Rinnovabili 2012: male Eurozona, in crescita Cina, Medio-Oriente e Nord Africa
06/06/2012 - Se il 2011 è stato l’anno degli investimenti nelle rinnovabili, il 2012 sembra invertire questa tendenza, con un calo generale degli investimenti nei mercati consolidati, soprattutto in Europa, dove la crisi dei debiti sovrani ha portato ad un generale calo delle incentivazioni statali e degli investimenti privati.
Questo è quanto emerge dall’ultimo “Country Attractiveness Indices” report (CAI), lo studio trimestrale diffuso ieri da Ernst & Young e dedicato alle energie rinnovabili.
Nella classifica “All Renewables”, che tiene conto di tutte le fonti rinnovabili, al primo posto c’è ancora la Cina, seguita dagli Stati Uniti; la Germania resta in terza posizione, grazie soprattutto ai finanziamenti stanziati per la riconversione dal nucleare, vengono poi India e Regno Unito, seguite dall’Italia, al sesto posto.
“I primi segnali per il 2012 ci indicano che ci saranno maggiori sfide per gli stakeholder - commenta Andrea Paliani, Partner Ernst & Young Settore Energy - con i mercati maturi che diventano sempre più deboli a causa di prolungati problemi di liquidità e di una continua riduzione di incentivi dai governi”.
Se il settore continuerà a registrare una crescita per il 2012 sarà quindi nei mercati emergenti, mentre i mercati maturi si troveranno di fronte a diverse difficoltà: il credit crunch che caratterizza in particolare l’eurozona, la sempre maggiore competizione con l’Asia, l’abbassamento (anche se probabilmente solo momentaneo) dei prezzi del petrolio, e il boom del gas naturale in USA. Al contrario, lo studio evidenzia che nel Medio-Oriente e in Nord-Africa, in particolare negli stati che presentano una situazione economica e politica più stabile, il mercato delle energie rinnovabili ha un enorme potenziale di sviluppo, con il solare e l’eoliche che potrebbero attrarre grandi capitali nel breve e medio periodo: molti di questi paesi stanno infatti tentando di diversificare il proprio mix energetico, dipendente in larga misura dagli idrocarburi, nel tentativo di di soddisfare una richiesta in continua espansione.
Secondo Paliani, quindi, il vero tema del 2012 sarà l’accesso ai capitali. Il debito contratto in Europa per finanziare le rinnovabili, sommato ai segnali che arrivano dal primo quarto del 2012 suggeriscono un valore delle transizioni decrescente, con una durata contrattuale di minor durata e margini più alti: “l’accesso al capitale per i prossimi 12 mesi, sia attraverso l’indebitamento che attraverso mezzi propri, probabilmente è destinato a incidere più di ogni altro fattore sulla sopravvivenza o il fallimento delle imprese”. “La tempesta perfetta di Basilea III, il downgrade bancario e l’instabilità dell’eurozona - prosegue Paliani - hanno aumentato i costi di base per i prestiti delle banche, in particolare a lungo termine”.
(Il rapporto completo è in allegato PDF - In inglese)
