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Milano, contagio da Legionella: sei infezioni e un decesso
A seguito del contagio la Legionella di sei persone e della morte di una a Bresso, in provincia di Milano, in Italia si torna a parlare di Piano dell'Acqua per prevenire infezioni da Legionella attraverso il controllo periodico di impianti idrici e di areazione.
Dopo l’Inghilterra, tocca ora all’Italia difendersi dall’infezione da Legionella. Nel Comune di Bresso, in provincia di Milano, il virus, un batterio pericoloso capace di causare, nei casi più gravi, infezioni polmonari anche mortali, ha contagiato 6 persone, causando il decesso di una.
La scoperta è avvenuta lo scorso 23 ottobre 2014, quando, nel raggio di appena 500 metri, sei occupanti di uno stabile a Bresso hanno accusato sintomi da infezione da Legionella e sono stati immediatamente ricoverati.
Da allora, tutta la città di Milano è stata posta sotto osservazione, impianti di areazione compresi, dato che il virus si diffonde maggiormente attraverso le minuscole particelle di acqua veicolate attraverso i sistemi di refrigerazione.
L’origine del contagio degli inquilini del complesso milanese risiederebbe nei sistemi idrici dello stesso stabile, dove attualmente è installata una pompa di dosaggio del cloro per la pulizia delle tubature e conseguente debellamento del virus, mentre l’acqua viene costantemente monitorata.
A nulla sono servite le segnalazioni preventive dell’Asl: con un cartello affisso in portineria, la cooperativa che gestisce l’edificio assicurava che il rischio di infezione era escluso, dunque, con buona probabilità, gli occupanti hanno continuato ad usufruire dell’acqua proveniente dagli impianti idrici dello stabile, esponendosi quotidianamente al batterio e al rischio di infezione.
Le indagini si stanno concentrando ora sull’effettivo ceppo da cui ha avuto origine e diffusione il virus, e sulle effettive responsabilità: cooperativa che gestisce il condominio, società distributrice della fornitura idrica o Asl?
Il caso ha sollevato in Italia la consueta polemica legata alla mancanza di procedure manutentive e piani di sanificazione per il controllo periodico degli impianti.
La scoperta è avvenuta lo scorso 23 ottobre 2014, quando, nel raggio di appena 500 metri, sei occupanti di uno stabile a Bresso hanno accusato sintomi da infezione da Legionella e sono stati immediatamente ricoverati.
Da allora, tutta la città di Milano è stata posta sotto osservazione, impianti di areazione compresi, dato che il virus si diffonde maggiormente attraverso le minuscole particelle di acqua veicolate attraverso i sistemi di refrigerazione.
L’origine del contagio degli inquilini del complesso milanese risiederebbe nei sistemi idrici dello stesso stabile, dove attualmente è installata una pompa di dosaggio del cloro per la pulizia delle tubature e conseguente debellamento del virus, mentre l’acqua viene costantemente monitorata.
A nulla sono servite le segnalazioni preventive dell’Asl: con un cartello affisso in portineria, la cooperativa che gestisce l’edificio assicurava che il rischio di infezione era escluso, dunque, con buona probabilità, gli occupanti hanno continuato ad usufruire dell’acqua proveniente dagli impianti idrici dello stabile, esponendosi quotidianamente al batterio e al rischio di infezione.
Le indagini si stanno concentrando ora sull’effettivo ceppo da cui ha avuto origine e diffusione il virus, e sulle effettive responsabilità: cooperativa che gestisce il condominio, società distributrice della fornitura idrica o Asl?
Il caso ha sollevato in Italia la consueta polemica legata alla mancanza di procedure manutentive e piani di sanificazione per il controllo periodico degli impianti.
