Focus Dal mondo
Questo articolo ha più di 3 anni
Rinnovabili: entro il 2035 saranno il 40% della nuova richiesta di energia elettrica
Secondo uno studio dell’Agenzia internazionale dell’energia, le fonti fossili peseranno sul mix energetico di oltre il 76%, ma le rinnovabili copriranno quasi la metà della nuova richiesta.
Nei prossimi vent’anni la produzione di energia elettrica sarà ancora marchiata indelebilmente dalle fonti fossili: New Policies Scenario, lo studio pubblicato nei giorni scorsi dall’Agenzia internazionale dell’energia, prevede infatti che nel 2035 le rinnovabili saranno responsabili del 40% della crescita del fabbisogno energetico, ma a pesare ancora in maniera determinante saranno i combustibili fossili, con il 76% di incidenza sul mix energetico.
Secondo l’inchiesta, a fronte di un calo di utilizzo del carbone di almeno il 25% nei Paesi OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development), nei prossimi vent’anni si assisterà ad un aumento della domanda di fonti fossili nei Paesi extra OECD, che continueranno a rappresentare la principale fonte energetica nazionale.
A trainare la domanda di energia elettrica nel 2035 saranno però i Paesi delle cosiddette economie emergenti, che saranno responsabili di oltre il 90% delle richieste nette di energia: a guidare la classifica delle nuove economie sarà la Cina, seguita dall’India e via via dalle altre realtà del Sud-Est asiatico, anche se in misura minore. Il Medio Oriente, nelle previsioni contenute nella ricerca, sarà invece uno dei maggiori consumatori di energia, diventando il secondo più grande consumatore di gas entro il 2020 e il terzo più grande consumatore di petrolio entro il 2030: una previsione che sottintende nuove definizioni del suo ruolo nei mercati energetici.
Tra le proposte avanzate, lo studio chiede l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili,a favore del finanziamento alle fonti pulite, a cui sono andati sino ad ora solo 101 miliardi di dollari.
Fonte: ANSA
Secondo l’inchiesta, a fronte di un calo di utilizzo del carbone di almeno il 25% nei Paesi OECD (Organisation for Economic Co-operation and Development), nei prossimi vent’anni si assisterà ad un aumento della domanda di fonti fossili nei Paesi extra OECD, che continueranno a rappresentare la principale fonte energetica nazionale.
A trainare la domanda di energia elettrica nel 2035 saranno però i Paesi delle cosiddette economie emergenti, che saranno responsabili di oltre il 90% delle richieste nette di energia: a guidare la classifica delle nuove economie sarà la Cina, seguita dall’India e via via dalle altre realtà del Sud-Est asiatico, anche se in misura minore. Il Medio Oriente, nelle previsioni contenute nella ricerca, sarà invece uno dei maggiori consumatori di energia, diventando il secondo più grande consumatore di gas entro il 2020 e il terzo più grande consumatore di petrolio entro il 2030: una previsione che sottintende nuove definizioni del suo ruolo nei mercati energetici.
Tra le proposte avanzate, lo studio chiede l’eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili,a favore del finanziamento alle fonti pulite, a cui sono andati sino ad ora solo 101 miliardi di dollari.
Fonte: ANSA
