Focus Innovazioni
Questo articolo ha più di 3 anni
Refrigerazione ecologica dei data center con acqua al posto del refrigerante
Si chiama eChiller il rivoluzionario impianto per la refrigerazione ecologica a base d’acqua dei data center
I data center sono ambienti che, per svolgere in modo efficiente la propria funzione, devono essere mantenuti ad una temperatura controllata, evitando il surriscaldamento dei circuiti e dei macchinari che vi sono contenuti.
Per raffreddare in modo continuativo i data center sono utilizzati degli impianti di raffreddamento che necessitano di grandi quantità di energia, con importanti sprechi energetici. L’azienda tedesca Efficient Energy, sovvenzionata dalla Fondazione federale tedesca per l’ambiente DBU con oltre 800mila euro, ha sviluppato l’eChiller, un innovativo chiller ecologico che sfrutta l’energia termica in eccesso tramite un processo a base d’acqua.
Il primo test di funzionamento dell’eChiller sarà portato avanti presso l’Università di Scienze Applicate di Monaco a sarà messo servizio di un sistema ibrido, ma l’azienda produttrice spera di riuscire ad applicare questa tecnologia sostenibile anche ad altre tipologie di processi di raffreddamento.
Il Capo progetto Jörg Bentz e il Prof. Dr. Christian Schweigler dell’Università di Monaco hanno spiegato: «Oggi circa il 5% delle emissioni di gas serra della Germania e il 14% del consumo di elettricità sono dovuti alla refrigerazione». Circa il 20% dei consumi di energia di un data center è provocato dai sistemi di refrigerazione, un dato importante, soprattutto se si tengono in considerazione due fattori:
La tecnologia di cui si compone l’eChiller punta a risolvere entrambi questi problemi: elimina gli F-gas, utilizzando al 100% H2O, e sfrutta il “free cooling” riducendo il consumo energetico fino al 70%.
«Questa nuova tecnologia è particolarmente importante dal punto di vista ambientale. Da un lato, influisce direttamente sull’efficienza energetica e quindi la protezione del clima. Dall’altro, nell’ambito di una modernizzazione, consente la sostituzione del refrigerante convenzionale dannoso per il clima con l’acqua, alternativa rispettosa dell’ambiente.» ha affermato il segretario generale della DBU Alexander Bonde.
Passare ad un sistema di refrigerazione a basso consumo energetico è importante sia dal punto di vista puramente ambientale che da quello economico, l’aumentare dei servizi digitali nei paesi avanzati ha fatto impennare la richiesta di elettricità, al punto che solo in Germania il consumo di elettricità dei data center nazionali è triplicato dal 2000.
L’Università di Monaco intende ora convertire il proprio sistema di climatizzazione di data center per passare ad un nuovo sistema ibrido a basso consumo energetico che integri gli impianti preesistenti con l’eChiller.
La speranza è quella di poter individuare nel breve periodo un sistema collaudato e trasferibile che integri impianti ibridi con eChiller ad acqua, idoneo per data center di medie e piccole dimensioni.
Per raffreddare in modo continuativo i data center sono utilizzati degli impianti di raffreddamento che necessitano di grandi quantità di energia, con importanti sprechi energetici. L’azienda tedesca Efficient Energy, sovvenzionata dalla Fondazione federale tedesca per l’ambiente DBU con oltre 800mila euro, ha sviluppato l’eChiller, un innovativo chiller ecologico che sfrutta l’energia termica in eccesso tramite un processo a base d’acqua.
Il primo test di funzionamento dell’eChiller sarà portato avanti presso l’Università di Scienze Applicate di Monaco a sarà messo servizio di un sistema ibrido, ma l’azienda produttrice spera di riuscire ad applicare questa tecnologia sostenibile anche ad altre tipologie di processi di raffreddamento.
Il Capo progetto Jörg Bentz e il Prof. Dr. Christian Schweigler dell’Università di Monaco hanno spiegato: «Oggi circa il 5% delle emissioni di gas serra della Germania e il 14% del consumo di elettricità sono dovuti alla refrigerazione». Circa il 20% dei consumi di energia di un data center è provocato dai sistemi di refrigerazione, un dato importante, soprattutto se si tengono in considerazione due fattori:
- Il raffreddamento avviene, di norma, attraverso sistemi che sfruttano le proprietà dei gas refrigeranti a base di idrofluorocarburi, altamente dannosi per l’ambiente;
- La grande richiesta di elettricità, da utilizzare per alimentare gli impianti di raffreddamento, a sua volta è prodotta, per la maggior parte, da fonti fossili inquinanti e dannose per l’atmosfera.
La tecnologia di cui si compone l’eChiller punta a risolvere entrambi questi problemi: elimina gli F-gas, utilizzando al 100% H2O, e sfrutta il “free cooling” riducendo il consumo energetico fino al 70%.
«Questa nuova tecnologia è particolarmente importante dal punto di vista ambientale. Da un lato, influisce direttamente sull’efficienza energetica e quindi la protezione del clima. Dall’altro, nell’ambito di una modernizzazione, consente la sostituzione del refrigerante convenzionale dannoso per il clima con l’acqua, alternativa rispettosa dell’ambiente.» ha affermato il segretario generale della DBU Alexander Bonde.
Passare ad un sistema di refrigerazione a basso consumo energetico è importante sia dal punto di vista puramente ambientale che da quello economico, l’aumentare dei servizi digitali nei paesi avanzati ha fatto impennare la richiesta di elettricità, al punto che solo in Germania il consumo di elettricità dei data center nazionali è triplicato dal 2000.
L’Università di Monaco intende ora convertire il proprio sistema di climatizzazione di data center per passare ad un nuovo sistema ibrido a basso consumo energetico che integri gli impianti preesistenti con l’eChiller.
La speranza è quella di poter individuare nel breve periodo un sistema collaudato e trasferibile che integri impianti ibridi con eChiller ad acqua, idoneo per data center di medie e piccole dimensioni.
