Focus Innovazioni

19.09.2019
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Una termofacciata per ristrutturare un edificio e renderlo addirittura Nzeb

Attivando termicamente la massa di un edificio la termofacciata permette di garantire comfort ambientale costante sfruttando solo l’energia solare
Costruire il nuovo è più semplice che ristrutturare, si sa, però in Italia stando alle stime ci sono oltre 12 milioni di immobili con dei problemi di inefficienza energetica che potrebbero essere risolti con interventi mirati e sfruttando le più moderne tecnologie. Tra le più innovative in questo senso c’è la termofacciata, un sistema brevettato che permette di attivare termicamente la massa dell’edificio, traendo vantaggio dalla naturale inerzia termica della struttura. Non solo questo sistema è perfettamente idoneo alla ristrutturazione degli edifici esistenti, evitando tra l’altro interventi particolarmente invasivi, permette anche di sfruttare quasi totalmente le energie rinnovabili, ove possibile avvicinando gli edifici all’obiettivo Nzeb.
 
La titolarità di questo particolare brevetto appartiene allo studiodbm di Sesto San Giovanni, che lo applicherà su alcuni edifici pubblici localizzati nel Comune di Certosa di Pavia. Uno dei prossimi e più interessanti interventi riguarderà  proprio il palazzo comunale, che sarà riqualificato grazie al project financing (da 1,8 milioni €) che non provocherà oneri finanziari per l’amministrazione della Esco Samso, e sarà trasformato in edificio Nzeb.
 
L’elemento fondamentale della termofacciata è il termointonaco, composto a base cementizia e ad alta resistenza meccanica, che riesce a mantenere una temperatura compresa tra i 25 e i 30°C e a far da barriera alle dispersioni. Per ottimizzare l’effetto del termointonaco applicato lungo le pareti perimetrali dell’edificio, il quale assorbe calore direttamente da fonte solare, al suo interno sono installate delle serpentine all’interno viene fatto circolare un liquido termovettore (acqua in questo caso) a temperature più alte o più basse a seconda delle necessità.
 
La struttura viene poi associata a un impianto solare termico e a un impianto domotico, che collaborano per garantire agli occupanti una temperatura interna costante sfruttando le caratteristiche di accumulo della massa dei muri, che viene attivata termicamente. Per completare il sistema, ottimizzandone la resa, il termointonaco viene ricoperto da uno strato di isolante.
 
«Il principio di attivazione termica delle masse dell’edificio è noto da tempo alla letteratura tecnica – ha spiegato al Sole24ore l’architetto Gianpaolo Di Giovanni, dello studiodbm - ma fino a oggi è stato applicato sono nelle nuove costruzioni e mai sfruttato davvero nelle ristrutturazioni dell’esistente. Tuttavia, il patrimonio edilizio italiano è costituito da circa 12 milioni di edifici, che per la maggior parte hanno prestazioni energetiche scadenti se non versano addirittura in uno stato di evidente degrado. La nostra idea è stata quella di trovare una soluzione di facile applicazione proprio per una parte di questi immobili».
 
Una prima termofacciata è già stata applicata e testata con successo con il progetto pilota che ha coinvolto un edificio residenziale a Paderno Dugnano, in Provincia di Milano, mentre ora ci si appresta ad utilizzare questa soluzione anche su un edificio scolastico di Monza. Per aumentare le possibilità di applicazione del sistema è inoltre stata avviata una collaborazione con l’Università di Bologna che studierà la possibilità di armare l’intonaco con spessori utili a rafforzare l’immobile a scopo antisismico.
Seppur il patrimonio edile italiano è molto ampio è anche vero che “Non tutti gli immobili sono adatti a questo tipo di tecnologia. – ha continuato Di GiovanniPiù la muratura dell’immobile preesistente è massiva, più il risultato che si ottiene sarà efficiente. Per questa ragione, sono particolarmente adatti alla riqualificazione con questa tecnologia gli edifici con struttura in cemento. Un po’ meno, ma ugualmente performante con il mattone pieno. Un po’ meno ancora con il forato. Con il legno o se un edificio è isolato, inutile applicare questa tecnologia. Idem per le facciate storiche: ma in questo caso la ragione è la difficoltà di riprodurre forme e decori originari”.
 
Si tratta di un investimento più costoso del semplice cappotto, ma porta a miglioramenti energetici importanti. Rispetto a un intervento tradizionale per l’installazione del cappotto, che costa circa 55-60 € al metro quadro, l’applicazione del termointonaco costerebbe circa 110-120 € al mq, senza tener conto però del costo per l’impianto solare termico, il quale può essere calcolato solo in base alla superficie interessata e all’esposizione alla radiazione solare. Nonostante la maggiore spesa iniziale è stato calcolato che “Il ritorno di questo investimento avvenga in 6-7 anni contro i 13 circa di un cappotto tradizionale. Si può arrivare ad abbattere anche a zero i consumi dell’edificio, fino ad eliminare la stessa caldaia. Anche in termini di comfort interno la tecnologia consente il raggiungimento di un risultato ottimale e l’immobile acquista valore”.
 
«Nella maggior parte dei comuni gli immobili pubblici sono poco efficienti dal punto di vista delle prestazioni energetiche – aggiunge Igor Bovo, amministratore delegato di Samso – con grandi sprechi e dispersioni, e inevitabili ricadute sulle casse dell’amministrazione pubblica. Grazie all’intervento che metteremo in campo, Certosa di Pavia diventerà un paese più green, abbatteremo i consumi aumentando il comfort generale di questi edifici ad uso pubblico e miglioreremo la qualità dell’aria, prevediamo infatti di ridurre grandi quantità di Co2 immessa in atmosfera, circa 350 mila kg all’anno».
 
La termofacciata è quindi un’eccellenza tutta italiana che permette di rinnovare il patrimonio edile, efficientandolo in modo ottimale, intervenendo in modo poco invasivo e sfruttando le tecnologie rinnovabili e la domotica; il tempo, e i primi risultati applicativi, daranno modo di comprendere la reale fattibilità e convenienza di questo sistema, che dalle premesse sembra essere estremamente valido.

Fonte: www.ilsole24ore.com

Immagine di proprietà di StudioBDM