Speciale 74
Efficienza e comfort negli edifici di ultima generazione
08.10.2014
Referenza

Tecnologie che migliorano (davvero) la vita e le tasche

La parola “domotica” deriva dall'unione del vocabolo latino “casa” a “robotica”, la scienza che si occupa delle tecnologie che migliorano la vita in casa. La domotica ha avuto negli anni un tasso di utilizzo inversamente proporzionale all’effettivo valore della stessa: in poche parole se ne parlava tanto ma non se ne capivano bene i vantaggi. In marketing c’è un acronimo, RWW (real, worthy, winning) che indica la possibilità di successo di un prodotto sul mercato. Il dispositivo funziona? I vantaggi sono chiari? Cosa porta davvero in termini di benefici e soluzioni dei problemi?

Perché parlare di domotica? Perché il 68% dell’energia utilizzata in un’abitazione viene destinata al riscaldamento (Fonte SAIE – Cresme). Per risparmiare energia quindi basta cambiare le lampadine o controllare i picchi della lavatrice? Non solo, occorre rendere più efficiente il riscaldamento. I molti Italiani che vivono in appartamento hanno davvero il massimo comfort possibile? Quante volte aprono la finestra per regolare la temperatura? Quante volte la cucina è calda e il bagno è freddo (sopratutto al mattino)? Quante volte sono partiti per il fine settimana dimenticandosi il riscaldamento accceso? La risposta la conosciamo tutti.

Il collegamento ora mi sembra chiaro: la domotica, di cui si parla tanto, risolve davvero i due problemi, reali e concreti, sopra menzionati: volontà di risparmio ed esigenza di comfort? La risposta però non è così semplice. Proprio per la vastità di implicazioni e per le sfumature contenute nella parola “domotica”. Possiamo però affermare che esiste oggi una “domotica” che risponde alle esigenze delle persone.

Prima di approfondire il tema della domotica, pensiamo alle opzioni che le persone considerano per il risparmio energetico. In un focus group del 2011 è stato scoperto che l’intervento ritenuto migliore per il risparmio energetico, in una città come Milano, era l’installazione di pannelli solari. Provate a immaginare quanti pannelli solari un condominio di Milano può accogliere, e pensate a quante famiglie ci vivono. Senza parlare di ritorno sull’investimento: sopra i 10 anni. Il grande pubblico non ha le idee chiare.

Al momento la domotica non ha ancora preso piede ma si è cominciato a parlarne. Il merito va anche a Nest, recentemente acquisita da Google, che riprende la strategia di Apple: il CEO di Nest, Tony Fadell viene considerato il papà dell’iPod di Apple. Però attualmente Nest non è presente in Italia, anche se il sistema può essere acquistato estero on-line.

Non esiste solo Nest ma, anche un’altra soluzione che sfrutta la lunga esperienza di Honeywell nel settore: evohome connected comfort. Evohome cc nasce in Europa ed è sviluppato pensando agli impianti e ai sistemi di riscaldamento europei, molto diversi da quelli americani: risparmio quindi, che si ottiene grazie alla gestione intelligente a zone della casa (in ogni stanza raggiungo la temperatura che davvero mi serve, tenendo conto del tempo che serve a raggiungerla) e che posso gestire direttamente dallo Smartphone (mai più dimenticherò il riscaldamento acceso). Specifichiamo meglio il concetto di intelligente: se voglio 20° alle 7:30, a che ora devo accendere il riscaldamento? Dipende. evohome cc impara il comportamento dell’impianto e lavora in modo tale che alle 7:30 ci siano davvero 20°.

Evohome è adatto a tutti i tipi di riscaldamento o abitazione, anche grazie ai numerosi accessori: impianti a termosifoni, a pavimento o misti, caldaia centralizzata, caldaia singola per ogni appartamento, case singole, e anche scuole e dormitori. Si installa facilmente e non richiede opere murarie grazie al sistema in radiofrequenza integrato.


Ma come funziona e quanto costa?


Immaginate un impianto di riscaldamento classico composto da caldaia e diversi termosifoni. La consolle evohome cc, comanda la caldaia, senza fili grazie alla radiofrequenza, accendendola/spegnendola e ottimizzandone il funzionamento. Su ogni termosifone, in funzione della temperatura desiderata, una valvola elettronica alimentata a batteria, apre e chiude, facendo passare o meno l’acqua calda. Quindi in ogni zona (che può essere composta da più stanze) decido quando avere una determinata temperatura, sulla base del reale utilizzo.

Bisogna tenere conto anche di un aspetto tecnico molto importante: nel caso di impianti centralizzati a colonne montanti (cioè quando il termosifone riceve l’acqua calda dal tubo proveniente dal piano di sotto, quindi non c’è un unico ingresso dell’acqua calda in casa), questo sistema è l’unico che permette di controllare la temperatura (a parte le valvole termostatiche su cui torneremo dopo).


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