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01.09.2022

Confindustria Nord Italia chiede azioni immediate per l’emergenza energetica: le industrie dovranno pagare 41 miliardi in elettricità e gas 

Le richieste stilate dai Presidenti di Confindustria di quattro regioni del Nord Italia riguardano la riduzione del costo in bolletta e la sospensione dell’obbligo di acquisto delle quote Ets 

Mercoledì 30 Agosto 2022 si è svolto un incontro straordinario tra i Presidenti delle varie Confindustria presenti nelle regioni del Nord Italia, tra cui: Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte, Veneto e gli Assessori allo Sviluppo economico per stilare delle richieste volte al contenimento dell’emergenza energetica

La mancanza di misure di contenimento dei prezzi dell’energia richieste dalle imprese mesi fa sta causando danni al sistema produttivo italiano, paralizzando le industrie e preparando il terreno per una futura deindustrializzazione del Paese. 

I Presidenti Sassi, Buzzella, Gay e Carraro in linea con il pensiero del Presidente Carlo Bonomi, hanno dichiarato: “(…) la situazione ha carattere di straordinarietà e urgenza indifferibile, perché è impossibile mantenere la produzione con un tale differenziale di costo rispetto ad altri paesi (UE e extra UE) nostri competitor, che va a colpire non solo le imprese esportatrici dirette, ma anche tutta la filiera produttiva, con un effetto pesantemente negativo soprattutto sulle piccole e medie imprese.” 

Secondo Confindustria, i rincari che stanno già colpendo l’Italia e che saranno destinati ad aumentare durante l’autunno-inverno stanno mettendo a dura prova la sicurezza e la tenuta sociale nazionali, tant’è che ogni risorsa e soluzione possibile dovranno essere attuate al più presto e finalizzate in modo prioritario alla crisi energetica. 

I rappresentanti delle quattro regioni hanno poi esposto agli Assessori allo Sviluppo economico i dati relativi ai costi di elettricità e gas sostenuti dalle imprese del Nord Italia durante il 2019, i quali ammontavano a circa 4,5 miliardi di euro, mentre gli extra-costi che le stesse aziende dovranno pagare durante il 2022 sono destinati ad aumentare vertiginosamente. 

Nell'ipotesi più ottimistica presentata dai Presidenti, le spese del settore industriale delle quattro regioni si aggireranno attorno ai 36 miliardi di euro, mentre, nella previsione peggiore, questi costi potranno raggiungere anche una quota superiore a 41 miliardi di euro

Stando a questi scenari forniti da Confindustria Nord Italia, è d’obbligo agire repentinamente, prima che le ricadute colpiscano non solo le imprese, ma anche il tessuto sociale composto da lavoratori e famiglie. 

La richiesta è quella di stilare nel più breve tempo possibile una programmazione energetica nazionale con interventi e investimenti a medio-lungo termine che siano in grado di garantire la sicurezza e la sostenibilità della produzione energetica e del rifornimento di gas. 

I Presidenti di Confindustria Nord Italia hanno stilato una lista di misure necessarie a calmierare i prezzi di gas ed energia elettrica, che include: 

  • Introdurre a livello europeo o nazionale un tetto al prezzo del gas;  
  • Sospendere l’obbligo di acquisto di quote ETS a carico delle imprese;  
  • Separare il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità da quello del gas;  
  • Contenere i costi delle bollette con risorse nazionali ed europee;  
  • Destinare una quota nazionale di produzione di energia derivante da fonti rinnovabili a un costo amministrato all’industria manifatturiera. 

I rappresentanti delle Confindustrie sono risoluti nel ribadire l'urgenza con cui l'Unione Europea debba prendere una decisione in merito all'emergenza energetica e, proprio per questo motivo, le richieste avanzate riguardano principalmente il calmieramento dei costi delle bollette e non includono molte soluzioni legate alla produzione di energia da fonti rinnovabili, forse ancora troppo poco sviluppate.