Dalla portata al controllo: come le cassette CT e CC di Bini Clima si adattano al progetto HVAC
Una gamma di cassette idroniche configurabile per integrare prestazioni, silenziosità, regolazione e semplicità installativa in differenti tipologie di edificio
Nella progettazione di un impianto idronico, la scelta dell’unità terminale non può dipendere esclusivamente dalla potenza richiesta. Portata dell’aria, modalità di diffusione, rumorosità, integrazione con il controsoffitto e logica di regolazione contribuiscono infatti a determinare il comportamento reale del sistema, soprattutto quando gli ambienti presentano carichi variabili e condizioni di utilizzo differenti nel corso della giornata.
Le cassette ad acqua CT, CT-EC, CC e CC-EC di Bini Clima sono state sviluppate proprio per offrire al progettista più possibilità di configurazione all’interno di un’unica famiglia di prodotto. La gamma comprende modelli standard e versioni con diffusione ad effetto Coanda, motori AC plurivelocità o EC modulanti, configurazioni mono e doppie e batterie per impianti a 2 o 4 tubi. Una struttura modulare che permette di adattare il terminale alle caratteristiche dell’edificio, anziché imporre una soluzione identica a contesti profondamente diversi.
Una gamma progettata per differenti logiche di diffusione
Le serie CT e CT-EC adottano un pannello diffusore in ABS bianco RAL 9003, con griglia centrale di ripresa e bocchette laterali dotate di alette regolabili. Questa configurazione consente di orientare il flusso in funzione della geometria dell’ambiente, della disposizione degli occupanti e della presenza di elementi architettonici o di arredo.
Le serie CC e CC-EC utilizzano invece un pannello metallico con diffusione sui quattro lati, progettato per far aderire il getto d’aria al soffitto sfruttando l’effetto Coanda. L’aria può così percorrere una distanza maggiore prima di scendere nella zona occupata, favorendo una diffusione più graduale soprattutto durante il raffrescamento. La differenza tra CT e CC non riguarda quindi soltanto l’aspetto estetico del pannello, ma rappresenta una vera e propria scelta progettuale sulla modalità di immissione dell’aria.
La disponibilità di cassette mono e doppie permette inoltre di coprire ambienti con dimensioni e fabbisogni differenti. Chassis e pannelli sono compatibili con i moduli europei standard dei controsoffitti, mentre la documentazione tecnica indica un’altezza massima di installazione di 3,5 metri, così da limitare il rischio di stratificazione dell’aria calda durante il funzionamento in riscaldamento.
Portata e capacità non sono valori fissi, ma variabili di progetto
La gamma comprende diversi livelli di portata e potenza, consentendo di selezionare il terminale sulla base del carico effettivo dell’ambiente. Nei modelli con motore AC, la portata nominale massima varia indicativamente da 580 a 1.510 m³/h, mentre nelle versioni EC può raggiungere 1.620 m³/h, con possibilità di ridurre progressivamente il flusso attraverso il segnale di regolazione.
Anche le capacità termiche coprono un intervallo ampio. In base ai dati nominali riportati nella scheda tecnica, la resa frigorifera totale delle diverse configurazioni si estende da circa 3,10 fino a 13,98 kW, mentre la resa in riscaldamento può superare i 15 kW nei modelli di maggiore dimensione. La gamma può quindi essere utilizzata tanto nei singoli locali quanto in spazi più estesi o caratterizzati da carichi termici più elevati, mantenendo la possibilità di scegliere tra impianti a 2 e 4 tubi.
Questa varietà diventa particolarmente importante negli edifici in cui gli ambienti non funzionano tutti allo stesso modo. Una camera d’albergo, una sala riunioni, un ufficio open space o una zona aperta al pubblico possono avere occupazioni, apporti interni e tempi di utilizzo molto differenti. Dimensionare correttamente la cassetta significa quindi evitare sia terminali sottodimensionati, costretti a funzionare costantemente alla massima velocità, sia unità sovradimensionate che potrebbero generare cicli di funzionamento discontinui e una gestione meno stabile del comfort.
Motore AC o EC: due differenti strategie di regolazione
Le cassette CT e CC possono essere equipaggiate con motoventilatore AC a tre velocità, una soluzione adatta agli impianti in cui è richiesta una regolazione semplice e consolidata. Il motore a rotore esterno utilizza una girante radiale equilibrata con pale rovesce in ABS ed è disponibile con protezione IP21.
Le varianti CT-EC e CC-EC adottano invece un motore a commutazione elettronica con scheda integrata e regolazione tramite segnale 2-10 Vcc. La velocità del ventilatore può quindi essere modulata in modo progressivo, adattando la portata alla richiesta reale dell’ambiente. Nei dati nominali della gamma EC, il livello di pressione sonora può scendere fino a 22 dB(A) alle condizioni di minima regolazione indicate, a conferma dell’importanza del funzionamento a carico parziale nella gestione del comfort acustico.
La modulazione non serve soltanto a ridurre la velocità del ventilatore. Permette di evitare variazioni troppo brusche del flusso, mantenere più stabile la temperatura e adeguare il terminale alle variazioni di occupazione o di carico termico. Questo aspetto diventa rilevante negli hotel, negli uffici e negli edifici pubblici, dove il funzionamento dell’impianto avviene spesso per molte ore e in condizioni lontane dal carico massimo di progetto.
La dotazione di controlli e accessori amplia ulteriormente le possibilità di gestione. Oltre ai termostati a parete e al telecomando a infrarossi disponibile su richiesta, la gamma può essere abbinata a regolatori touch con connettività Wi-Fi, moduli master/slave e controlli predisposti per protocolli come Modbus e BACnet. Il terminale può quindi essere inserito sia in impianti autonomi relativamente semplici, sia in sistemi centralizzati nei quali supervisione e regolazione devono dialogare con il building management system.
Il circuito idronico come elemento di flessibilità
Le batterie sono realizzate con tubi di rame e alette in alluminio ad alta efficienza con trattamento idrofilico. Le configurazioni per impianti a 2 tubi possono essere utilizzate alternativamente in raffrescamento o riscaldamento, mentre le versioni a 4 tubi permettono di gestire separatamente i due circuiti, nel momento in cui la caldaia ed il refrigeratore (chiller) funzionassero in maniera separata.
Installazione e manutenzione considerate fin dalla progettazione
Le prestazioni di un terminale devono essere accompagnate da una gestione pratica durante l’intero ciclo di vita. La struttura delle cassette Bini Clima è realizzata in lamiera zincata con isolamento ignifugo e fonoassorbente da 8 mm, utilizzato per limitare formazione di condensa, corrosione e trasmissione del rumore.
La griglia centrale può essere aperta per accedere ai componenti interni, mentre il filtro è estraibile per agevolare le operazioni periodiche di pulizia. Sul lato dell’unità è inoltre predisposta un’apertura per l’eventuale ripresa di aria esterna, caratteristica che consente di integrare il terminale in configurazioni impiantistiche più articolate.
Il gruppo di scarico condensa comprende una pompa centrifuga abbinata a un galleggiante elettromeccanico, con contatto di allarme in caso di blocco. La gamma può essere completata con kit valvole, bacinelle ausiliarie, flange per l’immissione di aria primaria o per il trattamento di locali adiacenti, filtri antibatterici, sistemi per l’attenuazione acustica e ulteriori accessori di controllo.
La configurazione può quindi essere impostata seguendo alcune precise priorità progettuali:
- CT, quando si desidera una diffusione regolabile attraverso alette direzionatrici;
- CC, quando la distribuzione lungo il soffitto e l’effetto Coanda rappresentano elementi centrali del progetto;
- motore AC, per impianti con gestione a velocità discrete;
- motore EC, per una regolazione modulante e una maggiore integrazione con i sistemi di controllo;
- impianto a 2 tubi, per edifici con commutazione stagionale centralizzata;
- impianto a 4 tubi, quando è necessario gestire circuiti idronici in maniera separata.
Un terminale da configurare attorno all’edificio
Le cassette CT e CC di Bini Clima trovano applicazione nel settore residenziale, negli hotel, negli uffici e negli spazi pubblici. Si tratta di contesti diversi, accomunati però dalla necessità di integrare il terminale nel controsoffitto, controllare il livello sonoro e distribuire l’aria senza compromettere il comfort delle persone.
Il valore della gamma risiede proprio nella possibilità di comporre la soluzione in funzione del progetto: diffusione standard o ad effetto Coanda, motore AC o EC, impianto a 2 o 4 tubi, unità mono o doppia e differenti sistemi di controllo. La cassetta non viene così considerata come un componente isolato, ma come un terminale chiamato a dialogare con architettura, circuito idronico, regolazione e modalità di utilizzo degli ambienti.
Perché il comfort non dipende soltanto dalla potenza disponibile, ma dalla capacità dell’intero sistema di erogarla nel momento, nel modo e nella quantità realmente necessari.
