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Rinnovabili: un emendamento ridurrebbe il limite per lo scambio sul posto da 200 a 20 kW
assoRinnovabili, Coordinamento FREE, GIFI e IFI scrivono al Governo per chiedere di respingere l’emendamento al DL Destinazione Italia: “sarebbe l’ennesimo colpo basso alle rinnovabili”
Le novità legate al finanziamento delle rinnovabili sono al centro della nuova agitazione delle sigle associative assoRinnovabili, Coordinamento FREE, GIFI e IFI che qualche giorno fa hanno scritto una lettera aperta al Governo e al Ministro Zanonato (pubblicata sul quotidiano La Repubblica) per diffondere il loro forte dissenso sulle nuove disposizioni che starebbero per modificare ancora una volta il futuro italiano delle fonti rinnovabili.
Secondo voci di corridoio sarebbe infatti in via di presentazione un emendamento di fonte governativa al Decreto legge Destinazione Italia che porterebbe alla riduzione da 200 kW a 20 kW il limite per poter usufruire dello scambio sul posto. Un taglio che, sommato all’abolizione dei prezzi minimi garantiti e all’ulteriore spalmatura degli incentivi già decisi e contenuti nel DL, comporterebbe un ennesimo colpo alle fonti rinnovabili.
La riduzione drastica dei prezzi minimi garantiti per il Ritiro dedicato sarebbero stati giustificati come una necessità per ridurre le bollette degli italiani, anche se in realtà il taglio effettivo alle bollette di una famiglia media italiana si aggirerebbe sui 1,5 euro annui (calcolo di qualenergia.it).
Riducendo i prezzi per il Ritiro dedicato “si va ad impattare enormemente su quasi 50mila piccoli impianti gestiti prevalentemente da quelle piccole e medie imprese che compongono l’ossatura manifatturiera portante del nostro Paese – fanno sapere da assoRinnovabili - e che dallo scambio sul posto avevano trovato una modalità di riduzione dei costi energetici, peraltro i più elevati nel contesto nazionale”.
La risposta è spiegata nel dettaglio nella lettera firmata dalle associazioni di settore e che di seguito riportiamo:
“Il costo cumulato per gli Italiani è di 6,7 miliardi di Euro. Sembra una cifra spropositata ma confrontiamola con i 9 miliardi di Euro risparmiati grazie al calo della produzione termoelettrica e presentiamola in modo diverso. Ogni Italiano contribuisce con 112 € all’anno alla spesa per il Fotovoltaico. Cioè 9 Euro al mese, 30 centesimi di Euro al giorno. Al contrario in Italia nel 2012 per il mercato dei giochi d’azzardo sono stati investiti 94 miliardi di €, oltre 1600 euro pro-capite, ai quali si aggiungono i costi sociali e sanitari stimati annualmente in 6,6 miliardi di €”.
Le associazioni chiedono al Governo un confronto per definire un percorso stabile di medio/lungo termine per garantire la ripresa economica del Sistema Paese, per individuare i nuovi obiettivi al 2030 legati alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alla riduzione dei gas nocivi. Infine viene chiesto al Governo di programmare un’espansione efficiente delle infrastrutture necessarie.
“Solo attraverso la promozione di tecnologie pulite – conclude la lettera aperta - rinnovabili e sostenibili nonché di infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica”.
Secondo voci di corridoio sarebbe infatti in via di presentazione un emendamento di fonte governativa al Decreto legge Destinazione Italia che porterebbe alla riduzione da 200 kW a 20 kW il limite per poter usufruire dello scambio sul posto. Un taglio che, sommato all’abolizione dei prezzi minimi garantiti e all’ulteriore spalmatura degli incentivi già decisi e contenuti nel DL, comporterebbe un ennesimo colpo alle fonti rinnovabili.
Riduzione dei prezzi minimi garantiti: cosa comporterebbe
La riduzione drastica dei prezzi minimi garantiti per il Ritiro dedicato sarebbero stati giustificati come una necessità per ridurre le bollette degli italiani, anche se in realtà il taglio effettivo alle bollette di una famiglia media italiana si aggirerebbe sui 1,5 euro annui (calcolo di qualenergia.it).
Riducendo i prezzi per il Ritiro dedicato “si va ad impattare enormemente su quasi 50mila piccoli impianti gestiti prevalentemente da quelle piccole e medie imprese che compongono l’ossatura manifatturiera portante del nostro Paese – fanno sapere da assoRinnovabili - e che dallo scambio sul posto avevano trovato una modalità di riduzione dei costi energetici, peraltro i più elevati nel contesto nazionale”.
“Quanto costano gli incentivi al fotovoltaico?”
La risposta è spiegata nel dettaglio nella lettera firmata dalle associazioni di settore e che di seguito riportiamo:
“Il costo cumulato per gli Italiani è di 6,7 miliardi di Euro. Sembra una cifra spropositata ma confrontiamola con i 9 miliardi di Euro risparmiati grazie al calo della produzione termoelettrica e presentiamola in modo diverso. Ogni Italiano contribuisce con 112 € all’anno alla spesa per il Fotovoltaico. Cioè 9 Euro al mese, 30 centesimi di Euro al giorno. Al contrario in Italia nel 2012 per il mercato dei giochi d’azzardo sono stati investiti 94 miliardi di €, oltre 1600 euro pro-capite, ai quali si aggiungono i costi sociali e sanitari stimati annualmente in 6,6 miliardi di €”.
Le associazioni chiedono al Governo un confronto per definire un percorso stabile di medio/lungo termine per garantire la ripresa economica del Sistema Paese, per individuare i nuovi obiettivi al 2030 legati alle energie rinnovabili, all’efficienza energetica e alla riduzione dei gas nocivi. Infine viene chiesto al Governo di programmare un’espansione efficiente delle infrastrutture necessarie.
“Solo attraverso la promozione di tecnologie pulite – conclude la lettera aperta - rinnovabili e sostenibili nonché di infrastrutture di rete innovative si generano investimenti, si creano posti di lavoro, competitività ed indipendenza energetica”.
