Geotermia a bassa entalpia: installazione più semplice per edifici e imprese
Il nuovo decreto semplifica l’installazione degli impianti geotermici a bassa entalpia, introducendo Attività Libera, PAS e registro digitale.
La geotermia a bassa entalpia può assumere un ruolo sempre più rilevante nella decarbonizzazione degli edifici, soprattutto quando viene integrata con pompe di calore e sistemi impiantistici ad alta efficienza. Si tratta di una tecnologia capace di sfruttare la temperatura relativamente stabile del sottosuolo per contribuire al riscaldamento, al raffrescamento e alla produzione di acqua calda sanitaria, riducendo il ricorso ai combustibili fossili.
Il nuovo decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica punta a rendere più semplice e veloce l’installazione degli impianti geotermici a bassa entalpia a servizio di edifici e imprese. L’obiettivo è introdurre regole più chiare e uniformi sul territorio nazionale, favorendo maggiore certezza amministrativa per cittadini, operatori, progettisti e installatori.
Attività libera e PAS: due procedure in base alla dimensione dell’impianto
Il decreto introduce due procedure semplificate, differenziate in base alla taglia dell’impianto e alla profondità delle sonde. Per gli edifici già esistenti, gli impianti con potenza termica inferiore a 50 kW e sonde installate fino a 80 metri di profondità nel caso di sonde verticali, o fino a 2 metri nel caso di sonde orizzontali, potranno essere realizzati in regime di Attività Libera.
In questo caso non saranno richiesti permessi o autorizzazioni preventive: sarà sufficiente trasmettere, entro cinque giorni dall’attivazione, una comunicazione alla piattaforma SUER – Sistema Unico per le Energie Rinnovabili.
Per gli impianti di dimensioni maggiori è invece prevista la Procedura Abilitativa Semplificata, applicabile a sistemi con potenza termica fino a 500 kW e sonde fino a 250 metri di profondità nel caso di installazioni verticali, o fino a 3 metri nel caso di sonde orizzontali. In questo caso, il proponente dovrà presentare la comunicazione attraverso il modello unico PAS sulla piattaforma SUER prima dell’avvio dei lavori.
Per il settore HVAC, questa distinzione è particolarmente importante perché consente di individuare percorsi autorizzativi più proporzionati rispetto alla scala dell’intervento, semplificando soprattutto le applicazioni più diffuse in ambito residenziale, terziario e per piccole imprese.
Prescrizioni tecniche e tutela del sottosuolo
La semplificazione amministrativa non elimina la necessità di una progettazione accurata. Il decreto prevede infatti prescrizioni tecniche finalizzate a garantire sicurezza, tutela del sottosuolo e corretta integrazione degli impianti nel contesto di installazione.
Tra gli aspetti principali rientrano:
- distanze minime dai terreni confinanti, per evitare interferenze del campo termico con aree o immobili di terzi;
- caratterizzazione geologica e termica del sottosuolo per gli impianti tra 50 e 500 kW;
- possibilità di utilizzare dati di letteratura o stratigrafie disponibili per impianti fino a 50 kW;
- impiego di materiali conformi alle norme tecniche UNI applicabili;
- utilizzo di fluidi vettori a basso impatto ambientale, con preferenza per acqua potabile o soluzioni equivalenti in termini di tossicità e biodegradabilità;
- resistenza alla corrosione per condotte e valvole interrate.
Questi elementi confermano che la geotermia a bassa entalpia richiede competenze multidisciplinari. Non basta dimensionare la pompa di calore: occorre valutare sottosuolo, sonde, campo termico, distribuzione impiantistica, fabbisogni dell’edificio e condizioni di esercizio.
Censimento digitale e nuove opportunità per la filiera HVAC
Il provvedimento introduce anche modalità di controllo e censimento degli impianti. Regioni e Province autonome dovranno istituire un registro digitale per monitorare le installazioni. Per gli impianti in Attività Libera saranno richiesti dati essenziali, come ubicazione, potenza e date dei lavori, mentre per quelli in regime PAS la documentazione sarà più articolata e dovrà includere il progetto del sistema geotermico e una relazione tecnica sulle opere eseguite.
Questa impostazione può contribuire a rendere più ordinato lo sviluppo del settore, migliorando la conoscenza del parco installato e la qualità delle informazioni disponibili. Per progettisti e installatori, il registro rappresenta anche uno strumento utile per rafforzare la tracciabilità degli interventi e valorizzare le competenze tecniche richieste.
La semplificazione degli iter può aprire nuove opportunità per la filiera HVAC, soprattutto nei progetti di riqualificazione energetica degli edifici esistenti. Le pompe di calore geotermiche, infatti, possono offrire prestazioni elevate e maggiore stabilità rispetto alle variazioni climatiche esterne, risultando particolarmente interessanti quando l’obiettivo è ridurre consumi, emissioni e dipendenza dai combustibili fossili.
Il nuovo quadro normativo, se accompagnato da progettazione qualificata e informazione corretta, può quindi favorire una maggiore diffusione della geotermia a bassa entalpia. La sfida sarà trasformare la semplificazione amministrativa in interventi ben dimensionati, sicuri e realmente efficaci per edifici, imprese e territori.
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FAQ
La geotermia a bassa entalpia è indicata quando l’edificio dispone di fabbisogni termici continui o rilevanti per climatizzazione, riscaldamento e produzione di acqua calda sanitaria. È particolarmente interessante per edifici pubblici, strutture ricettive, uffici, condomìni e imprese che cercano una soluzione stabile, efficiente e meno esposta alle variazioni climatiche esterne rispetto ai sistemi aerotermici.
Il terreno mantiene temperature più stabili rispetto all’aria esterna, permettendo alla pompa di calore geotermica di lavorare con condizioni di scambio più favorevoli durante l’anno. Questo può migliorare efficienza stagionale, continuità di funzionamento, comfort e affidabilità, soprattutto in climi con inverni rigidi o estati molto calde. Inoltre, l’assenza di unità esterne rumorose può essere un vantaggio in contesti urbani, ricettivi o con vincoli architettonici.
La geotermia a bassa entalpia consente di elettrificare riscaldamento e raffrescamento con elevata efficienza, riducendo il consumo di combustibili fossili e migliorando la prevedibilità dei costi energetici. Integrata con fotovoltaico, accumulo e sistemi di regolazione evoluta, può diventare parte di una strategia energetica più ampia, orientata ad autoconsumo, decarbonizzazione e continuità operativa.
