Focus Incentivi

30.05.2022

Crediti fiscali da Superbonus: fermi e non ancora liquidati più di 5 miliardi anticipati dalle imprese

Allarmante il dato condiviso dall’Agenzia delle Entrate: nel cassetto fiscale ancora più di 5 miliardi di euro ceduti e non liquidati alle imprese

Oltre 5 miliardi di € fermi nel cassetto fiscale, ceduti alle banche e ancora non liquidati alle imprese che hanno applicato gli incentivi fiscali come Superbonus, Ecobonus ecc. Questo dato allarmante è stato  condiviso dal Sottosegretario all’Economia Cecilia Guerra, durante un’interrogazione al Senato il 25 maggio scorso.

L’interrogazione è stata proposta da un gruppo di senatori, a firma di Emiliano Fenu (M5S), il quale ha chiesto esplicitamente l’ammontare dei crediti fiscali ancora giacenti nel cassetto fiscale e mai liquidati dalle banche.

Il sottosegretario Guerra in quell’occasione ha condiviso una tabella nella quale sono riportati tutti i crediti in attesa di accettazione, suddivisi per tipologia di cessione (prima cessione o sconto/cessioni successive) e per periodo di ritardo nell’accettazione (oltre 180 giorni, da 151 a 180 giorni e via così iper scaglioni di 30 giorni, fino a un ritardo da 31 a 60 giorni).

L’Agenzia delle Entrate ha sottolineato come non sia stato fissato un termine entro il quale il cessionario debba accettare o rifiutare la cessione del credito e ha ricordato, tra l’altro, che non è a conoscenza del numero di cessioni che non siano state accettate a causa di errori nelle comunicazioni, che naturalmente i cessionari sono tenuti a rifiutare.

I numeri condivisi sono piuttosto allarmanti: al 19 maggio 2022 erano infatti ben 5,1 i miliardi di € ceduti e giacenti.
Poco meno di tre quarti del totale (3,6 miliardi) sono relativi a lavori incentivati dal Superbonus, mentre i restanti 1,4 miliardi sono legati ad altri bonus.

Il senatore Fenu, in una dichiarazione a Italiaoggi, ha spiegato che «La cifra si riferisce ai crediti non riscossi. Sono in buona sostanza lavori anticipati da parte delle imprese confidando di cedere alle banche e ora rischiano gravi ripercussioni dal punto di vista finanziario se la situazione non dovesse sbloccarsi con l'acquisto da parte delle banche dei crediti ceduti».