Focus Innovazioni
Questo articolo ha più di 3 anni
Sistemi di accumulo dell’energia, secondo NR nei prossimi anni assisteremo ad una crescita esponenziale
Secondo Navigant Research, il mercato dei dispositivi per l'accumulo di energia prodotta fonti rinnovabili subirà una crescita esponenziale nei prossimi 10 anni.
La generazione distribuita, in particolare grazie alla diffusione delle fonti rinnovabili, è sempre più una realtà in quasi tutti i paesi del mondo. Negli ultimi anni il mercato dell’energia ha subito delle trasformazioni importanti, avvicinando sempre più le figure dei consumatori a quelle dei produttori: due ruoli, questi, che nella realtà dei fatti già oggi si sovrappongono spesso.
Superato quindi il regime degli incentivi e dello scambio sul posto, quello della generazione e dell’auto-consumo di energia resta un problema aperto, che ha portato - e porterà sempre più in futuro - ad una serie di problemi e di soluzioni innovative, come i sistemi di controllo avanzati per la gestione dell’energia e naturalmente quelli per l’accumulo.
Uno studio di Navigant Research recentemente pubblicato cerca quindi di indagare il presente e il futuro delle tecnologie per l’accumulo dell’energia che, anche se relativamente giovani, presentano un potenziale enorme, legato indissolubilmente all’aumento del costo dei combustibili fossili e quindi dell’energia “tradizionale”, che spingerà sempre più utenti alla ricerca di soluzioni innovative per abbattere la propria bolletta energetica.
Secondo Navigant research il mercato dell’accumulo va diviso in tre segmenti principali:
Naturalmente, in particolare per gli ultimi due segmenti, la composizione delle tariffe - e quindi delle bollette elettriche - avrà un ruolo fondamentale in futuro. Le bollette elettriche sono generalmente composte, oltre che dal costo dell’energia, da oneri di rete e tasse. Secondo Navigant Research, quanto più queste due ultime voci aumenteranno il loro peso sul costo finale, tanto più i sistemi di accumulo diventeranno convenienti, e quindi diffusi.
Come vediamo dal grafico qui sotto, comunque, la crescita dei sistemi di accumulo dell’energia, in particolare nel segmento del terziario-industria e in quello residenziale, sarà esponenziale, almeno fino al 2024, passando dalle poche centinaia di MW installate oggi a più di 12.000 MW.

Guardando il grafico si capisce subito come le installazioni di storage nel settore terziario costituiranno la maggior parte della potenza complessiva: questo perché, chiaramente, saranno di dimensioni più ampie rispetto a quelle del residenziale. Ciononostante questo segmento - che richiede investimenti molto più ampi - resta il più incerto, proprio a causa del margine di guadagno molto basso e in gran parte dipendente dal prezzo finale della bolletta, oltre che naturalmente da quello degli accumuli.
Come per il Community Energy Storage, infatti, questo tipo di impianti dovranno essere molto customizzati sulle basi dei singoli progetti, i prezzi quindi potrebbero non scendere quanto ci si aspetta scenderanno quelli dei sistemi dedicati al residenziale.
La società americana individua infine un altro pre-requisito fondamentale per la diffusione dei sistemi di accumulo dell’energia: gli incentivi statali, che dovrebbero aiutarne la diffusione iniziale, creando quindi economie di scala che enfatizzino la diminuzione dei prezzi, al fine di creare un mercato maturo.
Superato quindi il regime degli incentivi e dello scambio sul posto, quello della generazione e dell’auto-consumo di energia resta un problema aperto, che ha portato - e porterà sempre più in futuro - ad una serie di problemi e di soluzioni innovative, come i sistemi di controllo avanzati per la gestione dell’energia e naturalmente quelli per l’accumulo.
Uno studio di Navigant Research recentemente pubblicato cerca quindi di indagare il presente e il futuro delle tecnologie per l’accumulo dell’energia che, anche se relativamente giovani, presentano un potenziale enorme, legato indissolubilmente all’aumento del costo dei combustibili fossili e quindi dell’energia “tradizionale”, che spingerà sempre più utenti alla ricerca di soluzioni innovative per abbattere la propria bolletta energetica.
Secondo Navigant research il mercato dell’accumulo va diviso in tre segmenti principali:
- Storage per le comunità, che avrebbe come focus il miglioramento dell’affidabilità, della qualità e della continuità della fornitura, risolvendo in molti casi il problema della lontananza dalle fonti o dalle centrali di produzione, soprattutto nei casi di comunità isolate;
- Storage per il settore commerciale-industriale, che aiuterebbe nella gestione e controllo dei costi dell’energia;
- Storage per uso residenziale, il segmento più interessante, perché aiuterebbe le famiglie ad assicurare una disponibilità continua di energia auto-prodotta anche a fronte di un piccolo impianto di produzione da rinnovabili.
Naturalmente, in particolare per gli ultimi due segmenti, la composizione delle tariffe - e quindi delle bollette elettriche - avrà un ruolo fondamentale in futuro. Le bollette elettriche sono generalmente composte, oltre che dal costo dell’energia, da oneri di rete e tasse. Secondo Navigant Research, quanto più queste due ultime voci aumenteranno il loro peso sul costo finale, tanto più i sistemi di accumulo diventeranno convenienti, e quindi diffusi.
Come vediamo dal grafico qui sotto, comunque, la crescita dei sistemi di accumulo dell’energia, in particolare nel segmento del terziario-industria e in quello residenziale, sarà esponenziale, almeno fino al 2024, passando dalle poche centinaia di MW installate oggi a più di 12.000 MW.

Guardando il grafico si capisce subito come le installazioni di storage nel settore terziario costituiranno la maggior parte della potenza complessiva: questo perché, chiaramente, saranno di dimensioni più ampie rispetto a quelle del residenziale. Ciononostante questo segmento - che richiede investimenti molto più ampi - resta il più incerto, proprio a causa del margine di guadagno molto basso e in gran parte dipendente dal prezzo finale della bolletta, oltre che naturalmente da quello degli accumuli.
Come per il Community Energy Storage, infatti, questo tipo di impianti dovranno essere molto customizzati sulle basi dei singoli progetti, i prezzi quindi potrebbero non scendere quanto ci si aspetta scenderanno quelli dei sistemi dedicati al residenziale.
La società americana individua infine un altro pre-requisito fondamentale per la diffusione dei sistemi di accumulo dell’energia: gli incentivi statali, che dovrebbero aiutarne la diffusione iniziale, creando quindi economie di scala che enfatizzino la diminuzione dei prezzi, al fine di creare un mercato maturo.
