Focus normative

Il ritardo dell’Italia nei provvedimenti per la transizione ecologica? Lo misura il Ritardometro

Agostino Re Rebaudengo nel suo blog ha creato il Ritardometro, lo strumento che misura giorni, ore minuti e secondi di ritardo che i governi italiani hanno accumulato nell’introduzione di provvedimenti per le rinnovabili

All’interno del suo blog ARR NOTES su ambiente, clima ed energia, Agostino Re Rebaudengo ha introdotto il Ritardometro, un cronometro che misura il ritardo dell’attuazione dei provvedimenti che bloccano la transizione ecologica dell’Italia.

“La Terra ci mostra chiari segnali di sofferenza, ma noi continuiamo a inquinare. Sono convinto che esista un modo migliore per vivere sul nostro Pianeta: abbiamo capacità e tecnologie per rendere la nostra permanenza più sostenibile. Ho pensato di raccogliere qui notizie, idee e riflessioni di cosa dovremmo fare per lasciare ai nostri figli un mondo migliore” dichiara nel suo blog Agostino Re Rebaudengo, Presidente di Asja Ambiente Italia e di assoRinnovabili, che con la recente unione con  Assoelettrica è diventata Elettricità Futura, l’associazione che raggruppa i produttori di energia elettrica, sia da fonti rinnovabili che non, e che rappresenta oltre il 70% dell’energia elettrica prodotta in Italia.

Il Ritardometro rappresenta un’iniziativa di comunicazione e di presa di coscienza diretta non solo ai cittadini ma soprattutto del Governo attuale, affinché rimedi ai ritardi accumulati dalle amministrazioni precedenti nell’introduzione di provvedimenti sulle rinnovabili, che stanno frenando il raggiungimento degli obiettivi climatici e la transizione ecologica, tema attualmente tra i più rilevanti nel panorama delle azioni da intraprendere per migliorare l’economia sostenibile italiana. All’interno della pagina web dedicata, l’autore elenca sia i provvedimenti che non sono ancora entrati in vigore che quelli che sono entrati in vigore anche se con considerevole ritardo, evidenziando così la situazione drammatica, delicata e soprattutto arretrata in cui si trova l’Italia.

I provvedimenti che dovevano essere adottati tempo fa ma che sono ancora in fase di stallo sono, in ordine cronologico, i seguenti:
 
  • Il Decreto Ministeriale Modifiche sostanziali e il Decreto Ministeriale prezzi minimi garantiti per le bioenergie (entrambi con termine previsto entro marzo 2011 e con un ritardo record ad oggi di 3692 giorni)
 
  • La Procedura Valori Obiettivo di Riduzione delle Emissioni (termine previsto entro l’8 ottobre 2013)
 
  • Il Decreto Ministeriale Controlli Bis (termine previsto entro gennaio 2018)
 
  • Il Decreto Ministeriale FER 2 (termine previsto entro il 10 agosto 2019)
 
  • Il Decreto Ministeriale Certificati Bianchi (termine previsto entro dicembre 2020)
 
  • La Piattaforma per la contrattazione di lungo termine di energia rinnovabile, ossia la PPA Platform (termine previsto entro il 10 agosto 2019)

Di seguito invece riportiamo i provvedimenti che sono stati effettivamente adottati seppur con considerevole ritardo, e con quanti giorni di dilazione sono stati introdotti:
 
  • Grandi Derivazioni Idroelettriche ha registrato il ritardo massimo di 2478 giorni: previsto entro il 20 aprile 2021, è stato effettivamente introdotto l’11 febbraio 2019.
 
  • Valori massimi dei Canoni delle Concessioni Idroelettriche (ritardo totale di 2374 giorni)
 
  • Decreto sugli incentivi per il biometano (ritardo totale di 1979 giorni)
 
  • Coefficienti accise (ritardo totale di 1840 giorni)
 
  • Decreti attuativi relativi alle emissioni degli impianti a biomasse solide (ritardo totale di 1564 giorni)
 
  • Decreto Mise contenente le nuove Linee Guida Certificati Bianchi (ritardo totale di 1341 giorni)
 
  • Modello unico di comunicazione per impianti (ritardo totale di 896 giorni)
 
  • Procedure applicative manutenzione degli impianti FER (ritardo totale di 446 giorni)

Il Ritardometro, spiega Agostino Re Rebaudengo, non vuole essere uno strumento puramente critico nei confronti della gestione politica e amministrativa del nostro paese, ma si pone come un’azione propositiva per evidenziare delle questioni sulla sostenibilità molto importanti ma ancora non risolte, con la speranza che il nuovo Governo metta fine al ritardo accumulato negli anni.
 
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