Speciale 41
Produzione di acqua ad alte temperature con pompe di calore
06.02.2013
Intervista

Quando le pompe di calore convengono davvero, non solo al portafogli

Alta qualità, consumi ridotti, comfort: abbiamo chiesto all’AD di una delle aziende più giovani e dinamiche nel settore di fissare alcuni punti sulle pompe di calore, dal punto di vista tecnico ed economico. Templari è davvero un’azienda giovane (fondata nel 2006 dai fratelli Masiero) che fin dall’inizio si è occupata di rinnovabili termiche (solare e pompe di calore), con prodotti che, fin dai primi giorni di nascita, hanno suscitato grande interesse sul mercato. Massimo Masiero risponde quindi alle nostre domande su presente e futuro di questa tecnologia, con un occhio agli incentivi.

Signor Masiero, da un punto di vista economico, quando conviene installare una pompa di calore in sostituzione di un generatore a combustione?

«La scelta di installare una pompa di calore prende in considerazione molteplici fattori e necessita quindi di un’attenta analisi nello studio delle varie esigenze del cliente. Possiamo indicativamente affermare che l’installazione di una pompa di calore anche in alta temperatura è sicuramente conveniente quando questa va in sostituzione di impianti a combustibili fossili costosi, quali gpl e gasolio, dove il risparmio annuo può superare il 50% e ripagare l’investimento entro pochi anni.
Il risparmio annuo effettivo generato da una pompa di calore aumenta quanto più sono elevati i consumi di combustibile fossile. E’ meno conveniente se ipotizziamo una bassa spesa annua di un combustibile economico come il metano».
 
Dal punto di vista tecnico, quali sono gli accorgimenti più importanti?

«Sotto un profilo tecnico, nel calcolo della convenienza economica, si dovrà optare per l’ acquisto di pompe di calore con compressori specifici per le alte temperature, poiché un normale compressore non sarebbe in grado di garantire una temperatura sufficiente al riscaldamento in condizioni di freddo intenso, rendendo così vano e inadeguato il tipo di investimento.
Sarà inoltre opportuno valutare a priori la possibilità di modificare l’impianto di riscaldamento al fine di mantenere le temperature intorno ai 55°C, evitando così al compressore un’operatività al di fuori dei propri limiti e che potrebbe generare danneggiamenti dello stesso ed assorbimenti elettrici elevati.
Una macchina correttamente dimensionata dovrà garantire un funzionamento per oltre 10 ore al giorno. Sarà perciò prioritario acquistare prodotti ad alta efficienza energetica per evitare consistenti differenze in assorbimento. Concretamente parlando, se prendiamo come esempio le potenze rese intorno ai 18kWh, la differenza in assorbimento tra un modello performante ed uno mediocre può anche attestarsi intorno ai 2kWh che a fine giornata diventano oltre 20kWh.
Inoltre sarà opportuno analizzare le condizioni climatiche in cui avvengono i cicli di sbrinamento. In particolare la loro durata, le precauzioni prese dal costruttore per fare in modo che la macchina sia ben controllata in modo da eseguirli solo quando servono, in modo rapido e preciso.
In sintesi, è quindi possibile affermare che il calcolo della convenienza è il frutto di attente valutazioni ad ampio raggio e si coniuga con altri aspetti quali l’aumento della qualità generale dell’abitazione, la qualità di vita dell’utente ed il rispetto ambientale».
 
Secondo lei ci saranno delle evoluzioni tecnologiche nei prossimi anni che porteranno queste tecnologie ad essere realmente competitive con le caldaie tradizionali, anche nelle condizioni in cui, ad oggi, non lo sono?

«Fortunatamente i produttori di compressori sono delle multinazionali che investono molto in ricerca e sviluppo e sfornano prodotti sempre più performanti, permettendo così anche ai costruttori italiani di realizzare ottime pompe di calore. Già attualmente le moderne macchine possono lavorare con una temperatura dell’aria esterna di -25°C e produrre acqua a 55°C, per cui non hanno bisogno di caldaie in affiancamento.
Le nuove abitazioni consumano meno ed il fabbisogno energetico diminuisce, abbattendo di conseguenza i costi. In termini economici, l’installazione di una pompa di calore performante in una nuova abitazione viene a costare quanto una caldaia tradizionale ed un condizionatore estivo ma con ulteriori vantaggi quali minor costo di riscaldamento, minore inquinamento, nessuna manutenzione annua obbligatoria, minori pericoli in casa. In fin dei conti è l’Europa che ce lo chiede».
 
Per quanto riguarda l’acqua calda sanitaria, quali soluzioni proponete?

«Templari propone soluzioni con una pompa di calore unica e 2 temperature impostabili nella centralina, che farà commutare una valvola a tre vie, per il riscaldamento e per l’acqua sanitaria; oppure la soluzione con uno specifico boiler in pompa di calore, che si occupa esclusivamente di acqua calda sanitaria: in questo modo si semplifica l’impianto».
 
In breve, cosa distingue i vostri prodotti da quelli della concorrenza?

«L’esperienza maturata da Templari in questi anni ci ha spinto a realizzare solo macchine di alta qualità e dai bassi consumi elettrici. Questo è l’unico modo per accontentare l’utente italiano che, se da una parte è scettico perché da generazioni si è scaldato solo con caldaie, dall’altra è altresì attento agli investimenti perché l’economia in Italia è in recessione. Molte macchine offerte dal mercato non rispettano effettivamente nemmeno i dati riportati nel loro catalogo e riservano brutte sorprese al momento del funzionamento deludendo così il cliente. Con l’ultimo progetto Templari “Diva” vogliamo che il cliente sia pienamente soddisfatto dell’acquisto».
 
55%, Conto Termico, detrazioni… Per quanto riguarda le pompe di calore, siete soddisfatti degli incentivi e delle detrazioni? Cosa potrebbe fare secondo voi il nuovo governo per aiutare il settore?

«Attualmente ci sono 3 forme di incentivi alla diffusione di queste macchine: la detrazione del 55% in 10 anni con l’obbligo di togliere la caldaia, la detrazione del 50% e si può lasciare la caldaia esistente ad integrazione. Entrambe scadono il 30 giugno 2013. Il Conto energia è in fase iniziale, molto pesante burocraticamente parlando e permetterà di rientrare in 2 anni di un 25-30% dell’investimento.
Non pensiamo che una tecnologia per essere valida e matura debba obbligatoriamente essere incentivata dallo Stato; basterebbe semplicemente applicare una tariffa elettrica conveniente per l’utilizzatore della pompa di calore. In conclusione, il nuovo governo dovrebbe rendere omogenea la nostra bolletta elettrica con il resto d’Europa».