Tutti in Classe A - il rapporto legambiente sulle prestazioni degli edifici italiani
07/06/2012 - Dal punto di vista dell’isolamento termico gli edifici italiani stanno messi male, molto male: dalle villette, ai condomini, fino agli edifici pubblici ristrutturati di recente e perfino quelli delle archistar. “Tutti in Classe A”, il rapporto diffuso da Legambiente, che ha preso in considerazione 200 edifici sparsi in tutta la penisola, evidenzia come la maggior parte degli edifici siano male isolati, con molti ponti termici e dispersioni, che comportano, come sappiamo, un maggior consumo energetico e quindi una spesa maggiore con un livello di comfort e benessere minori.
L’obbiettivo della campagna, come sostiene Legambiente, è ben preciso: “mettere in luce l’importanza dell’efficienza energetica in edilizia”. Lo strumento utilizzato, una termocamera ad infrarossi, è l’ideale per andare ad analizzare, dall’esterno degli edifici, l’isolamento termico e quindi le eventuali problematiche legate a metodi costruttivi poco efficienti o insufficienze tecniche.
Il primo campione di 91 edifici, analizzato da Legambiente riguarda gli edifici costruiti dopo il 2000 “case costruite nel momento del boom edilizio, vendute spesso a cifre superiori a 3/4000 euro a metro quadro e che quindi avrebbero facilmente permesso di ripagare qualsiasi tipo di intervento di isolamento delle pareti”. Ebbene, per quasi tutti gli edifici - compresi edifici spacciati per “biocase” o “a basso consumo energetico” - si riscontrano, attraverso le termografie, problemi ricorrenti di elementi disperdenti, con distribuzione di temperature superficiali molto eterogenee (fino a 4-5 gradi).
MALE
Villaggio Olimpico, Torino, 2006
![]() | Venezia, Isola della Giudecca, 2002. |
![]() | Roma, Quartiere Bufalotta, 2009. |
BENE
Bolzano, via Maso della Pieve, 2005. Classe energetica A.
![]() | Bolzano, palazzo della Provincia. Assenza di ponti termici sulla facciata laterale sud-est. |
Ma il vero campo di intervento è rappresentato dagli edifici costruiti nel secondo dopoguerra, che costituiscono circa il 75% dell’intero patrimonio edilizio italiano: su un campione di 89 edifici, circa il 30% è risultato essere in pessime condizioni. In questi casi le distribuzioni di temperatura nelle pareti esterne sono decisamente disomogenee, con gradienti termici che arrivano a 6-7 gradi e ponti termici che delineano con precisione non solo i telai portanti delle strutture, ma perfino i caloriferi interni e i collettori degli impianti di riscaldamento.

Torino, Dipartimento dei Lavori Pubblici, 1960
![]() | Udine, Sede INPS e Agenzia delle Entrate. |




