Focus Mercati
Questo articolo ha più di 3 anni
Rapporto CNA-CRESME: 2016 ancora in crescita per il mercato dell’installazione impianti
Installazione impianti: il 2016 l'anno determinante per la ripresa. Presentato a Roma il terzo Rapporto Congiunturale CNA-CRESME.
È stato presentato oggi a Roma il terzo Rapporto congiunturale sul mercato dell’installazione impianti in Italia curato dal CRESME per conto di CNA Installazione Impianti.
Il volume d’affari nel 2016 ha superato i 112 miliardi di euro, conteggiando i fatturati di tutti i soggetti coinvolti nella filiera impiantistica dell’edilizia (escluse quindi le opere a rete), per un complessivo impegno di 750mila addetti ai lavori e circa 200mila unità locali.
Nello specifico, oltre 41 miliardi di euro provengono dalle vendite di prodotti per l’impiantistica registrate direttamente dalle aziende produttrici del territorio italiano (comprese le vendite per l’estero), cui si aggiungono quasi 24 miliardi di euro di materiali per impianti distribuiti dai rivenditori presenti in Italia. Più di 47 miliardi di euro, invece, sono stati incassati dagli installatori come termoidraulici, idraulici ed elettricisti.
Dal 2012 ad oggi l’impiantistica ha assunto un ruolo sempre maggiore all’interno delle costruzioni, passando dal 40 al 44% nel 2016 e riuscendo a subire in maniera minore le conseguenze della crisi rispetto alle costruzioni, maggiormente colpite.
Questo è avvenuto grazie a un ciclo di vita più ridotto rispetto ad altri materiali e componenti e “grazie ad una maggiore propensione a rientrare nell’ambito della riqualificazione edilizia – ha sottolineato Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione Impianti – la quale nell’ultima fase economica ha goduto di una migliore performance rispetto ad altri segmenti di mercato”.
Che il settore dell’impiantistica abbia subito meno delle costruzioni la crisi che ha investito l’edilizia dal 2009 è un dato emerso anche dall’analisi presentata oggi. Secondo il rapporto CRESME-CNA, infatti, l’andamento del settore impianti dal 2009 ad oggi è stato altalenante: dal -12% del 2009 (anno dello scoppio della crisi), si è passati ad un biennio di ripresa, seguito da tre annate (2012, 2013, 2014) ancora in flessione, per poi arrivare al 2015 e 2016 dove è aumentato il valore della produzione nell’installazione di impianti.
Le perdite totali dell’impiantistica rispetto all’edilizia delle costruzioni sono state minori: nel triennio 2011-2014 gli impianti hanno registrato una flessione del 17%, mentre le costruzioni del 22%.
Nel biennio 2014-2016, con entrambi i mercati in ripresa, le installazioni di impianti sono cresciute del 6,3%, a fronte di una ripresa più contenuta delle costruzioni (+1,7%).
Il boom di ripresa del 2015 ha fatto da traino anche per il 2016, che per gli impianti si è confermato un anno di ripresa consolidata: in prospettiva futura continua a crescere progressivamente l’attenzione verso il risparmio idrico e la gestione delle spese di casa da parte di utenti finali e addetti ai lavor:, “Questo si traduce in prospettive di mercato più fertili per quegli ambiti in cui la ricerca e sviluppo sono indirizzati al contenimento energetico e idrico – ha concluso Battipaglia – L’invecchiamento della popolazione inoltre porta con sé una accelerazione verso quell’impiantistica orientata al comfort e la cosiddetta demotica assistenziale, che fa prevedere un trend di crescita positivo per i prossimi anni”.
Il volume d’affari nel 2016 ha superato i 112 miliardi di euro, conteggiando i fatturati di tutti i soggetti coinvolti nella filiera impiantistica dell’edilizia (escluse quindi le opere a rete), per un complessivo impegno di 750mila addetti ai lavori e circa 200mila unità locali.
Nello specifico, oltre 41 miliardi di euro provengono dalle vendite di prodotti per l’impiantistica registrate direttamente dalle aziende produttrici del territorio italiano (comprese le vendite per l’estero), cui si aggiungono quasi 24 miliardi di euro di materiali per impianti distribuiti dai rivenditori presenti in Italia. Più di 47 miliardi di euro, invece, sono stati incassati dagli installatori come termoidraulici, idraulici ed elettricisti.
Dal 2012 ad oggi l’impiantistica ha assunto un ruolo sempre maggiore all’interno delle costruzioni, passando dal 40 al 44% nel 2016 e riuscendo a subire in maniera minore le conseguenze della crisi rispetto alle costruzioni, maggiormente colpite.
Questo è avvenuto grazie a un ciclo di vita più ridotto rispetto ad altri materiali e componenti e “grazie ad una maggiore propensione a rientrare nell’ambito della riqualificazione edilizia – ha sottolineato Carmine Battipaglia, presidente di CNA Installazione Impianti – la quale nell’ultima fase economica ha goduto di una migliore performance rispetto ad altri segmenti di mercato”.
Che il settore dell’impiantistica abbia subito meno delle costruzioni la crisi che ha investito l’edilizia dal 2009 è un dato emerso anche dall’analisi presentata oggi. Secondo il rapporto CRESME-CNA, infatti, l’andamento del settore impianti dal 2009 ad oggi è stato altalenante: dal -12% del 2009 (anno dello scoppio della crisi), si è passati ad un biennio di ripresa, seguito da tre annate (2012, 2013, 2014) ancora in flessione, per poi arrivare al 2015 e 2016 dove è aumentato il valore della produzione nell’installazione di impianti.
Le perdite totali dell’impiantistica rispetto all’edilizia delle costruzioni sono state minori: nel triennio 2011-2014 gli impianti hanno registrato una flessione del 17%, mentre le costruzioni del 22%.
Nel biennio 2014-2016, con entrambi i mercati in ripresa, le installazioni di impianti sono cresciute del 6,3%, a fronte di una ripresa più contenuta delle costruzioni (+1,7%).
Il boom di ripresa del 2015 ha fatto da traino anche per il 2016, che per gli impianti si è confermato un anno di ripresa consolidata: in prospettiva futura continua a crescere progressivamente l’attenzione verso il risparmio idrico e la gestione delle spese di casa da parte di utenti finali e addetti ai lavor:, “Questo si traduce in prospettive di mercato più fertili per quegli ambiti in cui la ricerca e sviluppo sono indirizzati al contenimento energetico e idrico – ha concluso Battipaglia – L’invecchiamento della popolazione inoltre porta con sé una accelerazione verso quell’impiantistica orientata al comfort e la cosiddetta demotica assistenziale, che fa prevedere un trend di crescita positivo per i prossimi anni”.
