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31.05.2012
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Servono politiche per lo sviluppo delle rinnovabili, ma anche un piano industriale Green

31/05/2012 - La Green Economy è una grande opportunità per uscire dalla crisi economica nazionale ed internazionale. Parola di Giovanni Lelli, commissario dell’ENEA (Agenzia Nazionale per le Nuove Tecnologie), che ha parlato ieri alla Commissione Industria del Senato, illustrando le possibili evoluzioni del sistema energetico italiano.

“L´energia è alla base dell´economia globale – ha dichiarato Lelli - e l´uso delle fonti fossili costituisce una delle cause di maggiore pressione ambientale, oltre che di dipendenza dall’estero, soprattutto per l’Italia. Ritengo sia fondamentale puntare su politiche di sviluppo delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, considerando lo stretto legame tra energia, ambiente ed economia per definire una strategia di sviluppo economico sostenibile”.

Nonostante la crisi economica le energie rinnovabili e le tecnologie legate alla loro produzione, hanno conosciuto un grande sviluppo nel quinquennio 2005-2010, a livello europeo e non solo.

In Italia lo sviluppo delle rinnovabili ha visto ritmi di crescita molto sostenuti (in particolare del fotovoltaico, come dimostra anche l’ultimo rapporto del GSE), eppure gli investimenti in ricerca e sviluppo, non sono stati all’altezza della sfida, dimostrando ancora una volta una carenza nella capacità di stimolare le filiere industriali e le opportunità di crescita.

Nel fotovoltaico, ad esempio, il deficit commerciale dell’Italia ha portato ad un’aumento delle importazioni (soprattutto dalla Germania) che ha superato gli 11 miliardi di dollari correnti (dati ENEA).

“L’inasprirsi di questo disavanzo commerciale limita la capacità di crescita dell’economia e, di conseguenza, dell’occupazione. Così come avvenuto nelle principali economie europee, una politica energetica di sviluppo delle rinnovabili in Italia dovrà basarsi su una maggiore spesa pubblica in ricerca e sviluppo e su politiche industriali volte a orientare la specializzazione produttiva del Paese verso settori a maggiore intensità tecnologica” ha concluso l’ing. Lelli.