Focus Dal mondo

11.12.2014
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Arriva dall’Australia la cella solare più efficiente al mondo

A distanza di vent'anni dalla prima realizzazione, il team di ricercatori australiani raddoppia l'efficienza delle celle solari, portandola al 40%, grazie a un particolare filtro ottico che recupera la luce solare dispersa. Verso energia da rinnovabili più economica?
E’ stata presentata lo scorso 8 dicembre 2014 presso l’Istituto per l'Energia Solare in Australia la cella solare più efficiente al mondo, capace di convertire più del 40% della luce solare in elettricità, un primato di efficienza mai raggiunto prima.

Il team di ricerca australiano, la cui attività è stata finanziata da vari partner, come Arena (Australian renewable Energy Agency), Ausiapv (Australia-US Institute for Advanced Photovoltaics), RayGen Resources e Spectrolab, ha annunciato l’incredibile primato raggiunto dopo le doverose verifiche e i test di controllo eseguiti all’aperto nella città di Sydney e negli Stati Uniti.

Il risultato, ufficializzato tramite una nota nel sito web dell'UNSW Australia, verrà presto pubblicato nella prestigiosa rivista Progress in photovoltaics e, come conferma lo stesso responsabile del progetto, il Dott. Mark Keevers dell’Università del New South Wales in Australia, le nuove celle solari super efficienti saranno “accessibili all’industria solare in breve tempo”.

L’equipe di scienziati australiani non è certo nuova a questo genere di primati, già che nel lontano 1989 era stata pioniera, sempre nel settore solare, realizzando il primo sistema fotovoltaico capace di convertire l’energia solare in elettricità con una efficienza superiore al 20%, una percentuale oggi evidentemente raddoppiata in appena vent’anni.

Inoltre, appena qualche mese fa, il consorzio australiano CSIRO annunciava la realizzazione di celle fotovoltaiche organiche stampabili, con un’efficienza superiore del 10% rispetto ai moduli in silicio. Unico neo: la durata, una problematica questa che in realtà riguarda i pannelli fotovoltaici nel loro complesso, australiani come italiani.

L’ultima scoperta in ordine di tempo della squadra di ricerca australiana, come ha spiegato il Professor Martin Green, meglio conosciuto come il “Padre del fotovoltaico” e direttore dell’Agenzia Nazionale Australiana per l’Energia, si deve all’utilizzo di un particolare filtro ottico passa banda che, applicato alle celle solari commerciali, è in grado di catturare la luce solare normalmente dispersa dalle stesse e di convertirla in elettricità, ad un’efficienza significativamente più alta rispetto alle celle più tradizionali.

La speranza, ha commentato entusiasticamente il team di ricercatori, è che questa innovazione possa trasformarsi presto da prototipo a realtà e che gli impianti solari commerciali, aumentando in competitività ed efficienza, possano rendere economicamente più accessibile il costo dell’energia da fonti rinnovabili, una risorsa destinata a segnare il futuro del pianeta, Italia compresa.