Focus Innovazioni

12.10.2021

Arriva il nuovo tipo di calcestruzzo con proprietà autoriparanti

Innovativo materiale cementizio sviluppato grazie al progetto europeo ReSHEALience

Un nuovo tipo di calcestruzzo, particolarmente resistente e soprattutto autoriparante, è stato sviluppato nell’ambito delle ricerche relative al progetto ReSHEALience,  parte del programma europeo Horizon2020 finanziato dalla Commissione Europea. Il progetto, che era iniziato nel 2018 e che arriverà alla sua conclusione a marzo 2022 ha coinvolto sei centri, tra università e istituti di ricerca, e dieci partner industriali provenienti da sette paesi (Italia, Spagna, Germania, Irlanda, Grecia, Malta e Israele ).

Obiettivo del progetto è riuscire a migliorare la durata nel tempo del calcestruzzo, e arrivare a prevedere come saranno le sue prestazioni in condizioni di esposizione estremamente aggressiva per questo materiale, concentrandosi sul miglioramento delle proprietà del calcestruzzo per lo sviluppo di strutture e infrastrutture particolari, come quelle marine e quelle per gli impianti di energia geotermica e a biomassa.

Il Politecnico di Milano, che è l’ente coordinatore del progetto, insieme all’Universitat Politecnica de Valencia (UPV) ha sviluppato un innovativo tipo di calcestruzzo che è il 30% più resistente del normale calcestruzzo ad alte prestazioni e che,  in caso di formazione di crepe, è in grado di “autoripararsi”.

"Queste proprietà – spiega Pedro Serna, ricercatore presso l'Istituto di Scienza e Tecnologia del Calcestruzzo (ICITECH) dell' Università Politecnica di Valencia -  sono possibili principalmente grazie alla progettazione della miscela e all'utilizzo di componenti come additivi cristallini, nanofibre di allumina e nanocristalli di cellulosa, che sono in grado di aumentare la capacità del materiale di autoripararsi".

Il nuovo calcestruzzo, che viene rappresentato con la sigla UHDC (che sta per “Ultra High Durability Concrete”), grazie alla sua resistenza e autoriparazione permette quindi di dover effettuare meno interventi di manutenzione edilizia, sia straordinaria che ordinaria.

Il nuovo composto cementizio è stato testato in sei strutture pilota, di cui due in Spagna, due in Italia, uno in Irlanda e uno a Malta, che vengono continuamente monitorate con particolari sensori che permettono di verificare lo stato di salute delle strutture e in caso di adottare le misure necessarie qualora si noti un danno.