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14.01.2026

RAEE e fotovoltaico: cosa cambia con il Decreto 2026 e gli obblighi per produttori e installatori

Il Decreto RAEE 2026 introduce regole più chiare per la gestione dei moduli fotovoltaici e responsabilizza i produttori nel fine vita dei pannelli.

Il nuovo Decreto legislativo 7 gennaio 2026, n. 2 ridefinisce il quadro normativo in materia di RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche), aggiornando in modo significativo la gestione del fine vita dei moduli fotovoltaici.

L’obiettivo è uniformare la normativa alle direttive europee, chiarire le responsabilità degli operatori e migliorare la tracciabilità dei materiali. Si tratta di un passaggio cruciale per un comparto in crescita, che oggi deve affrontare anche la sfida del corretto smaltimento dei pannelli installati oltre dieci anni fa, molti dei quali si avvicinano al termine del proprio ciclo di vita.

 

Un nuovo inquadramento per i pannelli fotovoltaici

Tra le principali novità introdotte, spicca l’esclusione dei pannelli fotovoltaici dalla categoria dei cosiddetti “RAEE storici”.

I moduli non vengono più gestiti attraverso i meccanismi collettivi tradizionali, ma sono regolati secondo criteri specifici che tengono conto della loro natura industriale e del principio di responsabilità estesa del produttore.

Per gli operatori del settore, questa evoluzione normativa si traduce in una gestione più chiara e sostenibile del rifiuto, che prevede:

  • un tracciamento puntuale dei moduli, dalla fase di installazione fino allo smaltimento;
  • un sistema di raccolta dedicato, gestito da consorzi specializzati nel trattamento dei pannelli solari;
  • procedure uniformi di recupero e riciclo, finalizzate a valorizzare vetro, alluminio, silicio e altri materiali pregiati.

Questa nuova impostazione consente di ridurre i rischi ambientali e di favorire un modello industriale orientato all’economia circolare, in linea con le politiche europee per la sostenibilità energetica.

 

Responsabilità e tracciabilità del fine vita

Il decreto conferma che la responsabilità finanziaria e operativa per la gestione dei moduli immessi sul mercato a partire dal 13 agosto 2012 ricade interamente sul produttore, indipendentemente dalla destinazione d’uso del sistema. Le aziende devono quindi prevedere, fin dalle prime fasi di progettazione e vendita, le modalità di raccolta, trattamento e riciclo dei pannelli dismessi.

Oltre alla responsabilità diretta, il testo introduce anche nuovi obblighi di tracciabilità e marcatura, per garantire la corretta identificazione di ogni apparecchiatura e la sua gestione in conformità con gli standard tecnici europei. Queste misure rafforzano il controllo dell’intera filiera, assicurando un approccio più trasparente, sostenibile e tecnologicamente evoluto nella gestione del fotovoltaico.

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