Focus Efficienza Energetica

06.05.2022

In crescita l’attenzione per la qualità energetica degli immobili, ma non è abbastanza

Secondo un’analisi di ENEA, I-Com e Fiaip, chi acquista casa presta molta attenzione a impianti di climatizzazione ad alta efficienza, buon isolamento termico di strutture e infissi e a impianti di generazione a fonti rinnovabili

L’ENEA, l’Istituto per la Competitività (I-Com) e la Federazione Italiana degli Agenti Immobiliari Professionisti (Fiaip) hanno realizzato un analisi sul monitoraggio delle dinamiche del mercato immobiliare nel 2021, in relazione alle caratteristiche energetiche degli edifici, da cui è emerso che gli immobili compravenduti nello scorso anno generalmente sono in classi energetiche più performanti, di cui il 30% sono nuove costruzioni in classe A1.

Nonostante questi buoni risultati però, l’Italia è ancora ben lontana dagli obiettivi che, secondo l’Unione Europea, dovrebbero essere raggiunti entro il 2030: nel 2021 infatti è ancora molto rilevante la quota di immobili in classe energetica bassa, e la G è la più diffusa.

Secondo gli esperti, in questo anno, gli effetti del Superbonus sul mercato immobiliare si cominciano a vedere materialmente: aumentano infatti le compravendite in linea con l’aumento delle ristrutturazioni, e nel corso del 2021 si è osservata un’accelerazione della qualità energetica degli immobili ristrutturati e usati grazie agli incentivi fiscali per l’edilizia.

Dall’analisi si osserva che nelle zone di estrema periferia, gli immobili compravenduti appartengono per quasi l’80% alle classi energetiche meno performanti (E, F e G), mentre nelle zone più “esclusive” la percentuale di immobili nelle prime classi energetiche (A e B) è al 36%.

Però un segno positivo c’è: sembra proprio che gli immobili ristrutturati stiano recuperando la caduta registrata tra il 2019 e il 2020, dopo la netta crescita del triennio 2017-2019, attestandosi al 32% nel 2021, con la quota restante è coperta dagli edifici di nuova costruzione.

Ma quanto ne sa l’acquirente medio di efficienza energetica?

Secondo gli agenti immobiliari che hanno partecipato all’analisi, più della metà delle persone che acquistano casa è abbastanza consapevole dell’importanza dell’efficienza energetica: solo il 20% circa ha una consapevolezza non adeguata o nulla di questo argomento.

Quando invece si tratta di valorizzare l’efficienza energetica della propria casa in caso di vendita, gli intervistati sostengono che quasi il 40% delle persone è in grado di farlo, mentre non lo è il 20% dei venditori.

Osservando le dinamiche del mercato immobiliare del 2021, si può notare che stanno emergendo alcuni fattori chiave a cui gli acquirenti fanno sempre più attenzione, e che quindi vengono maggiormente pubblicizzati negli annunci immobiliari: si guarda sempre di più alla presenza di impianti di climatizzazione altamente efficienti, di un buon isolamento termico delle strutture e degli infissi, e agli impianti di generazione a fonti rinnovabili.

Quando si parla di ristrutturazioni però, c’è un grande problema di fondo: a detta di chi acquista casa, il settore finanziario non facilita l’efficienza energetica degli immobili, un atteggiamento che è confermato anche dagli agenti immobiliari intervistati, secondo cui gli istituti finanziari vogliono prevenire rischi di frode o insolvenza, e inoltre mancano di competenze adeguate per valutare i progetti di efficienza energetica. Ecco perché tendono ad escludere i risparmi energetici tra gli elementi di garanzia del prestito.

Gian Battista Baccarini, Presidente Nazionale Fiaip ha dichiarato “Dopo un anno, il 2020, di frenata della crescita di richieste di case meno energivore, in quanto si è privilegiato la ricerca di ampi spazi abitativi interni ed esterni il 2021 ha segnato un significativo aumento degli acquisti di case efficientate e da efficientare grazie prioritariamente ai bonus fiscali e, in particolare, al Superbonus 110%. Per agevolare il processo di transizione energetica immobiliare e rispettare gli ambiziosi obiettivi comunitari del 2030 e del 2050, considerato che l’80% del patrimonio immobiliare si colloca ancora nelle ultime tre classi energetiche è necessario consolidare politiche governative attive orientate a rendere strutturali tutti i bonus fiscali, estendere il Superbonus 110% all’intero patrimonio immobiliare, e agevolarne l’accesso eliminando i limiti attuali per la cessione del credito ponendo fine, in tal modo, alla confusione generata dai continui interventi normativi”.

“In questo modo - conclude Baccarini - si accompagnerà, incentivandola, la collettività nella transizione ecologica necessaria per fronteggiare le sfide dei cambiamenti climatici, del caro bollette, della sostenibilità ambientale, contribuendo, nello stesso tempo, a valorizzare l’intero patrimonio immobiliare nazionale a tutela dei risparmi delle famiglie italiane e a beneficio di un settore, quello edilizio-immobiliare, che da sempre si conferma avere il più elevato coefficiente di attivazione della vita economica, sociale e occupazionale del sistema Paese”.

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