Speciale 138
Il rischio legionella: accorgimenti impiantistici e buone pratiche per abbatterlo
10.10.2018
Articolo
di Maurizio Cudicio

Gli edifici a rischio legionella e le possibili manifestazioni cliniche della malattia

Leggendo i giornali ed i quotidiani, capita ancora oggi di leggere di persone contagiate dal batterio della legionella, virus pericoloso e al contempo subdolo in quanto i sintomi possono essere scambiati per polmonite, essendo caratterizzata da tosse secca o grassa, febbre, brividi. Ma di fatto quali sono i sistemi o le condizioni ambientali che permettono al batterio di essere veicolato?

Va innanzitutto premesso che la legionella è presente e prolifera in ambienti acquatici naturali e artificiali, tra cui acque sorgive, acque termali, laghi, fiumi, serbatoi, tubature, fontane, piscine e più in generale dove c’è presenza di acqua e viene veicolata attraverso l’acqua nebulizzata. Di fatto il virus viene contratto attraverso le vie aeree e non attraverso l’ingestione, contatto o altro, e pertanto è fondamentale monitorare tutti quei sistemi impiantistici che possono nebulizzare acqua che attraverso la respirazione può portare a contrarre il virus.

La legionella pneumophilia è un batterio particolarmente aggressivo e pericoloso, perché se non trattato adeguatamente e per un tempo eccessivo può portare alla morte, soprattutto negli individui immuno-depressi.

La legionella venne scoperta per la prima volta nel lontano 1976, anno in cui, durante un raduno di ex combattenti della guerra del Vietnam tenutosi in un albergo di Philadelfia – Stati Uniti, circa 200 dei 2.000 partecipanti furono colpiti da una forma acuta e particolarmente resistente di polmonite acuta. A seguito della contrazione di tale virus, ben trentaquattro persone persero la vita al punto che alcuni ipotizzarono si trattasse di un attacco biologico russo. Studi successivi determinarono che i decessi furono causati da alcuni batteri all’epoca dei fatti sconosciuti. La legionella si presenta in due forme:
 
LA FEBBRE DI PONTIAC LA MALATTIA DEL LEGIONARIO
Si manifesta dopo un periodo di incubazione variabile da 1 a 2 giorni, ed è caratterizzata da:
  • Febbre forte;
  • Dolori muscolari;
  • Mal di testa;
  • In alcuni casi disturbi intestinali.
Non c’è polmonite, anche se in alcuni casi è presente la tosse. Questa forma di legionellosi è spesso scambiata per una normale influenza.
Può non richiedere terapia antibiotica, né ricovero in ospedale.
Si manifesta dopo un periodo di incubazione variabile da 2 a 10 giorni, mediamente 5 o 6 giorni. Può comportare:
  • Febbre elevata;
  • Dolori muscolari;
  • Diarrea;
  • Mal di testa;
  • Dolori al torace;
  • Tosse generalmente secca (ma può essere anche purulenta);
  • Insufficienza renale;
  • Confusione mentale;
  • Disorientamento;
  • Letargia;
È un’infezione che non si distingue chiaramente da altre forme, atipiche o batteriche, di polmonite.
La terapia si basa sul trattamento con antibiotici oltre alle normali misure di supporto respiratorio o sistemico.
La malattia, specie se diagnosticata tardi, o insorta in soggetti molto deboli, può portare al decesso.


La legionella colpisce in modo particolare i soggetti immunodepressi, ma può colpire anche soggetti sani.

Le strutture a maggiore rischio sanitario sono:
 
  • ospedali, cliniche, case di cura e simili;
  • stabilimenti termali;
  • edifici con torri di raffreddamento;
  • fontane decorative e cascate artificiali;
  • alberghi, caserme, campeggi e strutture ricettive in genere;
  • impianti per attività sportive e scolastiche;
  • piscine.

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