Sistemi ibridi HVRF: come funziona la distribuzione idronica secondaria e quando conviene
L'architettura dei sistemi Ibridi (Hybrid Variable Refrigerant Flow - HVRF) cerca di combinare i punti di forza dei VRF con la flessibilità e l’affidabilità della distribuzione idronica ad acqua. Gli Hybrid VRF usano una configurazione a due tubi per il refrigerante solo nel tratto tra unità esterna e distributore idronico (HBC Hydro BC Controller), mentre la distribuzione secondaria verso le unità interne avviene tramite acqua, eliminando il gas refrigerante dagli ambienti occupati.
Mentre in un VRF tradizionale il refrigerante circola in tutto l'edificio fino ad arrivare agli split interni, nel sistema Ibrido (HVRF) il refrigerante rimane confinato in una sezione ridotta dell'impianto, lasciando all'acqua il compito di climatizzare gli ambienti. Il sistema si divide così in due circuiti separati:
- Circuito Primario (Gas): Il refrigerante viaggia dall'unità esterna solo fino all'HBC.
- Circuito Secondario (Acqua): All'interno dell'HBC sono presenti scambiatori di calore a piastre compatti e micro-pompe inverter. L'HBC raffredda o scalda l'acqua e la distribuisce alle unità interne attraverso tubazioni in plastica (anziché in rame).
La principale criticità che risolve l'HVRF riguarda la normativa F-Gas e la EN 378, che impongono severi limiti alla quantità di refrigerante che può essere immessa negli ambienti occupati, sia per motivi di sicurezza che per motivi di tipo ecologico (in caso di perdite). Con il VRF classico, in caso di rete secondaria molto estesa, i progettisti sono costretti a installare costosi sistemi di rilevamento fughe di gas nelle stanze e realizzare appositi sistemi di ventilazione forzata ed antincendio. Tali sistemi generano extra costi di realizzazione e di gestione; inoltre la distribuzione idronica secondaria presenta costi di realizzazione inferiori rispetto a quella del GAS, perché può essere realizzata con tubazioni in plastica in luogo del costoso rame necessario per il VRF. Se l’obiettivo è principalmente il comfort interno i terminali idronici disponibili nel mercato riescono a garantire una qualità degli ambienti interni superiore ed una maggiore flessibilità nella scelta dei sistemi rispetto alle unità interne ad espansione diretta del VRF.
Alcuni sistemi HVRF riescono a fare riscaldamento e raffrescamento simultaneo utilizzando solo due tubi di refrigerante dall'esterno all'HBC e due tubi dell'acqua dall'HBC alle unità interne. L'HBC gestisce il recupero di calore direttamente sui suoi scambiatori d'acqua interni, rendendo l'installazione molto più snella rispetto a un VRF a recupero standard a 3 tubi.
L'HVRF unisce la flessibilità gestionale e l'efficienza del VRF (grazie a compressori inverter, EEV ed EVI sull'unità esterna) alla sicurezza e alla piacevolezza di un impianto idronico, facendone la scelta ideale per strutture dotate di ampie reti secondarie dove il comfort acustico e termico debba essere impeccabile e dove il rispetto delle normative ambientali potrebbe portare a forti extracosti.
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- Circuito primario a refrigerante e circuito secondario ad acqua: come cambia l’architettura rispetto a un VRF tradizionale
- HBC e Hydro Controller: il ruolo degli scambiatori e delle micro-pompe nella distribuzione verso le unità interne
- Normativa EN 378, sicurezza e comfort: perché confinare il refrigerante può ridurre criticità progettuali ed extracosti

