Focus Efficienza Energetica

22.11.2013
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Wafer PV, polisilicio: nel 2014 costeranno 20 cents al watt

Non si ferma la riduzione dei prezzi dei wafer fotovoltaici in polisilicio che potrebbe però essere compensato da un aumento della potenza installata.
Sembra non arrendersi la corsa al ribasso dei prezzi dei wafer fotovoltaici in polisilicio, tanto che nel corso del prossimo anno il loro prezzo potrebbe arrivare al minimo storico di 20 centesimi di dollaro per watt, dopo cinque anni di calo regolare e piuttosto sensibile (dal 2008 ad oggi il prezzo è calato mediamente del 16% all’anno). La previsione è contenuta nell’ultimo studio di NPD Solarbuzz, l’agenzia statunitense dedicata al mercato del solare, e contiene anche una presentazione delle nuove strategie messe in campo dalle aziende produttrici per ricercare l’ottimizzazione migliore e il maggior risparmio economico dalla produzione di wafer PV.

Il calo dei prezzi potrebbe comunque trovare un freno nell’annunciato aumento della potenza installata: si prevede infatti che nel 2014 le installazioni arriveranno a quota 50 GW, pertanto le aziende più strutturate e grandi a livello mondiale potrebbero avere un ruolo determinante per il ritorno alla piena produzione e per pareggiare i notevoli costi fissi dei wafer.

“I costi dei wafer sono appena un terzo rispetto a quelli di cinque anni fa – ha confermato Charles Annis, vicepresidente di NPD Solarbuzz – e anche se la contrazione dei costi sta rallentando la propria corsa al ribasso, la forte sovrapproduzione e i costi di vendita estremamente bassi stanno costringendo tutti i produttori di wafer e polisilicio a trovare nuove soluzioni per ottenere costi ancora più contenuti”. Ecco allora che le aziende produttrici ingrandiscono i lingotti di polisilicio (con conseguente riduzione di liquami e maggior riutilizzo degli scarti) e adottano per i wafer monocristallini delle seghe diamantate, mentre grazie alla migliore qualità del processo di cristallizzazione migliorano anche le efficienze di conversione.
Ma queste non sono le uniche strategie adottate per ridurre i costi di produzione: diverse aziende stanno infatti spostando il reparto produttivo nei Paesi dove il costo dell’elettricità è ancora contenuto, altre optano per l’utilizzo della tecnologia FBR (Fluidized Bed Reactor, reattore a letto fluido) e per la riduzione dei consumi energetici legati alla lavorazione del silicio.