Focus Efficienza Energetica

29.05.2026

Efficienza energetica in Italia: il mercato cresce solo con stabilità normativa e interventi strutturali

Il mercato italiano dell’efficienza energetica cambia forma: crescono terziario e industria, ma servono stabilità normativa e interventi strutturali.

L’efficienza energetica resta uno dei pilastri della transizione del patrimonio edilizio e produttivo italiano, ma il suo sviluppo continua a dipendere dalla capacità di costruire un quadro normativo stabile, strumenti incentivanti realmente operativi e una filiera tecnica in grado di accompagnare gli interventi. Dopo la fase fortemente condizionata dal Superbonus, il mercato non si è fermato, ma ha cambiato composizione.

Nel 2025 gli investimenti complessivi in efficienza energetica in Italia si sono attestati tra 53 e 62 miliardi di euro, con un riequilibrio tra i diversi settori: il residenziale rallenta, mentre terziario e industria mostrano segnali di crescita. Il punto critico resta però la traiettoria verso il 2030, che senza interventi strutturali rischia di non essere sufficiente per raggiungere gli obiettivi europei.

 

Un mercato che cambia forma dopo il Superbonus

Il dato più significativo del 2025 non riguarda solo il volume complessivo degli investimenti, ma la loro distribuzione. Il settore residenziale, che negli anni precedenti aveva concentrato una quota importante degli interventi grazie agli incentivi edilizi, scende da 33-36 miliardi a 24-27 miliardi di euro. Una contrazione attesa, legata al progressivo esaurimento dell’effetto Superbonus, ma che apre una questione centrale: quali strumenti potranno sostenere nel tempo la riqualificazione del patrimonio abitativo privato?

In parallelo, il terziario conferma una dinamica positiva, passando da 24-28 a 25-29 miliardi di euro. Uffici, retail, alberghi e immobili commerciali stanno infatti integrando l’efficienza energetica nelle strategie di gestione e valorizzazione degli asset. Anche l’industria registra una crescita, da 2,3-2,7 a 2,5-3,2 miliardi di euro, sostenuta anche dal Piano Transizione 5.0, pur in un quadro regolatorio ancora non pienamente soddisfacente.

Per i professionisti HVAC, questo scenario conferma il ruolo strategico degli impianti nella riduzione dei consumi. La riqualificazione energetica non riguarda più soltanto l’involucro edilizio o l’accesso agli incentivi, ma comprende sempre più spesso climatizzazione efficiente, pompe di calore, regolazione, building automation, sistemi di monitoraggio e integrazione con fonti rinnovabili.

 

Due scenari al 2030: il peso della continuità normativa

Il report individua due possibili traiettorie al 2030. Nello scenario più favorevole, allineato agli obiettivi europei di decarbonizzazione, il mercato dell’efficienza energetica potrebbe raggiungere 90-105 miliardi di euro, con una crescita media annua dell’11%. Questo scenario richiede però regole prevedibili, semplificazione degli strumenti e continuità degli incentivi.

In assenza di correttivi strutturali, invece, il mercato rischierebbe di fermarsi tra 64 e 75 miliardi di euro, con una crescita media inferiore al 4%, non sufficiente a colmare il divario rispetto ai target UE. Il nodo non è quindi solo economico, ma anche organizzativo e normativo: misure come Conto Termico 3.0, Transizione 5.0 e Iperammortamento 2026 possono essere decisive solo se diventano strumenti semplici, tempestivi e realmente utilizzabili dagli operatori.

Le principali condizioni per accelerare il mercato possono essere riassunte in alcuni punti chiave:

  • stabilità normativa e continuità degli strumenti incentivanti;
  • semplificazione delle procedure per imprese, enti pubblici e cittadini;
  • maggiore chiarezza applicativa per progettisti, installatori ed ESCo;
  • accesso più semplice ai finanziamenti per interventi complessi;
  • integrazione tra tecnologie impiantistiche, digitali e rinnovabili.

In questo quadro, l’efficienza energetica non può essere trattata come una misura emergenziale legata ai picchi dei prezzi dell’energia, ma come una politica industriale, immobiliare e ambientale di lungo periodo.

 

Edifici, industria e Green Building: la sfida della riqualificazione profonda

Il potenziale degli interventi resta molto elevato, soprattutto negli edifici commerciali e pubblici più inefficienti. Portare in classe energetica A gli edifici commerciali oggi in classe F o G richiederebbe investimenti superiori a 17 miliardi di euro, generando un risparmio di circa 1 Mtep di energia primaria all’anno, quasi 2 miliardi di euro in meno in bolletta e oltre 3 milioni di tonnellate di CO₂ evitate.

Anche ospedali e scuole rappresentano ambiti prioritari. Per gli ospedali in classe energetica dalla D alla G, gli investimenti supererebbero 580 milioni di euro, con un risparmio annuo di oltre 110 milioni di euro e una riduzione delle emissioni superiore a 400.000 tonnellate di CO₂. Per il 27% degli istituti scolastici che non ha ancora realizzato interventi di efficientamento, sarebbero necessari tra 6 e 7,5 miliardi di euro, con risparmi annui stimati tra 850 milioni e 1,1 miliardi di euro.

La prospettiva indicata dalla EPBD IV amplia ulteriormente il campo d’azione: il Green Building non riguarda più solo la riduzione dei consumi in fase d’uso, ma la decarbonizzazione dell’intero ciclo di vita dell’edificio, dai materiali alla gestione operativa fino al fine vita. In questa transizione, soluzioni come building automation, BIM, digital twin, sistemi HVAC efficienti, pompe di calore, monitoraggio energetico e integrazione con rinnovabili diventano strumenti essenziali per trasformare gli obiettivi in risultati misurabili.

Per la filiera dell’edilizia e dell’impiantistica, la sfida è quindi duplice: recuperare il ritardo sul patrimonio esistente e costruire un mercato più stabile, meno dipendente da misure episodiche e più orientato a interventi pianificati. L’efficienza energetica può continuare a essere un motore di crescita per il Paese, ma solo se accompagnata da regole chiare, competenze tecniche e una visione di lungo periodo.

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FAQ

L’efficienza energetica non dipende esclusivamente dall’adozione di impianti più performanti, ma dalla capacità di intervenire in modo sistemico su edifici, processi e modalità di utilizzo dell’energia. In ambito HVAC/R, la sostituzione di generatori o gruppi frigoriferi senza una revisione della regolazione, della distribuzione o dell’involucro edilizio rischia di limitare fortemente i benefici ottenibili. Gli interventi strutturali consentono invece di massimizzare il rendimento complessivo e la sostenibilità economica dell'investimento.

La continua evoluzione di incentivi, requisiti energetici e strumenti di supporto rende più complessa la pianificazione di interventi a medio-lungo termine. Nei progetti HVAC ed energetici, l’incertezza può portare al rinvio degli investimenti o alla scelta di soluzioni conservative, riducendo l’adozione di tecnologie innovative. Una maggiore stabilità normativa favorisce invece strategie progettuali più ambiziose, orientate a prestazioni energetiche elevate e a una visione di lungo periodo.

La digitalizzazione consente di trasformare l’efficienza energetica da obiettivo teorico a risultato misurabile. Attraverso EMS, BMS, monitoraggio continuo e analisi dei dati, è possibile individuare inefficienze, ottimizzare il funzionamento degli impianti e verificare concretamente i risparmi ottenuti. In questo scenario, la progettazione HVAC/R evolve verso sistemi intelligenti e adattivi, capaci di migliorare le prestazioni energetiche nel tempo e non solo al momento dell’installazione.