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14.12.2015
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Riforma della bolletta elettrica: gli esposti delle associazioni al Garante della Concorrenza e alla Commissione Europea

Il disappunto delle Associazioni sulla Riforma della bolletta elettrica: elimina ogni segnale di concorrenza e discrimina il mercato della generazione distribuita.
La Riforma della bolletta elettrica avviata dall’AEEG non ha riscontrato l’approvazione di tutti, anzi: Adusbef, Codici Associazione Consumatori, Greenpeace, ITALIA Solare, Kyoto Club, Legambiente e WWF stanno già facendo sentire la propria voce.

Con un comunicato stampa congiunto, infatti, le associazioni manifestano il proprio dissenso non solo in fatto di riforma della bolletta elettrica, ma anche di blocco delle reti elettriche private.

L’AEEG nei giorni scorsi ha approvato le delibere 582/2015 e 539/2015 che, secondo le associazioni, “fissano al di fuori di ogni logica di concorrenza i ricavi dei distributori e vietano le reti elettriche private”.

Questo va in controtendenza rispetto a quanto sostenuto dalla Comunità Europea, che richiede tariffe di distribuzione flessibili, che rendano la rete più efficiente e stimolino all’autoconsumo di energia e all’efficienza energetica.

L’adozione delle delibere, infatti, può portare in primo luogo, all’eliminazione di ogni segnale di concorrenza e mercato per quanto riguarda la distribuzione elettrica e, in secondo luogo, alla discriminazione del mercato della generazione distribuita e dell’efficienza energetica, per quanto riguarda il mercato della generazione centralizzata di energia.

Le associazioni richiedono, dunque, con l’esposto al Garante della Concorrenza, che vengano adottate misure utili a rimediare alle distorsioni causate dalle due delibere, sia al mercato della distribuzione, che della generazione elettrica; e che venga anticipata al 2020 la fine dell’oligopolio nel settore della distribuzione elettrica, fissato al 2030.

Alla Commissione Europea, invece, le Associazioni chiedono che vengano stabilite delle misure affinché l’Italia porti a termine i propri obblighi per attuare la direttiva comunitaria, inclusa la procedura di infrazione.