Focus Incentivi

20.11.2014
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Spalma-incentivi: il punto su fotovoltaico e altre rinnovabili

Facciamo il punto sulla controversa norma dello Spalma-incentivi, alla luce della pubblicazione dei decreti attuativi per il fotovoltaico e le altre energie rinnovabili.
Il Decreto Competitività n. 91/2014, convertito lo scorso agosto in legge, ha destato preoccupazione e malcontento sin da prima della sua entrata in vigore, per due ragioni principali, che non hanno convinto investitori, associazioni di categoria e persino rappresentanti delle istituzioni: l’art. 26 del decreto, ribattezzato “spalma-incentivi”, che impone una rimodulazione delle tariffe incentivanti il fotovoltaico con modalità retroattiva, e l’art.24 sull’autoconsumo, che applica l’applicazione degli oneri di rete anche all’energia auto-consumata.

Le denunce di assoClima, le critiche ma anche le proposte piovute sugli emendamenti al FV sembrano essere rimaste inascoltate e non recepite dal governo, come ha affermato l’Ing. Pacchione in una recente intervista rilasciata al nostro portale.

Per quanto riguarda il settore del fotovoltaico, la legge e i successivi decreti attuativi sulle tariffe incentivanti per l’energia prodotta da impianti FV superiori a 200kW, stabiliscono una rimodulazione come segue:

a) Rimodulazione per un periodo di 24 anni, secondo percentuali di riduzione riportate nell’Allegato 2 al decreto;

b) Rimodulazione per un periodo di 20 anni, con un primo periodo di fruizione dell’incentivo in misura ridotta rispetto all’attuale e un secondo periodo di fruizione dell’incentivo incrementato in ugual misura, secondo percentuali da stabilire con apposito decreto ministeriale;

c) Rimodulazione per un periodo di 20 anni, con riduzione della tariffa per il periodo di incentivazione residuo in misura proporzionale alla potenza dell’impianto.

Gli operatori di settore hanno tempo fino al 30 novembre 2014 per scegliere l’opzione più idonea per il proprio impianto, altrimenti sarà il GSE ad applicare automaticamente l’opzione c).

Per quanto riguarda invece la rimodulazione volontaria degli incentivi per le piccole e medie imprese di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse da fotovoltaico (DL 145/2013), è entrato pochi giorni fa in vigore il relativo decreto attuativo, che stabilisce per i produttori che beneficiano di incentivi sotto forma di certificati verdi e tariffe omnicomprensive le seguenti alternative:

a) Continuare a godere degli incentivi spettanti per il periodo residuo, a seguito del quale, per un periodo di dieci anni, interventi di qualunque tipo sullo stesso sito non avranno diritto ad altre agevolazioni;
b) Rimodulazione dell'incentivo per il periodo residuo, incrementato di 7 anni, ridotto su base annuale di una percentuale specifica per ciascuna tipologia di impianto.

I titolari di impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili diverse da fotovoltaico che sceglieranno per il proprio impianto l’opzione b) di rimodulazione degli incentivi, dovranno presentare la propria richiesta entro 90 giorni dall’entrata in vigore del decreto attuativo (18/11/2014), seguendo direttive comunicate dal GSE entro fine dicembre 2014.

Restano invece esclusi dai termini dell’opzione b):
  • Impianti a fonti rinnovabili, diversi da biomasse e biogas fino a 1MW, il cui periodo di diritto agli incentivi termina il 31 dicembre 2014;
  • Impianti a biogas e biomasse fino a 1MW di potenza, il cui periodo di diritto agli incentivi termina il 31 dicembre 2016;
  • Impianti di cui all'art. 1, comma 6, del DL 145/2013.

In allegato le Istruzioni operative per gli interventi sulle tariffe incentivanti relative agli impianti fotovoltaici del GSE.

Documentazione disponibile

GSE - Istruzioni operative art. 26 della Legge 116/2014 (spalma-incentivi)
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