Focus Mercati

10.06.2022

Rischio fallimento per le imprese edili: CNA lancia l’allarme

Le confederazioni artigiane scrivono a Deputati e Senatori per chieder l’eliminazione dell’obbligo SOA, a rischio 33mila imprese edili

CNA, Confartigianato e Casartigiani chiedono l’abolizione immediata dell’obbligo SOA perché rischia di tagliare fuori dal mercato più del 90% delle imprese.
I Presidenti delle confederazioni artigiane sopra citate hanno scritto una lettera aperta inviata ai Deputati e Senatori della Commissioni Bilancio, Finanze, Lavori pubblici e Attività produttive per chiedere una repentina modifica del quadro legislativo attuale.

L’allarme deriva dalle continue modifiche alla normativa di settore degli incentivi in edilizia e, in particolare dall’imposizione, con il decreto “Taglia prezzi” del 12 maggio scorso, dell’imposizione dell’obbligo delle attestazioni SOA per i lavori incentivati con importo superiore ai 516mila euro, anche per le imprese che operano in subappalto.

Si tratta di una disposizione giustificata dal desiderio di garantire sicurezza, trasparenza e qualità alle opere, che però si è di fatto rivelata da subito una barriera anticoncorrenziale.

CNA, Confartigianato e Casartigiani sostengono che il sistema dei bonus in edilizia sia già subordinato a una serie di controlli sufficientemente stringenti e strumenti operativi come il DURC, la congruità e l’intensificazione dei controlli.

Piuttosto che l’obbligo di attestazione SOA, sostengono la creazione di una legge di regolamentazione del settore edile che comprenda verifiche dei requisiti di accesso al mercato, la quale sarebbe efficace nella lotta al fenomeno delle imprese ‘fantasma’.

Altro grave limite per l’attività delle imprese è il blocco del sistema di cessione del crediti, (di cui abbiamo parlato qui), con le banche che non hanno ancora permesso alle imprese di recuperare i crediti presenti nei propri cassetti fiscali e che corrispondono ad interventi già eseguiti ma per cui non è ancora stato possibile pagare alcun fornitore e dipendente, così come le relative tasse e contributi.
Una situazione allarmante e gravosa per il settore intero, che mette a rischio di fallimento più di 33mila imprese e più di 150mila lavoratori.

Una situazione, questa, completamente imprevista proprio perché i bonus per l’edilizia sono stati istituiti per stimolare la ripresa economica del sistema paese, che oggi rischia di trovarsi in uno stallo ancora peggiore.