Articolo di Ing. Stefano Pili

VRF nelle diverse destinazioni d'uso: hotel, scuole, ospedali, uffici ed edifici multipiano

Impostare il progetto per un sistema di climatizzazione di un edificio complesso (come un hotel, un ospedale o una scuola) richiede un approccio piuttosto diverso rispetto al caso di piccoli edifici e di contesti residenziali. Nei piccoli edifici, soprattutto se ad uso residenziale, le variabili in gioco sono limitate, i carichi sono generalmente omogenei con profili d’uso prevedibili e l'obiettivo primario dei sistemi è il comfort locale combinato alla semplicità installativa e gestionale. In questi casi l’impianto di climatizzazione non è direttamente collegato agli altri sistemi dell’edificio e la gestione è lasciata al controllo manuale degli utenti degli spazi. Dal punto di vista della valutazione della fattibilità economica, nelle piccole unità immobiliari ricercare una superiore efficienza energetica dei sistemi con soluzioni tecnologiche di ultima generazione è spesso considerato un obiettivo secondario rispetto alla limitazione dell’investimento iniziale ed alla praticità dei sistemi.

Negli edifici complessi, invece, vi sono più variabili che guidano il progetto dell’impianto di climatizzazione. I carichi termici sono meno omogenei sia a causa dell’articolazione degli spazi che per la possibile presenza di fruitori aventi profili d’uso differenti. In generale si tratta di edifici sottoposti a stringenti normative di comfort interno e di sicurezza che devono perciò garantire servizi energetici di livello superiore (climatizzazione, ventilazione, illuminazione, …). In questo caso sia i costi di realizzazione degli impianti che i consumi energetici in fase di esercizio possono essere molto alti; perciò, l’efficienza dei sistemi diventa fondamentale per garantire la sostenibilità economica dell’investimento. L’efficienza non si ottiene solo con la semplice scelta di tecnologie di alto livello, ma è necessario ricercare soluzione adattate all’edificio e progettare accuratamente anche le attività di manutenzione e gestione, cruciali per garantire la performance di progetto nel tempo. Un gap di performance di pochi punti percentuale rispetto alle configurazioni di progetto può essere responsabile di extra costi di migliaia di euro all’anno ed influire pesantemente sui costi operativi delle strutture. Al crescere della complessità dei sistemi e dei servizi presenti nell’edificio, cresce l’importanza degli strumenti di controllo e gestione come i BACS e le piattaforme BSM, capaci di limitare le spese per la manutenzione e per i disservizi. 

I sistemi VRF sono una soluzione tecnologica considerata più avanzata rispetto alle PdC convenzionali ad espansione diretta (mono /multi Split) ed anche rispetto alle PdC accoppiate con circuiti idronici, ancora largamente utilizzate per la climatizzazione di grandi edifici. Tuttavia, è bene focalizzare gli aspetti generali da valutare nella scelta preliminare della tecnologia in quanto si possono manifestare criticità che possono favorire diverse tipologie di sistemi. Il primo aspetto da valutare è che, in generale, realizzare e gestire un impianto VRF ha costi più elevati rispetto alle soluzioni convenzionali; perciò, per consigliarne l’utilizzo devono manifestarsi alcune condizioni al contorno che lo rendano preferibile rispetto alle tecnologie tradizionali. Questo può accadere per motivi legati al livello di servizio richiesto, ovvero quando le tecnologie tradizionali non siano in grado di raggiungere le performance richieste di efficienza, sicurezza, clima interno estetiche..etc. Oppure un'altra possibilità è che per raggiungere il livello di servizio richiesto, le tecnologie convenzionali debbano integrare altri sistemi e componenti con un aumento dei costi e della complessità che di fatto li porterebbe a perdere il vantaggio competitivo rispetto ad un impianto VRF. 

L'approccio progettuale deve quindi poggiare sulla valutazione rigorosa di alcuni fattori chiave, capaci di spostare l'ago della bilancia verso la tecnologia VRF, che poi vanno calati nello specifico caso d’uso (hotel, ospedali, uffici, etc) che possono avere vincoli e necessità differenti.  

Il clima esterno

Il profilo climatico del sito di installazione incide direttamente sulle curve di efficienza dei compressori. Nei climi moderati o caldi, un impianto VRF esprime eccellenti valori di SEER grazie alla parzializzazione dell'inverter.

Le vere criticita e i relativi vantaggi competitivi emergono tuttavia nei climi molto freddi. Laddove una pompa di calore convenzionale subirebbe un crollo della resa termica e frequenti interruzioni per i cicli di sbrinamento, il progetto di un VRF per edifici complessi puo integrare tecnologie avanzate come l'Enhanced Vapor Injection, EVI, e lo sbrinamento a settori alternati, Continuous Heating.

Queste soluzioni consentono di mantenere la capacita nominale costante anche a temperature ampiamente sotto lo zero, evitando il ricorso a dispendiose resistenze elettriche integrative che vanificherebbero l'efficienza stagionale.

Contemporaneita asimmetrica dei carichi interni

Negli edifici complessi, l'esposizione delle facciate e la destinazione d'uso dei locali creano profili termici opposti nello stesso istante. Tipico e il caso di un hotel o di un edificio per uffici in primavera o autunno, dove la facciata Sud richiede raffrescamento a causa dell'irraggiamento solare, mentre la facciata Nord o le zone interne richiedono riscaldamento.

In questo scenario, le tecnologie idroniche tradizionali richiederebbero complessi e costosi sistemi a quattro tubi. Il VRF risolve questa asimmetria attraverso i sistemi a recupero di calore, Heat Recovery, a tre tubi o a due tubi con selettori idronici HVRF.

L'energia termica sottratta alle zone in raffrescamento viene trasferita direttamente alle zone che richiedono riscaldamento, riducendo i costi di generazione e portando l'efficienza globale dell'edificio a livelli molto elevati.

Dimensioni dell'edificio, distanze e dislivelli

La geometria dell'edificio impone vincoli fisici rilevanti per i sistemi split residenziali e introduce penalizzazioni importanti per i sistemi idronici, soprattutto per quanto riguarda ingombri delle tubazioni e consumi di pompaggio.

Il VRF nasce per superare questi limiti, offrendo estensioni delle linee frigorifere che possono raggiungere centinaia di metri di sviluppo equivalente e dislivelli verticali significativi, spesso fino a 50-90 metri tra unita esterne in copertura e unita interne nei piani inferiori.

L'approccio progettuale deve pero bilanciare questa flessibilita con le restrizioni geometriche imposte dalle normative di sicurezza, come la EN 378. L'ingegnere deve calcolare la massima carica di refrigerante ammissibile in base al volume del locale piu piccolo attraversato, valutando se frazionare i circuiti o virare su sistemi ibridi gas-acqua.

Spazi per i canali e gli impianti

Nel recupero del patrimonio edilizio esistente, la disponibilita di spazio tecnico e spesso il principale fattore limitante. I sistemi a tutt'aria, come UTA e grandi canalizzazioni, o i sistemi idronici ad alta portata richiedono cavedi, controsoffitti e vani tecnici di dimensioni generose, spesso impossibili da ricavare senza snaturare la struttura.

Le linee distributive di un sistema VRF, trasportando refrigerante ad alta densita energetica in tubazioni di rame dal diametro ridotto, riducono drasticamente gli spazi necessari per il passaggio degli impianti.

Questo permette di integrare la climatizzazione in controsoffitti contenuti o cavedi esistenti, minimizzando le opere murarie e i relativi costi di cantiere.

Pregio architettonico esterno e interno

La tutela dell'estetica dell'edificio e un vincolo stringente sia nelle strutture storiche sottoposte a vincoli della Soprintendenza, come molti hotel in centri storici o scuole d'epoca, sia nelle moderne architetture direzionali specchiate.

Le soluzioni split tradizionali risultano spesso penalizzanti, perche richiedono una motocondensante per ogni terminale e possono compromettere l'equilibrio delle facciate.

Il VRF centralizzato consente di concentrare la generazione in un unico punto remoto, in copertura, in un cortile interno o in un locale tecnico interrato nel caso di sistemi condensati ad acqua. All'interno, la varieta di terminali disponibili, come cassette a scomparsa totale e unita canalizzabili invisibili, permette un'integrazione efficace con il design degli ambienti.

Livello di controllo del comfort interno

Il livello di servizio richiesto a un ospedale, a una scuola o a un albergo di lusso non ammette le oscillazioni termiche tipiche dei sistemi ON/OFF.

Il controllo del comfort nel VRF e affidato alla sinergia tra le Valvole di Espansione Elettroniche, EEV, installate a bordo di ogni unita e la logica inverter del compressore. Monitorando costantemente il surriscaldamento del gas e la temperatura ambiente, il sistema non si spegne mai, ma modula continuamente la portata del refrigerante.

Questo approccio garantisce stabilita termica, controllo preciso dell'umidita relativa e assenza di correnti d'aria fredda pungente, contribuendo a elevare la qualita dell'aria interna e il comfort percepito dagli occupanti.

Continuità di servizio e ridondanza affidabile

Nelle strutture complesse e ad alta frequentazione, il blocco improvviso della climatizzazione non rappresenta un semplice contrattempo, ma un danno operativo ed economico rilevante. Si pensi al disservizio causato dal fermo impianto in un intero reparto degenza, in una sala server aziendale o in un albergo nel picco della stagione turistica.

Sotto questo profilo, l'approccio progettuale con tecnologia VRF offre una sicurezza intrinseca grazie alla modularita della generazione. Le unita esterne di grande taglia sono infatti composte da piu moduli e compressori che lavorano in parallelo sul medesimo circuito.

Qualora un componente o un intero modulo dovesse andare in avaria, l'elettronica di controllo e in grado di isolarlo, ridistribuendo il carico termico sulle macchine ancora operative. Questa modalita di funzionamento parzializzato garantisce la continuita del servizio in attesa dell'intervento tecnico.

Nei sistemi idronici tradizionali, per ottenere un analogo livello di ridondanza, il progettista e spesso costretto a duplicare i gruppi frigoriferi e i sistemi di pompaggio, con un aggravio di costi iniziali e di spazi necessari in centrale termica.

Flessibilità d'uso e gestione delle forti parzializzazioni

Il profilo di occupazione di un grande edificio e per sua natura dinamico e imprevedibile. Un hotel puo registrare un tasso di riempimento del 20% nei mesi di bassa stagione, cosi come una scuola, durante la pausa estiva, puo azzerare la presenza degli studenti mantenendo attivi solo pochi uffici di segreteria.

L'impianto deve quindi essere in grado di funzionare in modo efficiente sia al 100% del carico, sia quando la richiesta e minima. La tecnologia VRF esprime in questo frangente una delle sue migliori doti progettuali: l'azione combinata dei compressori inverter e delle valvole di espansione elettroniche permette al sistema di parzializzare la propria potenza, mantenendo elevati indici di efficienza stagionale.

Un grande impianto tradizionale a fluido intermedio, invece, puo soffrire i carichi ridotti. Avviare un refrigeratore d'acqua di grande potenza per soddisfare la richiesta di un singolo ufficio puo innescare cicli continui di accensione e spegnimento del compressore, un fenomeno noto come pendolamento, che riduce l'efficienza energetica e accelera l'usura meccanica dei componenti.

Trattamento dell'aria primaria e integrazione con le unita di ventilazione

Un aspetto che il progettista non puo trascurare nei locali affollati, come le aule scolastiche o i contesti sanitari, e l'obbligo normativo del rinnovo dell'aria esterna per garantire la salubrita degli ambienti.

Sebbene il sistema VRF sia progettato principalmente per abbattere i carichi termici interni, sensibili e latenti, tramite ricircolo, la scelta preliminare di questa tecnologia deve considerare come essa si interfaccera con l'impianto di ventilazione meccanica controllata.

L'approccio moderno offre soluzioni di integrazione diretta molto efficaci: e infatti possibile connettere le unita di trattamento aria, UTA, o i recuperatori di calore locali allo stesso circuito frigorifero del VRF tramite appositi kit di espansione, AHU Kit.

In questo modo, il refrigerante ad alta efficienza alimenta direttamente le batterie di scambio termico dell'aria di rinnovo, permettendo al progettista di gestire l'intera climatizzazione dell'edificio con un unico fornitore tecnologico e sotto un'unica logica di controllo centralizzata.


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  • Hotel, uffici e strutture multipiano: come gestire carichi variabili, zone indipendenti e comfort continuativo
  • Scuole e ospedali: criteri di sicurezza, continuità di esercizio e controllo puntuale degli ambienti occupati
  • Edifici storici e contesti con vincoli architettonici: soluzioni per ridurre l’impatto impiantistico e ottimizzare gli spazi tecnici