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Stabilizzazione ecobonus 65%: consigli da Renovate Italy per rendere l’incentivo efficiente, efficace e appetibile
Proroga ecobonus 65%, Renovate Italy si esprime: è stato fatto il primo passo, ma molto resta da fare per spingere l'incentivo e migliorarlo.
È stato approvato nei giorni scorsi, dal Senato, un testo concordato tra i diversi gruppi parlamentari, che impegna il Governo a stabilizzare l’ecobonus 65% nel triennio 2017-2019.
Come approfondito in un nostro recente focus, oltre alla proroga del bonus, durante la seduta del 12 Aprile sono state prese in esame diverse mozioni, alle quali ha risposto il Vice Ministro dell’economia e delle finanze Enrico Morando a nome del Governo, sottolineando la disponibilità del Governo a stabilizzare l’incentivo per tre anni e chiedendo ai Senatori di rinviare la discussione degli altri argomenti in altri momenti.
Come affermato da Renovate Italy, associazione che raccoglie diverse realtà che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, la notizia della proroga dell’ecobonus 65% è sicuramente positiva e consentirà di spostare l’attenzione dal sistema di incentivazione, alla realizzazione della riqualificazione energetica profonda degli edifici.
Non dimentichiamo, però, che la stabilizzazione dell’incentivo riguarda solo l’ecobonus 65% e non include anche le attività di ristrutturazione edilizia, che attualmente sono agevolate al 50%, ma che nel 2017 torneranno stabilmente al 36%.
Sicuramente è positivo il fatto che il Governo ponga l’attenzione sugli interventi di efficientamento energetico, che portano a benefici concreti per l’ambiente, i cittadini, la sicurezza energetica e l’inquinamento. Gli investimenti attivati dall’ecobonus, però, riguardano solo una piccola parte di tutti gli interventi interessati dai due strumenti di agevolazione.
Ma perché gli investimenti non decollano, secondo Renovate Italy?
È vero che, come affermato durante la seduta in Senato, ci vorrebbe più tempo per le famiglie per programmare una spesa ingente (un anno di ecobonus 65% non è sufficiente), ma è vero anche che la quasi totalità degli interventi agevolati finora richiede tempi brevi, come la sostituzione di serramenti e caldaie e l’installazione di impianti solari per la produzione di acqua calda.
Piuttosto, la ragione sostanziale sembra risiedere in diversi altri fattori, come il trasferimento del credito a chi realizza gli interventi (si crea una carenza di liquidità alle imprese); l’impossibilità, per chi deve beneficiare dell’agevolazione, di anticipare il capitale necessario per la realizzazione degli interventi; la frammentazione della proprietà immobiliare; le condizioni di accesso al credito molto onerose.
Ecco perché è indispensabile, secondo l’associazione, che l’ecobonus 65% diventi uno strumento “efficiente, efficace e appetibile”, che consenta di mantenere una buona quantità di contribuzione e un’elevata qualità degli interventi.
Le proposte di Renovate Italy per dare slancio all’incentivo sono:
La stabilizzazione dell’ecobonus 65% dunque, per l’associazione, non rappresenta che un primo passo: c’è molto altro da fare per rendere l’incentivo appetibile e attrattivo.
Clicca qui per visualizzare il documento completo di Renovate Italy.
Come approfondito in un nostro recente focus, oltre alla proroga del bonus, durante la seduta del 12 Aprile sono state prese in esame diverse mozioni, alle quali ha risposto il Vice Ministro dell’economia e delle finanze Enrico Morando a nome del Governo, sottolineando la disponibilità del Governo a stabilizzare l’incentivo per tre anni e chiedendo ai Senatori di rinviare la discussione degli altri argomenti in altri momenti.
Come affermato da Renovate Italy, associazione che raccoglie diverse realtà che promuovono attività e progetti per la riqualificazione energetica del patrimonio costruito in Italia, la notizia della proroga dell’ecobonus 65% è sicuramente positiva e consentirà di spostare l’attenzione dal sistema di incentivazione, alla realizzazione della riqualificazione energetica profonda degli edifici.
Non dimentichiamo, però, che la stabilizzazione dell’incentivo riguarda solo l’ecobonus 65% e non include anche le attività di ristrutturazione edilizia, che attualmente sono agevolate al 50%, ma che nel 2017 torneranno stabilmente al 36%.
Sicuramente è positivo il fatto che il Governo ponga l’attenzione sugli interventi di efficientamento energetico, che portano a benefici concreti per l’ambiente, i cittadini, la sicurezza energetica e l’inquinamento. Gli investimenti attivati dall’ecobonus, però, riguardano solo una piccola parte di tutti gli interventi interessati dai due strumenti di agevolazione.
Ma perché gli investimenti non decollano, secondo Renovate Italy?
È vero che, come affermato durante la seduta in Senato, ci vorrebbe più tempo per le famiglie per programmare una spesa ingente (un anno di ecobonus 65% non è sufficiente), ma è vero anche che la quasi totalità degli interventi agevolati finora richiede tempi brevi, come la sostituzione di serramenti e caldaie e l’installazione di impianti solari per la produzione di acqua calda.
Piuttosto, la ragione sostanziale sembra risiedere in diversi altri fattori, come il trasferimento del credito a chi realizza gli interventi (si crea una carenza di liquidità alle imprese); l’impossibilità, per chi deve beneficiare dell’agevolazione, di anticipare il capitale necessario per la realizzazione degli interventi; la frammentazione della proprietà immobiliare; le condizioni di accesso al credito molto onerose.
Ecco perché è indispensabile, secondo l’associazione, che l’ecobonus 65% diventi uno strumento “efficiente, efficace e appetibile”, che consenta di mantenere una buona quantità di contribuzione e un’elevata qualità degli interventi.
Le proposte di Renovate Italy per dare slancio all’incentivo sono:
- Trasformare la detrazione fiscale in un contributo a fondo perduto (come il Conto Termico che, nella sua nuova versione, possiede le caratteristiche per essere efficace per la Pubblica Amministrazione), così da ridurre in modo importante la quota di investimento che deve essere anticipata dai proprietari;
- Prevedere l’erogazione di contributi in conto interessi sulla parte di costo non coperta dall’incentivo, per ridurre l’avversione all’indebitamento di lungo periodo;
- Creare fondi di garanzia a tutela dei finanziatori e a copertura dei rischi di insolvenza connessi almeno agli interventi sulle parti comuni dei condomini.
La stabilizzazione dell’ecobonus 65% dunque, per l’associazione, non rappresenta che un primo passo: c’è molto altro da fare per rendere l’incentivo appetibile e attrattivo.
Clicca qui per visualizzare il documento completo di Renovate Italy.
