Conclusa la 44ª edizione di MCE: focus su innovazione, sostenibilità e mercato HVAC+R
La 44ª edizione di MCE si chiude con risultati solidi e una visione chiara: innovazione, sostenibilità e competenze guidano il futuro dell’HVAC+R
Si è conclusa a Fiera Milano Rho la 44ª edizione di MCE – Mostra Convegno Expocomfort 2026, confermandosi come uno degli appuntamenti di riferimento per il mondo HVAC+R, delle energie rinnovabili e della gestione dell’acqua.
Con 1.600 espositori e oltre 120.000 visitatori, di cui più del 35% proveniente dall’estero, la manifestazione ha confermato il proprio ruolo di piattaforma internazionale strategica per il confronto tra industria, progettazione e installazione.
Un contesto in cui tecnologia, mercato e relazioni si intrecciano, offrendo una visione concreta dell’evoluzione in atto nel settore.
Dalla decarbonizzazione alla digitalizzazione: le tecnologie che stanno ridefinendo il settore
L’edizione 2026 ha evidenziato un comparto sempre più orientato verso soluzioni ad alta efficienza e a basso impatto ambientale.
Dalle pompe di calore alla digitalizzazione degli impianti, fino all’integrazione con sistemi smart e building automation, MCE ha mostrato come l’innovazione sia ormai una leva imprescindibile per affrontare le sfide energetiche attuali.
Un’evoluzione che coinvolge l’intero ecosistema del settore. Come ha sottolineato Massimiliano Pierini, Managing Director di RX Italy, “MCE si conferma piattaforma internazionale capace di interpretare e accompagnare i cambiamenti del mercato, sempre più orientato a efficienza energetica, sostenibilità e integrazione tra sistemi”.
Oltre l’esposizione: il valore strategico del confronto diretto tra aziende e professionisti
Oltre ai numeri e alle tecnologie, MCE si conferma soprattutto come luogo di incontro.
Per progettisti e installatori, la fiera rappresenta un’occasione concreta per confrontarsi direttamente con i produttori, approfondire soluzioni tecniche e costruire relazioni utili allo sviluppo del proprio lavoro.
In questo contesto emerge anche un altro aspetto chiave: la crescente centralità delle competenze. Ancora Massimiliano Pierini ha evidenziato come “in uno scenario in rapida evoluzione diventa fondamentale il contributo di tutta la filiera e lo sviluppo di nuove competenze per gestire sistemi sempre più complessi e integrati”.
Nuove competenze per nuovi impianti: come cambia il lavoro di progettisti e installatori
I segnali emersi durante la manifestazione confermano un trend ormai consolidato: il settore HVAC+R sta evolvendo rapidamente, spinto da normative, innovazione tecnologica e nuove esigenze energetiche.
Per gli operatori del settore, questo significa aggiornare costantemente competenze e approcci progettuali, integrando sistemi sempre più efficienti, soluzioni connesse e logiche di sostenibilità.
Tra innovazione e mercato: perché MCE resta un osservatorio privilegiato sul futuro del comfort
La chiusura di MCE 2026 lascia un messaggio chiaro: il settore è in piena trasformazione e la capacità di innovare sarà determinante per restare competitivi.
Tra tecnologie sempre più evolute, nuovi modelli energetici e una crescente attenzione alla sostenibilità, la manifestazione milanese si conferma come uno degli osservatori privilegiati per comprendere il futuro del comfort.
Un appuntamento che, ancora una volta, ha dimostrato come il valore non stia solo nelle soluzioni presentate, ma nelle connessioni e nelle opportunità che nascono durante i giorni di fiera.
FAQ
L’edizione ha evidenziato una forte accelerazione verso soluzioni integrate basate su pompe di calore, sistemi ibridi e digitalizzazione degli impianti. In fase progettuale questo implica privilegiare architetture impiantistiche flessibili, predisposte per l’integrazione con rinnovabili (fotovoltaico e accumulo) e sistemi di controllo evoluti (BMS). Diventa centrale la selezione di componenti compatibili con logiche di demand-response e monitoraggio continuo delle prestazioni.
Le principali criticità riguardano l’evoluzione normativa su refrigeranti (F-Gas e restrizioni PFAS), l’aumento dei costi energetici e la necessità di ridurre le emissioni Scope 1 e 2. Questo spinge verso refrigeranti naturali (CO₂, propano) e soluzioni ad alta efficienza. Tuttavia, emergono sfide progettuali legate alla sicurezza, alla formazione degli installatori e all’adeguamento delle infrastrutture esistenti, soprattutto in retrofit.
La sostenibilità non è più solo un requisito normativo ma un driver progettuale: si punta a impianti a basse emissioni lungo tutto il ciclo di vita (LCA), con attenzione a efficienza stagionale, manutenzione predittiva e durabilità. L’innovazione si traduce in soluzioni modulari, sistemi plug-and-play e maggiore integrazione tra HVAC, ventilazione e qualità dell’aria indoor (IAQ), con impatti diretti sulla progettazione di edifici nZEB e retrofit energetici avanzati.
