Speciale 137
Teleriscaldamento e teleraffrescamento: caratteristiche, diverse conformazioni e distribuzione territoriale
26.09.2018
Articolo

Reti energetiche di teleriscaldamento e teleraffreddamento e la politica europea

La Direttiva Europea 2012/27/UE identifica la cogenerazione ad alto rendimento, il teleriscaldamento e il teleraffrescamento come mezzi per il conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica individuati dalla strategia “Europa 2020”. La potenzialità di tali sistemi è direttamente legata alla possibilità di utilizzare in tutto o in parte Fonti ad Energia Rinnovabile (FER) per la generazione energetica. I sistemi di teleriscaldamento sono caratterizzati da una rete fisica di tubazioni la quale rende indispensabile che l’utenza sia concentrata in un’area ben definita, come un quartiere, un’area commerciale o industriale, o un insieme di edifici o utenze pubbliche vicine tra loro.

Il collegamento ad una rete di teleriscaldamento non necessita della realizzazione di interventi all’impianto interno preesistente, l’impianto di distribuzione interno resta infatti inalterato e lo scambiatore di calore, se installato, viene utilizzato in sostituzione alla caldaia convenzionale. L'affidabilità del servizio di teleriscaldamento è elevatissima ed è spesso possibile far sì che il sistema sia utilizzato da intere aree urbane, rendendolo un vero e proprio servizio pubblico, come ad esempio un acquedotto o la rete elettrica. In virtù degli obiettivi globali ed europei per il clima, le istituzioni governative e gli attori principali del settore stanno tentando di trovare soluzioni  efficienti e sempre più sostenibili per l’utilizzo sostenibile e razionale dell’energia. 
 
Attraverso il programma Europa 2020, l’UE sta tentando, ormai da qualche anno, di indirizzare buona parte delle politiche degli Stati Membri verso una crescita sostenibile. Questo programma concentra su tre obiettivi fondamentali da rispettare e da raggiungere entro il 2020:

• Ridurre le emissioni di gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 (con previsione ottimistica al 30%);
• Portare al 20% la proporzione nel consumo finale delle energie rinnovabili;
• Cercare di aumentare del 20% l'efficienza energetica.
 
Ogni nazione dovrà rispettare obiettivi differenziati e ben precisi per riuscire a contribuire a livello europeo al raggiungimento di tali obiettivi. In particolare, l’Italia ha ricevuto dall’UE il compito di conseguire l’obiettivo di riduzione del 17% dei consumi energetico a livello nazionale.
 
Con la direttiva 2012/27 UE l'Unione Europea definisce la Cogenerazione ad Alto Rendimento (CAR), e suggerisce lo sviluppo del teleriscaldamento come strumento utile al conseguimento degli obiettivi europei di efficienza energetica. Questa direttiva individua inoltre la necessità di migliorare la modellizzazione dell'impianto e di stimolare la diffusione della generazione distribuita e delle piccole reti.
 
Per fortuna, anche grazie a queste politiche sovranazionali, negli ultimi anni le reti energetiche si sono diffuse in modo costante  nei paesi della comunità europea: questo trend sembra inoltre continuare e si prevede un aumento delle installazioni di circa il 2,1% entro il 2030. Queste previsioni ottimistiche ipotizzano inoltre che entro il 2050 le reti energetiche possano arrivare a coprire il 50% del fabbisogno termico delle utenze dei paesi dell’Unione, arrivando quindi a comportare un valido risparmio anche in termini di emissioni di CO2, le previsioni più fiduciose prevedono un calo pari a circa il 13%.
 

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