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03.01.2012
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UE: ecco come ridurre le emissioni dell’80% entro il 2050

04/01/2012 - L’obbiettivo è ambizioso: ridurre le emissioni di CO2 di oltre l’80% entro il 2050, senza pregiudicare gli approvvigionamenti energetici e la competitività del settore. Un impegno assunto dalla Commissione Europea che, salvo scenari apocalittici di dissoluzione dell’unione, sembra non lasciare scampo ai paesi membri. Il diktat, infatti, è uno ed imperativo: abbandonare i combustibili fossili, in favore di un mix energetico volto da un lato alle rinnovabili e dall’altro al risparmio.

Ma l’era dei combustibili fossili è davvero sul viale del tramonto? Sembra di si. La commissione ha infatti stilato un documento, una tabella di marcia, per ridurre le emissioni di carbonio, che presenta scenari diversi e analizza – sebbene fornendo più che altro linee generali – le possibili conseguenze e opportunità che dovrebbero derivare da un cambio di paradigma in funzione “green”. Perché di questo stiamo parlando: un vero e proprio cambio di paradigma, non solo tecnologico, ma anche sociale, che dovrebbe portare tutti noi cittadini europei (se così si può dire) a cambiare radicalmente le nostre piccole abitudini, quotidiane e non.

Le parole, anzi le frasi che delineano i contorni di questo cambiamento epocale – per ora impresso solo nella carta – sono due: efficienza energetica ed energie rinnovabili. Ma vediamo nel dettaglio la tabella di marcia.

Energia Elettrica

L’elettricità dovrebbe svolgere un ruolo primario, abbattendo le emissioni di C02 e sostituendo i combustibili fossili sia nei trasporti che nel riscaldamento. Sul fronte delle energie rinnovabili, la preferenza, dichiarata, va verso il fotovoltaico, accompagnato da investimenti nelle reti per rendere l’approvvigionamento costante anche nelle ore in cui il sole non brilla sul silicio. Si parla poi di reti intelligenti, generazione distribuita, e tecnologie a basso consumo energetico. In altre parole è necessario da un lato diminuire il fabbisogno energetico e dall’altro diversificare il mix energetico orientando la produzione alle rinnovabili e utilizzando reti intelligenti che consentano un approvvigionamento costante e senza sprechi.

Edilizia

L’analisi realizzata dalla Commissione rivela che in questo settore sarebbe, teoricamente, possibile ridurre le emissioni di circa il 90% entro il 2050, raggiungendo ovviamente l’obbiettivo del “consumo quasi zero” fissato per il 2021. Le tecnologie sono già disponibili, in teoria, anche se spesso hanno prezzi ancora fuori mercato e già diversi paesi membri applicano sin d’ora requisiti più rigorosi in materia di consumi. Nel prossimo decennio occorrerà aumentare di 200 miliardi di euro gli investimenti in componenti e attrezzature per l’edilizia a basso consumo energetico. Per gli edifici, dunque, le tecnologie saranno sostanzialmente pompe di calore, rinnovabili e biomasse, con peculiarità e aspetti differenti a seconda delle varie condizioni climatiche.

Trasporti

In una prima fase si dovrà continuare sulla strada della migliore efficienza dei veicoli e dell’utilizzo più intelligente dell’energia grazie a nuovi carburanti e sistemi di propulsione, come ad esempio i biocarburanti. Attraverso una tariffazione maggiore del traporto privato e un potenziamento del trasporto pubblico si dovrà poi disincentivare l’utilizzo di mezzi privati, fino al raggiungimento di una fase di elettrificazione dei mezzi stessi.

Investire nel futuro

Poiché il prezzo dei combustibili fossili e dell’energia elettrica è destinato a salire in modo esponenziale almeno fino al 2030, è necessario investire fin da subito in sistemi alternativi di approvvigionamento e in tecnologie che consentano il maggior risparmio energetico possibile, al fine di determinare nel lungo periodo un abbassamento dei prezzi dovuto alla minor domanda di risorse. Questi concetti, non suonano nuovi, ma sono inseriti finalmente in un documento programmatico di un’istituzione che disegna un futuro radicalmente diverso, imponendolo dall’alto, per la prima volta in modo così chiaro.