Speciale 19
Le novità del riscaldamento e condizionamento a MCE 2012
01.04.2012
Referenza

Fotovoltaico: incentivi e incertezza normativa

Il fotovoltaico in Italia si prepara ad un nuovo taglio degli incentivi chiedendo misure graduali e certezze per il futuro, per evitare un calo improvviso degli investimenti, che potrebbero provocare la paralisi di uno dei pochi settori economici che hanno visto una crescita sostenuta negli ultimi anni.

Se il 2011 è stato l’anno del boom, con oltre 9,3 GW installati, il 2012 rischia di vedere un calo repentino, dovuto non tanto al calo degli incentivi (previsto per altro già dal quarto conto energia), ma piuttosto all’incertezza sul futuro degli stessi.

Nei giorni scorsi sono circolate infatti diverse bozze di un ipotetico quinto conto energia, bozze mai smentite ufficialmente dai ministeri competenti, che vedrebbero una brusca riduzione dei contributi al fotovoltaico. “Una riduzione degli incentivi è accettabile, anche alla luce del calo registrato dalle materie prime”, ha spiegato Vittorio Chiesa, responsabile del dipartimento Energy&Strategy del Politecnico di Milano, “ma l’incertezza creata dall’esistenza di bozze ufficiose rischia di paralizzare il mercato”.

Secondo uno studio presentato proprio dal Politecnico milanese, l’industria del fotovoltaico sarebbe pronta ad affrontare il mercato senza l’aiuto degli incentivi a partire dal 2014, ma solo a fronte di ulteriore calo delle materie prime. Anche Andrea Brumgnach, consigliere di Anie/Gifi, ha criticato i continui interventi normativi: “Nel 2010 è stato messo a punto un piano triennale, rivisto pochi mesi dopo con un nuovo obiettivo quinquennale.

Oggi si parla di nuovi interventi e nel frattempo il mercato rallenta perché non vede chiarezza”. Secondo Brumgnach, inoltre, queste continue modifiche agli incentivi rischiano di mandare in confusione il mercato e offrire un’immagine negativa dell’Italia a livello internazionale. Ma la necessità di un nuovo conto energia è oggettiva: l’obbiettivo di budget annuale è stato infatti fissato a 6 miliardi di euro, ma già nei primi mesi del 2012 si è arrivati a una quota cumulata di 5,6 miliardi.