Speciale 142
L’isolamento acustico degli edifici: normativa di riferimento, materiali e utili accorgimenti
12.12.2018
Articolo
Redattore: Simone Michelotto

Isolamento acustico degli edifici: la normativa di riferimento sull’inquinamento acustico

Nella legislazione italiana la Legge quadro sull’inquinamento acustico è la Legge 447 del 1995, modificata al D.Lgs. 42/2017 a seguito della delega al Governo italiano in materia di inquinamento acustico per l’armonizzazione della normativa nazionale con le direttive 2002/49/CE, 2000/14/CE e 2006/123/CE e con il regolamento (CE) n. 765/2008 contenuta nell’art. 19 della Legge 161 del 2014

 
La Legge 447/1995 (art. 1) “stabilisce i princìpi fondamentali in materia di tutela dell'ambiente esterno e dell'ambiente abitativo dall'inquinamento acustico”; in essa (art. 2, comma 1) si trovano le definizioni che individuano:
 
  • Inquinamento acustico: l'introduzione di rumore nell'ambiente abitativo o nell'ambiente esterno tale da provocare fastidio o disturbo al riposo ed alle attività umane, pericolo per la salute umana, deterioramento degli ecosistemi, dei beni materiali, dei monumenti, dell'ambiente abitativo o dell'ambiente esterno o tale da interferire con le legittime fruizioni degli ambienti stessi;

 
     
Ai commi 2 e 3 la Legge specifica che:
 
  • I valori di cui al precedente elenco sono determinati in funzione della tipologia della sorgente, del periodo della giornata e della destinazione d'uso della zona da proteggere;
 
  • I valori limite di immissione sono distinti in:
    • Valori limite assoluti, determinati con riferimento al livello equivalente di rumore ambientale;
    • Valori limite differenziali, determinati con riferimento alla differenza tra il livello equivalente di rumore ambientale ed il rumore residuo.
 
Al comma 5 si trovano i provvedimenti per la limitazione delle emissioni sonore, i quali possono essere di natura amministrativa, tecnica, costruttiva e gestionale e che sono riferite a prodotti, edifici e infrastrutture:
 
  • Prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili, ai metodi di misurazione del rumore, alle regole applicabili alla fabbricazione; 
 
  • Le procedure di collaudo, di omologazione e di certificazione che attestino la conformità dei prodotti alle prescrizioni relative ai livelli sonori ammissibili; la marcatura dei prodotti e dei dispositivi attestante l'avvenuta omologazione;
 
  • Gli interventi di riduzione del rumore, distinti in interventi attivi di riduzione delle emissioni sonore delle sorgenti e in interventi passivi, adottati nei luoghi di immissione o lungo la via di propagazione dalla sorgente al ricettore o sul ricettore stesso; 
 
  • I piani dei trasporti urbani ed i piani urbani del traffico; i piani dei trasporti provinciali o regionali ed i piani del traffico per la mobilità extraurbana; la pianificazione e gestione del traffico stradale, ferroviario, aeroportuale e marittimo;
 
  • La pianificazione urbanistica, gli interventi di delocalizzazione di attività rumorose o di ricettori particolarmente sensibili.
 
Il comma 6, infine, introduceva la figura professionale del tecnico competente per effettuare le misurazioni, verificare l'ottemperanza ai valori definiti dalle vigenti norme, redigere i piani di risanamento acustico, svolgere le relative attività di controllo specificando che i soggetti che effettuano i controlli devono essere diversi da quelli che svolgono le attività sulle quali deve essere effettuato il controllo; tale figura professionale è definita dal già citato D.Lgs. 42/2017.
 
Documento di riferimento per i requisiti acustici in edilizia, nonché applicativo della Legge suddetta, è ancora oggi il D.P.C.M. 5 Dicembre 1997 il quale (art. 1) “determina i requisiti acustici delle sorgenti sonore interne agli edifici ed i requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti in opera, al fine di ridurre l'esposizione umana al rumore”. Il Decreto definisce (art. 2) le componenti dell’edificio che vengono prese in considerazione per la determinazione dei livelli sonori facendo una sostanziale distinzione tra: involucro edilizio (partizioni verticali ed orizzontali) e impianti tecnologici (Servizi a funzionamento discontinuo: gli ascensori, gli scarichi idraulici, i bagni, i servizi igienici e la rubinetteria. Servizi a funzionamento continuo: gli impianti di riscaldamento, aerazione e condizionamento).
 
Inoltre, nell’Allegato A, vengono fornite le grandezze di riferimento, i metodi di calcolo e le misure caratterizzanti i requisiti acustici passivi degli edifici, la classificazione degli ambienti abitativi e dei valori di livello sonoro di riferimento a seconda della destinazione d’uso e dei parametri considerati, specificando che le misure di livello sonoro devono essere eseguite nell'ambiente nel quale il livello di rumore è più elevato e che tale ambiente deve essere diverso da quello in cui il rumore si origina:


Dove:
 
  • R’W è l’indice della capacità fonoisolante apparente delle partizioni verticali e orizzontali di separazione tra due distinte unità immobiliari;
 
  • D2m,nT,w è l’indice dell’isolamento acustico standardizzato di facciata;
 
  • L’n,w è indice del livello di rumore di calpestio normalizzato (cioè riprodotto mediante apposito strumento sul pavimento del locale sovrastante). Nel caso di accostamento tra ambienti con destinazione d’uso differente, un chiarimento del Ministero dell’Ambiente del 2014 precisa che l’indice di valutazione del rumore di calpestio si riferisce all’ambiente sorgente e non a quello ricettore in quanto tale indice si riferisce al massimo della rumorosità trasmettibile e non a quella ricevuta;
 
  • LASmax è il livello massimo di pressione sonora, ponderata A con costante di tempo slow, per i servizi a funzionamento discontinuo;
 
  • LAeq è il livello di pressione sonora equivalente, ponderata A, per i servizi a funzionamento continuo.
 
Le norme tecniche di riferimento per la valutazione acustica, il calcolo ed il collaudo in materia di requisiti acustici e isolamento acustico degli edifici (ci limiteremo qui agli edifici residenziali) e delle loro componenti sono:

UNI EN ISO 16283 “Acustica – Misure in opera dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio”  
  • Parte 1 (2018): isolamento acustico per via aerea - specifica le procedure per determinare l'isolamento acustico per via aerea tra due ambienti in un edificio utilizzando misurazioni della pressione sonora. Il potere fonoisolante misurato dipendente dalla frequenza e può essere convertito in un numero unico per caratterizzare le prestazioni acustiche utilizzando le procedure della UNI EN ISO 717-1.
 
  • Parte 2 (2018): isolamento dal rumore di calpestio - descrive un metodo in opera per la misurazione dell'isolamento dai rumori di calpestio di solai utilizzando il generatore normalizzato di calpestio. Il metodo è applicabile sia a solai nudi sia a pavimentazioni con rivestimenti. I risultati ottenuti possono essere utilizzati per confrontare le proprietà di isolamento acustico al calpestio di pavimentazioni e per confrontare l'isolamento acustico apparente di solai con requisiti ben definiti.
 
  • Parte 3 (2016): isolamento acustico di facciata - specifica le procedure per determinare l'isolamento acustico per via aerea di elementi di facciata (metodi di elementi) e facciate intere (metodi globali) utilizzando misurazioni della pressione sonora.

UNI EN ISO 12354 Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche degli edifici a partire dalle prestazioni di prodotti”  
 
  • Parte 1 (2017): isolamento dal rumore trasmesso per via aerea tra ambienti - descrive i modelli di calcolo per valutare l'isolamento dal rumore trasmesso per via aerea tra ambienti situati in edifici, utilizzando principalmente i dati misurati che caratterizzano la trasmissione laterale diretta o indiretta da parte degli elementi di edificio e i metodi teorici sulla propagazione sonora negli elementi strutturali.
 
  • Parte 2 (2017): isolamento acustico al calpestio tra ambienti - definisce i modelli di calcolo per valutare l’isolamento acustico al calpestio tra ambienti sovrapposti, basandosi principalmente sui dati rilevati che caratterizzano la trasmissione diretta o laterale indiretta degli elementi di edificio interessati. Essa specifica inoltre i metodi teorici sulla propagazione sonora negli elementi strutturali.
 
  • Parte 3 (2017): isolamento acustico dal rumore proveniente dall’esterno per via aerea - definisce un modello di calcolo per valutare l’isolamento acustico o la differenza di livello di pressione sonora di una facciata o di un’altra superficie esterna di un edificio. Il calcolo è basato sul potere fonoisolante dei diversi elementi di edificio che costituiscono la facciata e considera la trasmissione diretta e laterale. I risultati possono essere utilizzati anche per calcolare il livello di pressione sonora interna dovuto, per esempio, al traffico stradale.
 
  • Parte 4 (2017): trasmissione del rumore interno all'esterno - descrive un modello di calcolo per valutare il livello di potenza sonora irradiato dall'involucro di un edificio a causa del rumore aereo all'interno di quell'edificio, principalmente per mezzo dei livelli di pressione sonora misurati all'interno dell'edificio e dei dati misurati che caratterizzano la trasmissione sonora degli elementi pertinenti e delle aperture dell'involucro dell'edificio. Questi livelli di potenza sonora, insieme a quelli di altre sorgenti sonore in o di fronte all'edificio, costituiscono la base per il calcolo del livello di pressione sonora ad una distanza prescelta da un edificio come misura per le prestazioni acustiche degli edifici.

UNI EN 12354 Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche degli edifici a partire dalle prestazioni di prodotti”  
 
  • Parte 5 (2009): livelli sonori dovuti agli impianti tecnici - descrive i modelli di calcolo per stimare i livelli di pressione sonora negli edifici dovuta agli impianti tecnici. Si applica agli impianti sanitari, di ventilazione meccanica, impianti di riscaldamento e raffreddamento, ascensori, caldaie, pompe, portoni e cancelli elettrici ed altri impianti tecnici ausiliari installati negli edifici.
 
  • Parte 6 (2006): assorbimento acustico in ambienti chiusi - descrive un modello di calcolo per valutare l’area totale di assorbimento equivalente o il tempo di riverberazione di ambiente chiuso di un edificio.
 
UNI EN ISO 140-18:2007 “Acustica - Misurazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio - Parte 18: Misurazione in laboratorio del rumore generato da pioggia battente su elementi di edificio”

UNI EN ISO 717:2013 “Acustica - Valutazione dell'isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio”  
 
  • Parte 1: isolamento acustico per via aerea - definisce gli indici di valutazione delle grandezze per l’isolamento acustico per via aerea in edifici e di elementi di edificio, prendendo in co1nsiderazione i diversi spettri di livello acustico di varie sorgenti di rumore quali le sorgenti di rumore all’interno di un edificio e il traffico all’esterno di un edificio. 
 
  • Parte 2: isolamento dal rumore di calpestio - definisce gli indici di valutazione delle grandezze per l’isolamento del rumore di calpestio in edifici e dei solai, prescrive le regole di determinazione di detti valori esclusivamente per le misurazioni in opera. Inoltre definisce gli indici di valutazione per l’attenuazione del livello di rumore di calpestio dei rivestimenti di pavimentazioni e dei pavimenti antivibranti.
 
UNI EN ISO 10052:2010 “Acustica - Misurazioni in opera dell'isolamento acustico per via aerea, del rumore da calpestio e della rumorosità degli impianti - Metodo di controllo”
Specifica dei metodi di controllo in opera per la misurazione:
 
  • Dell'isolamento acustico per via aerea tra gli ambienti e di facciata;
  • Dell'isolamento da calpestio del solaio;
  • Del livello di pressione sonora in ambienti degli impianti.
La norma è applicabile ad ambienti di dimensione massima pari a 150 mc.


UNI 11532-1:2018 “Caratteristiche acustiche interne di ambienti confinati – Metodi di progettazione e tecniche di valutazione”: descrive gli aspetti generali comuni a tutti i settori di applicazione, in particolare i descrittori che meglio rappresentano la qualità acustica di un ambiente, indicandone i valori di riferimento in relazione alla destinazione d’uso dell'ambiente stesso, i metodi di previsione e le tecniche di valutazione di impatto acustico che costituiscono una metodologia operativa comune.  

UNI 8199:2016 “Acustica in edilizia - Collaudo acustico di impianti a servizio di unità immobiliari - Linee guida contrattuali e modalità di misurazione all’interno degli ambienti serviti”: definisce le linee guida contrattuali per la verifica dei livelli di pressione sonora indotti da impianti tecnici e componenti tecnologici di impianto a funzionamento continuo e discontinuo, esclusivamente negli ambienti serviti dagli stessi. Descrive inoltre le procedure di misurazione del livello di pressione sonora e di caratterizzazione acustica degli ambienti serviti ai fini della verifica dei riferimenti contrattuali. I metodi di misura di applicano agli impianti a funzionamento continuo e/o discontinuo il cui ciclo operativo di riferimento è definito in sede contrattuale ovvero, in mancanza di questi riferimenti, è descritto nell’appendice B della UNI EN ISO 16032.  

UNI EN ISO 3382-2:2008 “Acustica - Misurazione dei parametri acustici degli ambienti - Parte 2: Tempo di riverberazione negli ambienti ordinari”: descrive le procedure di misurazione, l'apparecchiatura necessaria, i requisiti delle posizioni di misura e il metodo per la valutazione dei dati e la stesura del rapporto di prova. I risultati di misurazione possono essere utilizzati per correggere altre misurazioni acustiche come, per esempio, il livello di pressione sonora da sorgenti sonore o misurazioni di isolamento acustico e per il confronto con requisiti per il tempo di riverberazione in ambienti.

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