Focus Leggi/Normative

19.11.2014
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Teleriscaldamento, servizio pubblico o privato? In Italia prevale l’incertezza legislativa

La sentenza della Corte di Cassazione, pur rigettando il ricorso della società di fornitura di teleriscaldamento, tuttavia rilancia la vertenza al giudice amministrativo. Necessaria una legge quadro che chiarisca una volta per tutte la natura di tali servizi, se pubblica o privata.
Attesa per i primi di novembre, la sentenza della Corte di Cassazione sul caso di teleriscaldamento a biomassa nei Comuni dell’hinterland milanese di Tirano e Sondalo si è risolta, si potrebbe dire, con un nulla di fatto.

Interpellata per mettere la parola “fine” sulla controversia sorta tra un comitato di consumatori locale e la società TCVVV erogatrice del servizio di riscaldamento, avente per oggetto la determinazione delle tariffe per le forniture provviste, il parere della Corte di Cassazione di fatto ha mancato di chiarire la giurisdizione italiana in materia di teleriscaldamento.

Nell’incertezza normativa, dunque, la domanda resta in sospeso: dal punto di vista giuridico, i servizi di teleriscaldamento sono da ritenersi servizi pubblici, attribuibili all’ente di competenza territoriale, o attività affidabili a soggetto esterno, previa procedura d’appalto?

La sentenza della Corte, tanto attesa non soltanto dalle parti in causa, ma anche da coloro che, a vario titolo, sono interessati dai servizi di produzione e distribuzione di riscaldamento, si è risolta aggiungendo nuova incertezza a una situazione giuridica italiana già di per sè lacunosa, mancando una legge al riguardo.

Pur rigettando il ricorso della società di fornitura TCAVV, che riconosceva, nella sua difesa, la produzione e fornitura di energia termica da fonte rinnovabile quale attività di interesse pubblico, accusando tuttavia il Comune di mancata “paternità” rispetto alla concezione, realizzazione e gestione del servizio, la Corte ha rimbalzato la vertenza al giudice amministrativo di competenza territoriale.

Tribunale Amministrativo Regionale per la Lombardia che, qualche tempo fa, aveva bollato la questione del teleriscaldamento come qualcosa da “valutare caso per caso”, mancando una legislazione nazionale in materia.

Il parere della Corte di Cassazione si allinea invece più esplicitamente a quello fornito tempo fa dal Consiglio di Stato, che aveva qualificato, anche per altre controversie, l’attività di teleriscaldamento quale Servizio Pubblico Locale (SPL).

Non trova pace dunque, in Italia, la questione della “paternità”, pubblica o privata, dei servizi di teleriscaldamento, né è dato sapere quale sarà il loro sviluppo futuro, nonostante, come in questo caso, si tratti di una fornitura di riscaldamento a fonte rinnovabile, quindi di sicuro beneficio per la cittadinanza, l’ambiente e le imprese.