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Tassa sui condizionatori: insorgono le principali associazioni del settore. Occorre informare i cittadini
Assoclima e ANGAISA fanno sentire la propria voce rispetto alla scorretta interpretazione del decreto italiano che recepisce le direttive europee per l’efficienza energetica. Occorrono informazione corretta e trasparenza nei confronti dei cittadini.
Libretto d’impianto, tasse, direttive europee, risparmio energetico: di fronte alla tanta confusione creata dai media nei giorni scorsi, anche ANIMA interviene a spiegazione di quanto accaduto a proposito dell’inesistente “Tassa sui condizionatori”.
Un’interpretazione scorretta, da parte dei media, di un decreto italiano che recepisce una direttiva europea, ha provocato un forte rumore e un fraintendimento generale da parte dei cittadini, che si pensavano costretti a dover pagare una tassa di circa 200€ per il proprio impianto di condizionamento.
Come abbiamo riportato nel nostro focus di pochi giorni fa, invece, la disposizione si applica solo agli impianti di climatizzazione aventi potenza frigorifera superiore a 12 kW, che di norma sono destinati a uffici, negozi, aziende…spazi ben più grandi, rispetto alle abitazioni. Per gli impianti interessati sarà necessario richiedere il libretto d’impianto e interventi periodici di manutenzione, volti a valutare l’efficienza dell’impianto stesso e delle sue prestazioni, in modo non solo da rispettare la direttiva europea, ma anche da ottenere risparmi in bolletta non indifferenti.
Sono diverse le associazioni, gli enti e le aziende coinvolti in questo episodio e che hanno resa nota la propria opinione in merito.
Alessandro Riello, Presidente di Assoclima, ha dichiarato, ad esempio: “Non basta realizzare prodotti ad alta efficienza per risparmiare in bolletta e limitare l’uso di energia, è necessario mantenere elevato il livello di efficienza energetica nel corso dell’intero ciclo di vita del prodotto. Le aziende che operano in Italia nel settore della climatizzazione sono leader a livello mondiale mentre in Italia fanno molta fatica a competere in un mercato dove ancora vincono tecnologie obsolete e prodotti di scarsa qualità. Questa eccellenza industriale italiana, che occupa oltre 7mila persone e crea valore sul territorio nazionale, merita ben altra attenzione da parte della politica”.
Gli ha risposto Marco Dall’Ombra, Direttore Marketing di Daikin Italy: "Ringraziamo il Presidente Riello per la nota precisa e tempestiva. Da parte nostra auspichiamo che quanto accaduto possa contribuire a migliorare le relazioni tra l'Associazione, i mezzi d'informazione e le Associazioni dei consumatori, con l'unico obiettivo di informare bene e tempestivamente gli utenti, sui temi di nostra competenza".
ANGAISA, infine, pubblica l’opinione del proprio Presidente Mauro Odorisio: “È improprio e fuorviante parlare di una nuova tassa sui condizionatori che, in base a quanto riportato da alcune testate giornalistiche e televisive, sarebbe stata introdotta in questi giorni dal Governo e rischierebbe di penalizzare pesantemente imprese e famiglie. La realtà è ben diversa. Fare riferimento in maniera superficiale e approssimativa a un nuovo fantomatico balzello che andrebbe a colpire indiscriminatamente le tasche dei consumatori non giova e rischia di produrre effetti distorsivi all’interno del mercato, in un momento in cui, complice questa particolare situazione metereologica, molte famiglie e imprese si stanno orientando verso scelte d’acquisto legate al benessere e all’efficienza energetica”.
La scorretta informazione provoca fraintendimenti e inutili allarmismi, come abbiamo riscontrato in questo episodio. Forse si dà proprio il caso di dire “Troppo rumore per nulla”.
Un’interpretazione scorretta, da parte dei media, di un decreto italiano che recepisce una direttiva europea, ha provocato un forte rumore e un fraintendimento generale da parte dei cittadini, che si pensavano costretti a dover pagare una tassa di circa 200€ per il proprio impianto di condizionamento.
Come abbiamo riportato nel nostro focus di pochi giorni fa, invece, la disposizione si applica solo agli impianti di climatizzazione aventi potenza frigorifera superiore a 12 kW, che di norma sono destinati a uffici, negozi, aziende…spazi ben più grandi, rispetto alle abitazioni. Per gli impianti interessati sarà necessario richiedere il libretto d’impianto e interventi periodici di manutenzione, volti a valutare l’efficienza dell’impianto stesso e delle sue prestazioni, in modo non solo da rispettare la direttiva europea, ma anche da ottenere risparmi in bolletta non indifferenti.
Sono diverse le associazioni, gli enti e le aziende coinvolti in questo episodio e che hanno resa nota la propria opinione in merito.
Alessandro Riello, Presidente di Assoclima, ha dichiarato, ad esempio: “Non basta realizzare prodotti ad alta efficienza per risparmiare in bolletta e limitare l’uso di energia, è necessario mantenere elevato il livello di efficienza energetica nel corso dell’intero ciclo di vita del prodotto. Le aziende che operano in Italia nel settore della climatizzazione sono leader a livello mondiale mentre in Italia fanno molta fatica a competere in un mercato dove ancora vincono tecnologie obsolete e prodotti di scarsa qualità. Questa eccellenza industriale italiana, che occupa oltre 7mila persone e crea valore sul territorio nazionale, merita ben altra attenzione da parte della politica”.
Gli ha risposto Marco Dall’Ombra, Direttore Marketing di Daikin Italy: "Ringraziamo il Presidente Riello per la nota precisa e tempestiva. Da parte nostra auspichiamo che quanto accaduto possa contribuire a migliorare le relazioni tra l'Associazione, i mezzi d'informazione e le Associazioni dei consumatori, con l'unico obiettivo di informare bene e tempestivamente gli utenti, sui temi di nostra competenza".
ANGAISA, infine, pubblica l’opinione del proprio Presidente Mauro Odorisio: “È improprio e fuorviante parlare di una nuova tassa sui condizionatori che, in base a quanto riportato da alcune testate giornalistiche e televisive, sarebbe stata introdotta in questi giorni dal Governo e rischierebbe di penalizzare pesantemente imprese e famiglie. La realtà è ben diversa. Fare riferimento in maniera superficiale e approssimativa a un nuovo fantomatico balzello che andrebbe a colpire indiscriminatamente le tasche dei consumatori non giova e rischia di produrre effetti distorsivi all’interno del mercato, in un momento in cui, complice questa particolare situazione metereologica, molte famiglie e imprese si stanno orientando verso scelte d’acquisto legate al benessere e all’efficienza energetica”.
La scorretta informazione provoca fraintendimenti e inutili allarmismi, come abbiamo riscontrato in questo episodio. Forse si dà proprio il caso di dire “Troppo rumore per nulla”.
