Articolo di Ing. Stefano Pili

Unità esterne VRF: tipi, configurazioni e criteri di installazione

La gamma delle unità esterne (UE) per sistemi VRF è estremamente diversificata e si adatta alla scala dell'edificio, ai vincoli architettonici e alle sorgenti energetiche disponibili.

Le Unità per sistemi detti “Mini VRF”, pensate per il residenziale e il piccolo terziario, sono progettate per carichi termici compresi solitamente tra 7kW e 33.5kW. Le unità più comuni per questa categoria sono molto simili a quelle di una PdC convenzionale: sono caratterizzate da un design compatto e "slim" (profondità spesso inferiore ai 500 mm) ed utilizzano ventilatori a scarico orizzontale (Side Flow - Flusso Orizzontale). Questo profilo le rende ideali per l'installazione su balconi, cornicioni, o staffate direttamente in facciata, riducendo l'impatto visivo. Molti modelli mini-VRF sono disponibili sia in versione monofase (230 V), per facilitare l'allacciamento a contatori domestici standard, sia in versione trifase per il piccolo terziario. Tipicamente possono gestire da 3 a 15 unità interne, a seconda del produttore e della taglia dell'unità.

Le Unità esterne per sistemi VRF di edifici complessi (Residenziale multipiano, Hotel, Scuole) sono progettate per potenze che possono raggiungere i 270 kW, generalmente attraverso la combinazione modulare di sistemi di taglia minore. Le macchine esterne a flusso verticale (Top Flow) rappresentano lo standard per le grandi installazioni. Sono unità cubiche con ventilatori a scarico verticale verso l'alto, solitamente posizionate su tetti o in ampi vani tecnici aperti. La caratteristica distintiva è la possibilità di collegare fino a 3 o 4 moduli esterni per formare un unico circuito frigorifero, permettendo di servire fino a 64 unità interne con una singola coppia di tubazioni dorsali. Le macchine esterne a flusso laterale (Modular Side Flow) sono una più recente evoluzione tecnologica che offre la potenza e la modularità delle unità Top Flow ma con un design sottile a scarico orizzontale, permettendo l'installazione piano per piano o in spazi più angusti generalmente preclusi ai sistemi di grande taglia. 

Per installazioni in edifici complessi che richiedono un'attenzione particolare all'estetica o alle efficienze in presenza di inverni rigidi, il mercato offre unità esterne condensate ad acqua (Water-Source VRF). Queste unità utilizzano l'acqua (da torri evaporative, geotermia o anelli idronici) anziché l'aria per lo scambio termico. Sono sistemi più compatti che possono essere installati interamente in locali tecnici ciechi, eliminando la necessità di griglie esterne o motori a vista. Lo scambio di calore con l’acqua permette di mantenere un rendimento più costante anche in condizioni climatiche severe poiché la temperatura del fluido è controllata. Il circuito ad acqua, inoltre, permette di superare le limitazioni di distanza tipiche della distribuzione del GAS refrigerante.

Sempre per rispondere a condizioni particolari di installazione vi sono delle soluzioni tecnologiche che integrano un motore a combustione interna alimentato a metano o GPL (Gas Heat Pump - GHP)  in luogo del motore elettrico. Sono ideali per edifici con fornitura elettrica limitata e offrono efficienze molto costanti ed il vantaggio del recupero di calore gratuito dal motore per l'acqua calda sanitaria.
 


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  • Mini VRF, Top Flow e Side Flow: differenze tra unità compatte, modulari e installazioni piano per piano
  • Unità condensate ad acqua e sistemi GHP: soluzioni per edifici con vincoli estetici, tecnici o di fornitura energetica
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