Focus Incentivi

03.12.2014
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In Italia un pannello fotovoltaico su quattro è a rischio pensionamento anticipato

Da un'indagine della società di consulenza Moroni&Partners risulta che un impianto su 4, tra quelli installati in Italia, sarà costretto al pensionamento prima della fine del suo ciclo naturale, a causa di una bassa qualità dei componenti.
I proprietari di impianti fotovoltaici sono avvisati: un pannello su quattro, tra quelli installati in Italia, è a rischio prepensionamento forzato.

La notizia, riportata da Il Sole 24 ore, farà senz’altro discutere i protagonisti del settore dell’energia solare, ponendo questa volta il loro operato - e non più quello del Governo, accusato a più riprese di voler “uccidere” il fotovoltaico italiano con la tanto osteggiata norma spalma-incentivi - sotto la lente di ingrandimento.

Sembra infatti che, complice anche il regime di incentivazione statale dell’ultimo decennio e la corsa alle installazioni che ne è derivata, i professionisti italiani del settore fotovoltaico abbiano giocato al ribasso sulla qualità dei prodotti e delle installazioni, allo scopo di massimizzare i profitti.

A risentirne sarebbero quindi la qualità dei moduli fotovoltaici, dei componenti, per lo più prodotti in oriente, e la scarsa cura e attenzione riposte nelle operazioni di installazione, che - secondo questa ricerca - non garantirebbero in molti casi l’effettiva durata e i rendimenti dichiarati.

Problemi come questi, sottolinea Mauro Moroni, Ceo della società di consulenza Moroni&Partners, possono compromettere gravemente la produttività dell’impianto fotovoltaico, con perdite che possono arrivare fino al 70% nell’efficienza del modulo.

Lo studio di Moroni&Partners, presentato in occasione del workshop di Qualenergia a Roma, avrebbe riguardato solo 1GW dei 19GW di capacità totale installata in Italia. Tanto è bastato, comunque, per tirare delle somme certo poco incoraggianti.

Pensionare anticipatamente un pannello fotovoltaico su quattro potrebbe portare un danno economico non indifferente, se consideriamo infatti che la durata media ‘teorica’ di un impianto fotovoltaico dovrebbe aggirarsi attorno ai 20 anni, una decaduta brusca dei livelli di rendimento con largo anticipo potrebbe rendere l’investimento davvero poco conveniente.

Accanto a un business, come quello della produzione di pannelli fotovoltaici in Italia, che sta seguendo uno sviluppo distorto, se ne profila già un altro all’orizzonte, che sembra invece splendere di luce propria: il business della manutenzione o riparazione di moduli fotovoltaici e del loro riciclo, adempimenti questi disciplinati dal Quarto e Quinto Conto Energia per tutti gli impianti in esercizio dopo il 1° luglio 2012.

Sarebbero già circa 93 gli operatori attivi in Italia nei servizi post-vendita di impianti fotovoltaici, secondo stime del Politecnico di Milano: di questi, circa una trentina si occuperebbe proprio del recupero tecnico dei moduli, con ricavi per circa 400 milioni di euro l’anno.