individuare le principali novità introdotte dalle nuove linee guida rispetto alla versione del 2005 che integra quelle del 2000.


 

La tutela della rete dell’acqua fredda sanitaria dal rischio Legionella


Poiché il batterio della legionella prolifera ad una temperatura compresa tra i 25° e i 42°C, secondo le indicazioni delle Linee Guida del Ministero della Salute, è necessario  mantenere l’acqua all’interno della rete fredda sanitaria ad una temperatura che sia costantemente inferiore ai 20°C.
 
Perché ciò sia possibile è necessario far sì che vi sia una distanza sufficiente tra le reti dell’acqua fredda e quelle dell’acqua calda o altre fonti di calore; e che le tubazioni siano isolate termicamente in modo adeguato.

La funzione dell’isolamento termico è ambivalente: permette infatti di limitare la dispersione del calore verso l’esterno (nel caso di distribuzione di ACS) e di evitare l’aumento della temperatura del fluido (nel caso di acqua fredda sanitaria).
Al fine di mantenere l’acqua fredda sanitaria al di sotto dei 20°C si usano in genere due tipologie differenti di isolamento:
 
  • Isolamento in cavedi o in passaggi tecnici;
  • Isolamento con tubazioni sotto traccia.


La tutela della rete dell’acqua calda sanitaria dal rischio Legionella

 
La protezione della rete dell’acqua calda sanitaria dalla proliferazione del batterio Legionella si può garantire sia con trattamenti chimici che con trattamenti fisici. I primi sono meno diffusi e talvolta sconsigliati, hanno infatti la facoltà di modificare le caratteristiche chimiche dell’acqua al punto da renderla: aggressiva verso i materiali che ne vengono in contatto e non conforme ai requisiti di qualità individuati dalla normativa.
 
I trattamenti fisici prevedono invece l’innalzamento della temperatura dell’acqua oltre a temperature standard, così da disinfettare termicamente l’interno della rete di distribuzione ed eliminare qualsiasi batterio.
I trattamenti fisici a cui si può sottoporre un impianto di ACS sono due:
  • La disinfezione termica;
  • Lo shock termico;
 

La disinfezione Termica


La disinfezione termica è un processo che si applica a impianti dotati di un miscelatore posizionato dopo il bollitore, cioè uno strumento che consente il controllo della temperatura di distribuzione.

Il trattamento di disinfezione termica può essere:
  1. Continuo: L’acqua circola continuamente ad una temperatura superiore ai 50°C, anche nella rete di ricircolo);
  2. Periodico Giornaliero: Durante i periodi di minor uso dell’impianto idrico la temperatura di produzione di ACS viene alzata a 65°C, viene inibita la miscelazione con acqua fredda, e per almeno 30 minuti al giorno si effettua un ricircolo completo dell’impianto con acqua a una temperatura compresa tra i 55° e i 60°C.
 

Lo shock termico


Sottoporre l’impianto idrico a shock termico significa innalzare la temperatura dell’acqua a 70-80°C e, per tre giorni consecutivi, farla defluire in tutti i punti dell’impianto per almeno mezz’ora.

Si tratta di un trattamento molto efficace che, tuttavia, a causa delle elevate temperature raggiunte, può rischiare di compromettere alcuni dei componenti dell’impianto. Sono in particolare le tubazioni in materiale plastico che rischiano di subire danni alla propria resistenza meccanica in caso di passaggio di acqua a temperature eccessive.

Caleffi, azienda leader nella produzione di componenti per il settore idrosanitario e del riscaldamento, ha svolto alcune analisi per determinare quale delle due soluzioni fosse più idonea a mantenere la temperatura dell’acqua fredda sanitaria al di sotto del limite di 20°C.
 
Se, da un punto vista puramente matematico, le analisi svolte rendono preferibile l’isolamento con tubazioni sotto traccia con isolante di spessore elevato rispetto a soluzioni in cavedi, il problema più grande nel mantenimento dell’acqua ad una temperatura anti-legionella appare presentarsi in periodi in cui l’acqua si trova in quiete, come ad esempio di notte.
 
Per questo motivo nelle strutture ad alto rischio Legionella non si può prescindere dall’installazione di sistemi antiristagno e di flussaggio dell’acqua, che assicurino una continua movimentazione dell’acqua all’interno della rete.

L’importanza di proteggere la rete sanitaria dal pericolo legionella pervade tanto le reti di acqua fredda sanitaria quanto le reti di acqua calda sanitaria, pertanto, per qualsiasi progettista e professionista del settore, risulta assolutamente necessario essere coscienti e sempre informati sulle buone norme di cui tenere conto nella realizzazione e manutenzione di impianti idrico sanitari.
 

La scelta delle tubazioni più idonee ai trattamenti di disinfezione termica


Nella scelta delle tubazioni vanno considerate, la temperatura massima di utilizzo e la compatibilità allo shock termico del materiale di cui si compongono:

Acciaio inox e Rame: Sopportano bene lo shock termico e hanno temperatura massima di utilizzo di 110-120°C.

Acciaio zincato: è incompatibile con lo shock termico in quanto a temperature superiori ai 60° si assiste all’avvio di fenomeni di degrado dello zinco che protegge i tubi.

Polipropilene (PP): in genere hanno temperatura massima di utilizzo di circa 80°C, ma subiscono un deterioramento del livello di tenuta della pressione ad alte temperature.

Polietilene reticolato (PEX) e Multistrato: Hanno entrambi temperatura massima di utilizzo di 90°C e, pertanto, sono idonei a trattamenti di shock termico.



Come abbiamo detto in precedenza, il batterio della legionella può essere abbattuto in modo semplice ed efficacie all’interno di qualsiasi impianto idrico se l’acqua fredda viene mantenuta ad una temperatura inferiore ai 25°C e se quella calda non scende al di sotto dei 60°C.
Delle analisi dell’Istituto di Ricerca e Certificazione olandese hanno tuttavia sottolineato come, a parità di temperatura, i tubi di rame utilizzati per la distribuzione di Acqua Sanitaria forniscano una misura preventiva ulteriore contro la Legionella.


L’importanza dei miscelatori nella realizzazione di trattamenti termici antilegionella


Per poter effettuare trattamenti termici antilegionella agli impianti idrici sanitari è imperativo che essi siano dotati di miscelatori, dispositivi progettati per mantenere l’acqua alla temperatura desiderata e per poter gestire le dinamiche di disinfezione termica.
 
Fino a pochi anni fa il mercato proponeva due differenti tipologie di miscelatori:

Termostatici: Semplici da installare e affidabili nel regolare la temperatura di mandata dell’ACS, hanno il limite di non poter essere programmati per la disinfezione termica e di non poter cambiare autonomamente assetto di funzionamento.

Elettronici: Controllano la temperatura dell’ACS e permettono di regolare i cicli di disinfezione termica, registrandone inoltre i dati; il loro più grande limite è quello di non poter mantenere la temperatura corretta in mancanza di corrente elettrica.
 

I miscelatori ibridi


Oggi invece sul mercato sono disponibili dei nuovi miscelatori ibridi che uniscono in sé i vantaggi del miscelatore termostatico e quello elettronico. Utilizzano l’azione meccanica dell’elemento termostatico presente nel miscelatore per regolare la temperatura dell’acqua miscelata in uscita, e al contempo, sfruttano i vantaggi  del regolatore elettronico che gestisce la temperatura dell’acqua miscelata secondo una serie di programmi funzionali. Ciò permette quindi di mantenere la temperatura di mandata sempre costante, anche in assenza di corrente elettrica, e di stabilire efficacemente programmi di gestione quotidiana e di disinfezione termica per la prevenzione del rischio legionella.
 
I nuovi e moderni miscelatori ibridi possono inoltre essere integrati nei sistemi di Building Management (BMS), e quindi controllati da remoto, nel caso in cui il regolatore sia predisposto per la comunicazione tramite specifici protocolli di tipo MODBUS
 
Questi dispositivi sono tendenzialmente scelti e installati a servizio degli impianti idrici sanitari di: ospedali, case di cura, centri commerciali, alberghi, impianti sportivi ed edifici o strutture residenziali di grandi dimensioni. In questi ambienti, particolarmente a rischio Legionellosi per via della grande dimensione degli impianti e per i lunghi periodi di stazionamento dell’acqua nelle tubazioni, poter prevenire e combattere la proliferazione di pericolosi batteri gestendo al meglio i tempi di disinfezione, è assolutamente fondamentale.

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