Focus Incentivi

09.04.2014
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Solar Energy Report 2014: scende ancora il prezzo “chiavi in mano” degli impianti fotovoltaici

Si registra un calo del 12% per il settore residenziale e del 18% per le centrali.
Il trend del costo chiavi in mano degli impianti fotovoltaici si conferma in riduzione, anche se in percentuale minore rispetto al 2012, attestando variazioni comprese tra il 12% per il settore residenziale (<20 Mw) e il 18% per i grandi impianti fotovoltaici (<1 Mw).

Questo quanto emerge dalla 6^ edizione del Solar Energy Report 2014, che analizza il dato partendo dall'effetto di tre fattori:

effetto “inventory”, in riferimento a fenomeno di saldo di moduli e di altri componenti;
effetto “inverter” e “progettazione e installazione”, confermano la tendenza 2012 registrando il 31%, per i grandi impianti e il 48% per i residenziali;
stabilità nel prezzo d'acquisto dei “moduli” sui prodotti targati 2013.

La stabilità del prezzo dei moduli è conseguenza di altre due condizioni:

effetto delle misure anti-dumping, attraverso l'adozione a livello comunitario, da Marzo 2013, di dazi provvisori sui moduli di provenienza cinese, poi rinnovate a Dicembre 2013 con valori compresi tra il 3,5 e l’11,5% del prezzo di importazione stesso dei moduli;
• la contrazione del mercato europeo verificatasi nel 2013 nei valori di -42% e 10,2 Gw, che ha avuto come conseguenza diretta una diminuzione nelle importazioni di stampo asiatico e la riduzione di incidenza di questi ultimi sulla formazione del prezzo medio di mercato.

Emerge un andamento diverso a seconda delle varie tecnologie, per esempio quelle legate al silicio mono e poli-cristallino hanno subito un incremento del prezzo medio compreso tra l'8 e il 9% su base annua, mentre si è verificata una sostanziale stabilità del prezzo dei moduli CdTe e una contrazione del 7% su base annua di quelle legate al silicio amorfo.

Le tecnologie di provenienza Europea, Statunitense e Giapponese hanno visto una riduzione del prezzo medio compresa tra il 12 e il 15% su base annua, invece è salito del 10% su base annua il prezzo dei prodotti mono e poli-cristallino «made in China», causa anti-dumping.

L'andamento dei prezzi non riesce a supplire alle difficoltà di riduzione dei costi di produzione e i livelli medi di marginalità dei produttori italiani rimangono negativi. La situazione è maggiormente riscontrabile per i moduli al silicio, che difficilmente riescono a raggiungere livelli di marginalità sostenibili. Situazione migliore per quanto riguarda i CdTe e a-Si che hanno registrato una diminuzione del costo di produzione in virtù della maggiore efficienza di conversione dei moduli prodotti (in alcuni casi superiore al’12%) resa possibile dai risultati ottenuti in termini di R&D nel corso del 2012.

Si prevede che il prezzo dei moduli sul mercato europeo fino al 2020 subirà una riduzione su base annua rispetto ai valori correnti compresa nel range 2% (nei primi anni) - 8% (a partire dal 2016), decisamente più contenuta rispetto ai -26% del 2012 e -40% del 2011.
Si prefigurano valori sotto la soglia dei 50 c€/Wp nel caso dei moduli al silicio e prossimi ai 40 c€/Wp nel caso del film sottile.

Questa previsione è vincolata da tre principali condizioni:

• l’aumento della domanda globale con un mercato annuo complessivo previsto in crescita da 41 GW nel 2014 a 73 GW nel 2020;
• l'uscita dalla condizione di «over-supply»;
• la minore incidenza sul mercato europeo dei moduli di provenienza cinese.

Si è registrata un aumento dell'offerta per quanto riguarda il settore dei sistemi di accumulo, derivata dalle riduzioni dei costi e dall’incremento delle performance, soprattutto nel settore dell'elettrochimico, che si è rivelato la soluzione più adatta alle applicazioni destinate al mercato residenziale e piccolo commerciale (< 20 kWp) e che presentano una capacità di storage variabile tra i 2,5 e i 15 kWh.