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07.06.2021

Climate Clock e Giornata mondiale dell’ambiente per lotta ai cambiamenti climatici

Il Ministero della Transizione ecologica sottolinea l’urgenza della lotta contro i cambiamenti climatici
In occasione della Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno, il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani, insieme all’amministratore delegato del GSE Roberto Moneta, ha inaugurato il primo Climate Clock in Italia.

Collocato all’ingresso della sede del MITE a Roma con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sul tema dei cambiamenti climatici, questo particolare orologio indica il tempo necessario a contenere l’aumento della temperatura a 1,5° e la percentuale di energia prodotta a livello globale dalle fonti di energia rinnovabile.

“Nei prossimi mesi ci attendono sfide fondamentali, dal G20 Ambiente, Clima ed Energia fino alla Cop26 sul clima a Glasgow, passando per la Youth4Climate e la PreCop che ospiteremo nel nostro Paese”, ha dichiarato il Ministro Cingolani. “L’orologio del clima che inauguriamo sulla facciata del MiTE da oggi dialoga in contemporanea con quello già installato anche a Glasgow. Il tempo che questi orologi indicano è il tempo che abbiamo per agire. Un tempo che possiamo invertire. La transizione ecologica è lo strumento principale per spostare queste lancette e liberarci dalla spada di Damocle dei rischi a cui ci espongono i cambiamenti climatici. L’ora che segna è l’ora della volontà”.

La Giornata mondiale dell’ambiente di quest’anno ha come tema principale il ripristino degli ecosistemi e mira a coinvolgere istituzioni, scienza, società e impresa in modo che intervengano per salvaguardare l’ambiente e le sue risorse; in questo giorno importante inizia il Decennio delle Nazioni Unite per il Ripristino dell’Ecosistema, un'iniziativa che mira ad aumentare l’uso dell’energia rinnovabile in Italia.

2,20 miliardi di euro provenienti dal PNRR, il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, verranno utilizzati per costruire nuovi impianti per le comunità energetiche e per l’autoconsumo, che avranno dimensioni medio-piccole e verranno principalmente adattate all’ambito residenziale. Le due linee strategiche di questo intervento denominato M2C2 riguarderanno:

-l’energy community: aree di produzione e utilizzo comunitario di energia elettrica (nei comuni poco popolati, per supportarli economicamente e per evitarne lo spopolamento);

-l’auto-consumo: installazione di sistemi di produzione di energia per l’autoconsumo (in alcuni casi con sistemi di accumulo energetico per ottenere maggiore efficienza).

Si tratta di un’iniziativa che prevede un aumento di produzione pari a 1250 kWh per kW e 2500 GWh all’anno e una riduzione di 1,5 milioni di tonnellate di CO2: risultati che il ministero prevede di raggiungere in due anni.