Come stanno evolvendo i fan coil per uffici, hotel ed edfici storici? L'esperienza di Bini Clima
Comfort, silenziosità, integrazione architettonica: sono i tre assi su cui si gioca oggi la progettazione del raffrescamento per uffici, hotel e strutture commerciali. Ne parliamo con Valentyna Oliynyk, di Bini Clima, produttore italiano di ventilconvettori, in un’intervista che attraversa i temi caldi dello Speciale: l’evoluzione dei fan coil di nuova generazione, il ruolo della diffusione dell’aria nel comfort percepito, le sfide degli interventi di ristrutturazione in edifici storici e l’integrazione dei terminali nei sistemi BMS più evoluti.
Dai modelli ribassati e ultra-ribassati della serie F, sviluppati per contesti con vincoli architettonici stringenti, alle unità ultra-silenziose FQH e alle soluzioni canalizzate FQH-EC pensate per i mercati più esigenti sul fronte acustico, Oliynyk ci racconta come il terminale ambiente sia diventato parte attiva della strategia di controllo dell’edificio, e non più un semplice elemento finale di impianto.
Il raffrescamento nel settore terziario sta evolvendo rapidamente: quali sono oggi i fattori che guidano davvero le scelte progettuali, considerando aspetti come comfort percepito, efficienza energetica, qualità dell’aria e integrazione negli spazi?
La climatizzazione degli ambienti è diventata un elemento centrale nella progettazione del settore terziario, dove oggi non è più sufficiente garantire solamente il raffrescamento degli spazi, ma è necessario creare ambienti confortevoli, efficienti e sostenibili.
Tra i principali fattori che guidano le scelte progettuali rientrano sicuramente l’efficienza energetica delle macchine e l’ottimizzazione degli spazi installativi, aspetti fondamentali soprattutto in uffici, hotel, strutture commerciali e edifici oggetto di riqualificazione. Allo stesso tempo, cresce sempre di più l’attenzione verso il comfort percepito dall’utente finale: la silenziosità delle unità, la distribuzione uniforme dell’aria e l’assenza di getti diretti sono oggi requisiti imprescindibili.
Anche la qualità dell’aria interna assume un ruolo sempre più importante, sia in termini di benessere delle persone sia di qualità complessiva degli ambienti di lavoro e accoglienza. Per questo motivo, i sistemi moderni devono integrare elevate prestazioni, affidabilità operativa e flessibilità di regolazione.
Un altro aspetto sempre più determinante riguarda l’adattabilità agli ambienti. I progettisti richiedono soluzioni compatte, esteticamente discrete e facilmente adattabili ai diversi contesti applicativi, soprattutto negli interventi di ristrutturazione o negli edifici con vincoli architettonici. Oggi, quindi, la climatizzazione deve coniugare sostenibilità energetica, comfort e integrazione progettuale in un unico sistema efficiente e versatile.
I fan coil continuano a essere una soluzione molto diffusa, ma stanno evolvendo profondamente. Dal vostro punto di vista, quali sono gli aspetti che fanno davvero la differenza oggi tra una soluzione tradizionale e una di nuova generazione?
La nuova generazione di consumatori si dimostra sempre più esigente e attenta nella scelta della tecnologia, con particolare interesse verso comfort e design. Oggi, infatti, non si cerca più soltanto la funzionalità del prodotto, ma anche la sua capacità di integrarsi armoniosamente all’interno degli ambienti domestici. In questo contesto, l’estetica assume un ruolo sempre più centrale, diventando un vero e proprio elemento d’arredo, coerente con lo stile della casa.
Parallelamente, cresce l’attenzione verso l’ottimizzazione degli spazi e la riduzione del cosiddetto “rumore visivo”, in linea con le più recenti tendenze dell’abitare contemporaneo, che prediligono ambienti minimalisti, ordinati ed essenziali.
Un altro aspetto fondamentale è rappresentato dalla silenziosità dei dispositivi, ormai considerata un requisito indispensabile per garantire il comfort abitativo, soprattutto negli ambienti openspace o nelle abitazioni di dimensioni ridotte. A questo si aggiunge l’efficienza energetica, diventata un criterio di scelta sempre più determinante.
Oggi più che mai, infatti, i consumatori sono sensibili ai temi della sostenibilità ambientale e dell’impatto ecologico dei prodotti che utilizzano. Per questo motivo, cresce la domanda di elettrodomestici progettati per ridurre i consumi, limitare gli sprechi e garantire una maggiore durata nel tempo, contribuendo così a uno stile di vita più responsabile e consapevole.
La diffusione dell’aria è spesso sottovalutata rispetto alla potenza installata. Nella vostra esperienza, quanto incide realmente sulla qualità del comfort finale?
La diffusione dell’aria riveste un ruolo fondamentale per garantire una distribuzione uniforme e confortevole all’interno degli ambienti. Nella nostra esperienza, la diffusione dell’aria può incidere tanto quanto, se non più, della potenza installata nel determinare il comfort finale percepito. Questo perché il corpo umano non percepisce solo la temperatura media dell’ambiente, ma soprattutto la velocità dell’aria, la sua direzione e la stabilità delle condizioni nel tempo.
Un esempio molto efficace di corretta gestione della diffusione è rappresentato dalle cassette con effetto Coanda. Grazie alla particolare geometria del pannello e alla direzione controllata del flusso, l’aria viene “aderita” al soffitto sfruttando appunto l’effetto Coanda. In questo modo il getto non viene immesso direttamente nell’ambiente in forma discendente, ma si distribuisce prima lungo la superficie superiore della stanza e solo successivamente si miscela in modo graduale con l’aria presente.
Questo approccio consente di eliminare le correnti d’aria dirette, migliorare la distribuzione dell’aria nell’ambiente e garantire un livello di comfort più elevato.
Nei progetti più evoluti si parla sempre più di integrazione tra sistemi. Quali sono oggi le logiche più efficaci per gestire impianti complessi in ambito terziario?
Oggi la logica più efficace è quella di considerare l’impianto come un ecosistema integrato, in cui produzione, distribuzione, terminali e regolazione lavorano in modo coordinato.
Nel settore terziario vediamo una crescente richiesta di sistemi capaci di dialogare con il BMS dell’edificio e di adattarsi dinamicamente alle reali condizioni di utilizzo degli ambienti. Questo significa modulazione continua, gestione intelligente delle portate, controllo puntuale delle temperature e ottimizzazione dei consumi energetici.
In questo contesto, il terminale ambiente assume un ruolo molto più importante rispetto al passato. Il ventilconvettore non è più un semplice elemento terminale, ma parte attiva della strategia di controllo dell’edificio. Motori EC, elettronica evoluta e protocolli di comunicazione permettono oggi una gestione molto più precisa e flessibile.
Anche l’integrazione tra rinnovo aria, raffrescamento e riscaldamento sta diventando centrale, soprattutto in hotel e uffici direzionali, dove comfort, silenziosità ed efficienza devono convivere.
Dal nostro punto di vista, i progetti più riusciti sono quelli in cui la semplicità di gestione per l’utente finale si combina con una grande capacità di regolazione e adattamento dell’impianto.
Bini Clima ha sviluppato soluzioni ventilconvettive compatte e versatili. Come rispondono i vostri prodotti alle esigenze specifiche di ambienti come hotel e uffici direzionali?
Siamo orgogliosi di offrire una gamma completa di soluzioni, dai modelli base con mantello a quelli senza mantello, fino alle versioni a soffitto, progettate per rispondere a ogni specifica esigenza applicativa.
In contesti come hotel e uffici, dove l’efficienza della macchina deve coniugarsi perfettamente con la silenziosità, siamo lieti di presentare la nostra unità ultra-silenziosa FQH, già installata con successo in numerose strutture alberghiere di prestigio.
Inoltre, negli ultimi anni abbiamo sviluppato un sistema di gestione del motore altamente flessibile. Attraverso i moduli di interfaccia Silent Drive, Comfort Drive e Power Drive, è possibile regolare le prestazioni della macchina in base alle diverse esigenze operative.
Questa tecnologia consente di ottimizzare potenza, rumorosità e gestione delle velocità, offrendo la massima flessibilità nella definizione dei livelli minimi e massimi di funzionamento.
La serie F, con modelli ribassati e ultra-ribassati, nasce anche per facilitare l’integrazione architettonica. In quali contesti applicativi questa caratteristica diventa davvero determinante?
Per rispondere alle esigenze specifiche dei nostri clienti, nel corso degli anni abbiamo sviluppato diverse configurazioni della nostra classica unità verticale F con mantello.
In particolare, nei contesti residenziali e in ambienti come musei o edifici storici, dove gli spazi disponibili sono spesso limitati, la possibilità di offrire unità con altezze ridotte o con differenti configurazioni di ripresa e mandata dell’aria diventa fondamentale.
Questa caratteristica diventa fondamentale soprattutto negli interventi di ristrutturazione, dove spesso gli spazi tecnici disponibili sono molto limitati e l’integrazione architettonica rappresenta un vincolo progettuale importante.
Negli edifici storici, o negli immobili sottoposti a vincoli architettonici, capita frequentemente di dover installare terminali in spazi dove un fan coil tradizionale semplicemente non trova posto. In questi casi le versioni ribassate e ultra ribassate diventano decisive.
Abbiamo affrontato situazioni di questo tipo, ad esempio, nella ristrutturazione di alcuni edifici storici a Torino, all’interno di una delle sedi della Banca d’Italia. Le altezze disponibili sotto finestra non permettevano l’installazione di ventilconvettori standard da 40-50 cm. L’utilizzo dei modelli ultra ribassati della serie UM ha consentito di integrare perfettamente il sistema nell’edificio, mantenendo sia le esigenze architettoniche sia le prestazioni richieste dal progetto.
Un caso simile si è verificato anche a Roma, in alcuni edifici della Aeronautica Militare, dove i vincoli della ristrutturazione rendevano molto complessa l’installazione dei terminali tradizionali. Anche in questo caso la soluzione ribassata ha permesso di risolvere una situazione progettualmente molto articolata, evitando interventi invasivi sulle strutture esistenti.
In questi casi il terminale deve sempre più adattarsi all’edificio, e non il contrario. Per questo la compattezza e la flessibilità dimensionale sono diventate caratteristiche sempre più richieste dai progettisti.
In un recente progetto che ha coinvolto soluzioni canalizzate come FQH-EC, avete affrontato contesti impiantistici complessi. Quali sono state le principali sfide progettuali e quali scelte tecniche si sono rivelate decisive per garantire comfort, silenziosità e integrazione?
In questo tipo di progetti, soprattutto nel Nord Europa, il parametro più critico è spesso la silenziosità. Oggi un terminale canalizzato viene realmente considerato di alto livello quando riesce a garantire prestazioni elevate mantenendo livelli sonori inferiori ai 35 dB(A). Sopra questa soglia il prodotto rischia di diventare semplicemente “uno dei tanti”.
La principale sfida progettuale è stata quindi trovare il giusto equilibrio tra prestazioni, pressione disponibile e comfort acustico. Nel caso delle soluzioni FQH-EC, la combinazione tra struttura silenziata, motori EC modulanti e gestione evoluta della ventilazione ha permesso di ottenere ottimi risultati proprio sul fronte della rumorosità.
Un altro aspetto importante riguardava l’integrazione con l’aria esterna. In molti edifici evoluti viene richiesta la gestione di una quota di aria primaria neutra, tipicamente attorno al 10%, e il terminale deve essere in grado di lavorare correttamente in queste condizioni senza compromettere comfort e stabilità di regolazione. Anche sotto questo aspetto il sistema ha risposto perfettamente alle esigenze progettuali.
Tutto questo è stato ottenuto mantenendo le prestazioni energetiche richieste dal progetto, con efficienze certificate e compatibili con edifici ad alta classificazione energetica. Oggi il mercato richiede terminali che siano contemporaneamente efficienti, silenziosi e facilmente integrabili nei sistemi più evoluti, ed è proprio in questa direzione che si sta sviluppando la tecnologia ventilconvettiva più moderna.
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