Focus Efficienza Energetica

08.02.2013
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Risparmio energetico, rinnovabili e generazione distribuita: le promesse dei candidati

Quali sono i programmi dei principali schieramenti in merito ad efficienza energetica e rinnovabili? Ecco le posizioni dei candidati.
La campagna elettorale per le prossime elezioni del 24 e 25 febbraio sta mettendo a confronto le principali forze politiche su temi di primo interesse come il lavoro, la pressione fiscale e i tagli agli sprechi.
Per capire cosa propongono i candidati in merito ai temi dell'efficienza energetica, sugli obiettivi europei fissati dalle direttive 20-20-20 e sulle rinnovabili, Expoclima ha cercato di analizzarne le diverse proposte e correnti di pensiero.
 
Siamo partiti da alcuni dei quesiti posti ai candidati da Dibattito Scienza, che riprende l’esperienza americana di Science Debate, interrogando i candidati alle Presidenziali a esprimersi su tematiche analoghe. A rispondere ai quesiti sono stati Pierluigi Bersani (PD), Oscar Giannino (Fare per Fermare il Declino) e Antonio Ingroia (Rivoluzione Civile), mentre per Berlusconi, Monti e Beppe Grillo abbiamo ripreso i punti dei rispettivi programmi legati alle tematiche di nostro interesse.
 
Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?
 
Bersani: In primo luogo propone la stabilità normativa della detrazione fiscale del 55%, il rafforzamento del meccanismo dei certificati bianchi per l’industria e del Conto Energia Termico con un’attenzione particolare per gli edifici pubblici. Superare gli obiettivi europei per le fonti rinnovabili, trasferendo l’onere, almeno in parte, sulla fiscalità generale: da modificare anche il sistema di Aste e Registri, prediligendo per il fotovoltaico lo scambio sul posto. Anche la SEN andrebbe rafforzata a vantaggio di un’autonomia energetica maggiore per l’Italia, promuovendo l’utilizzo in rete del biogas e biometano.
 
Ingroia: Serve predisporre un Piano Energetico Nazionale Sostenibile (PENS) al 2050 che segni la transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili ed efficienza energetica. Per fare questo gli incentivi alle rinnovabili vanno dosati in base alla maturità delle tecnologie, mentre le opere di riqualificazione energetica dell’esistente andrebbero finanziate con l’ecoprestito, messo a punto da ENEA. Sì ai sistemi di accumulo, alla defiscalizzazione dei piccoli/medi impianti per autoconsumo e stabilizzazione del 55%.
 
Giannino: Uniformare le politiche energetico-ambientali, pensando ad una carbon tax onnicomprensiva per favorire gli investimenti e soprattutto lasciando che sia il mercato a indicare la politica energetica più consona. Riqualificazione energetica per tutti gli edifici, visto che l’industria italiana dell’efficienza energetica è leader mondiale e può creare nuove opportunità di mercato e di lavoro.
 
Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?
 
Bersani: Condividiamo l’innalzamento degli obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra al 2020 e della quota di rinnovabili da raggiungere alla fine del decennio (dal 17% al 20% sui consumi finali) previsti nel documento sulla Strategia Energetica Nazionale messo in consultazione. Potenziare gli interventi di efficienza nell’edilizia grazie ad un ambizioso programma che prevede detrazioni fiscali e soluzioni innovative per il recepimento di risorse private e pubbliche, per rilanciare il settore delle costruzioni, colpito pesantemente dalla crisi, e per creare nuove opportunità di lavoro. Anche le Regioni dovranno adeguare le loro politiche in vista degli obiettivi al 2020.
 
Giannino: Considerando che il cambiamento climatico è la sfida maggiore che una società può intraprendere, la chiave di volta di una strategia razionale e orientata al lungo termine non va cercata nel perseguimento di obiettivi di riduzione delle emissioni nel breve termine ma nella determinazione di obiettivi di medio termine relativi all'intensità carbonica dell'economia.
 
Ingroia: il cambiamento climatico è strettamente legato anche alle azioni per fermare il dissesto idrogeologico del Paese. Investire poi sul trasferimento tecnologico verso i paesi emergenti per la lotta al cambiamento climatico e sui CDM. In questa maniera si coglierà un'occasione industriale dando un forte impulso alla lotta contro i riscaldamento globale.
 
 

La green economy nel programma elettorale di Monti, Movimento 5 Stelle e Pdl

 
 
L’agenda Monti non inserisce di fatto nuove azioni in merito, facendo appello ad una modernizzazione e rilancio del Paese sulla green economy in riferimento ad azioni già intraprese dal Governo Monti e da portare avanti. L'Agenda propone anche la modifica del titolo V della Costituzione, per riportare allo Stato le decisioni in materia di infrastrutture energetiche, accompagnata dall'introduzione del "dibattito pubblico" come insegnano i Paesi Nordeuropei.
 
Al punto 14 del programma elettorale del Pdl si possono invece trovare le intenzioni in merito alla green economy, tra le quali:
·      Nuovo piano per il riassetto idrogeologico del Paese
·      Messa in sicurezza del patrimonio immobiliare, da realizzare attraverso benefici fiscali e finanziamenti agevolati
·      Green economy: puntare su quattro settori strategici: eco-innovazione, fonti rinnovabili, riciclo dei rifiuti e mobilità sostenibile
·      Smart Cities: dare impulso allo sviluppo delle città “intelligenti”, coinvolgendo capitali privati e utilizzando stimoli fiscali
Per il piano caso invece l’obiettivo è incentivare e agevolare il recupero del patrimonio
immobiliare italiano per l’adeguamento a criteri di risparmio e di efficienza energetica e messa in sicurezza antisismica.
 
Nel programma del Movimento 5 Stelle l’energia è al primo punto e viene dato ampio spazio al risparmio energetico in edilizia e alla generazione diffusa: tra le tante proposte segnaliamo l’introduzione del “consumo massimo” a 7 litri di gasolio o metri cubi di metano per metro quadro calpestabile; la definizione della classe C (provincia di Bolzano) come livello massimo di consumi per la concessione delle licenze edilizie; la riduzione di almeno il 10% dei consumi per il patrimonio edilizio pubblico; lo sviluppo della cogenerazione (possibilità di immettere in rete l’energia prodotta da impianti di taglia inferiore ai 20 kW, incentivazione alla micro-cogenerazione, incentivazione alla produzione distribuita di energia termica); e la legalizzazione e incentivazione della produzione di biocombustibili (compreso biogas).
 
In allegato trovate un PDF con l'estratto dei programmi dei diversi schieramenti sui temi citati.